Quantcast

Scenari | Cirdan Capital

Azionario: quali attese per il 2022?

«Stimiamo che l’S&P500 possa raggiungere una ‘vetta inesplorata’, ovvero quota 4.900 dollari, in un contesto in cui rendimenti reali sui titoli di stato statunitensi, attualmente intorno a 50 punti base negativi, possano raggiungere i -15 punti base. Il commento di Marco Oprandi

Azionario: quali attese per il 2022?

Attualmente, politica monetaria e fattori geopolitici sembrano influenzare particolarmente il mercato azionario, ma nonostante ciò la previsione sull’S&P500 è che possa raggiungere i 4.900 dollari per la fine del 2022, il che significherebbe un incremento del circa 12% rispetto ai valori attuali. 
 
«Tali stime», spiega Marco Oprandi, head of cross asset solutions di Cirdan Capital (nella foto a lato), «tengono in considerazione l’atteso aumento dei tassi d’interesse da parte della FED per ‘domare’ i rampanti livelli inflazionistici che sembrerebbero essere ormai di difficile gestione da parte della Banca Centrale americana. Inoltre, anche i fattori geopolitici come la situazione in Ucraina e gli attriti tra Stati Uniti, Cina e Russia incrementano livelli di incertezza nel mercato». 
 
«Nonostante ciò», prosegue, «stimiamo che l’S&P500 possa raggiungere una ‘vetta inesplorata’, ovvero quota 4.900 dollari, in un contesto in cui rendimenti reali sui titoli di stato statunitensi, che sono attualmente intorno a 50 punti base negativi, possano raggiungere i -15 punti base. D’altro canto, avremmo una visione maggiormente conservativa qualora dovesse verificarsi uno scenario più ‘estremo’ e meno probabile, dove i rendimenti reali da -50 punti base possano effettivamente raggiungere un livello intorno dello zero. Per quest’ultimo, prevediamo che l’S&P500 possa posizionarsi intorno a 4.700 dollari per la fine del 2022, evento che rappresenterebbe un incremento di circa +8% rispetto ai livelli attuali».
 
Nonostante si stia assistendo all’influenza dei fattori ‘esogeni’, quali l’inflazione e l’instabilità geopolitica, secondo l’esperto il 2022 porà rappresentare per le società americane un’opportunità in cui raggiungere un livello significativo di utili. Il 2021 infatti, è stato un anno più difficile per le imprese rispetto all’atteso 2022, poiché erano vi erano fattori ‘endogeni’ che mettevano a dura prova l’operatività di aziende di produzione e di servizi. «Il Covid-19 e le sue varianti», spiega Oprandi, «il picco nei prezzi delle commodities, la scarsità della forza lavoro e l’interruzione della supply chain hanno tutti assieme contribuito negativamente allo sviluppo economico globale durante il 2021. Tuttavia, crediamo che tali fattori, seppur presenti anche in questa primo trimestre del 2022, stiano scemando sempre più dando la possibilità alle imprese di tornare alla “normalità” operativa pre-pandemica. Alla luce di questi elementi, reputiamo che la crescita degli utili si aggirerà attorno al +8% in US per la fine del 2022 e al +6% per il 2023».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

I più letti

Articolo successivo