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Scenari | T. Rowe Price

Titoli growth e instabilità: concentrarsi sui fondamentali

«Tra i fornitori di software-as-a-service, favoriamo le aziende che pensiamo possano avere un lungo percorso di crescita, grazie ad un ampio mercato e a team di gestione lungimiranti che investono nell’innovazione». Il commento di Paul Greene

Titoli growth e instabilità: concentrarsi sui fondamentali

I prezzi delle azioni tendono a seguire gli utili e il free cash flow di una società nel lungo termine: questa è la premessa alla base della strategia di investimento di T. Rowe Price, una strategia che cerca di identificare le rare aziende che hanno il potenziale di creare valore per un periodo prolungato, registrando al contempo forti tassi di crescita in vari contesti macroeconomici. «Assumere una visione a lungo termine in un mercato ossessionato da trimestrali e dati macroeconomici», spiega Paul Greene, gestore del fondo T. Rowe Price Funds SICAV – US Large-Cap Core Growth Equity di T. Rowe Price (nella foto a lato), «può aiutarci a scoprire delle opportunità. Tuttavia, prendiamo atto del fatto che la discrepanza tra il sentiment transitorio del mercato e la nostra visione dei fondamentali aziendali a lungo termine può talvolta essere problematica per gli investitori nel breve termine».

La rapida innovazione e la disruption che si verificano in tutti i settori, insieme a un mercato che sta digerendo le dislocazioni derivanti dalla pandemia da Coronavirus e da una marea di liquidità delle banche centrali, significano che differenziare tra volatilità e rischio aziendale effettivo è più vitale che mai per gli investitori growth con un orizzonte temporale più lungo. «Privilegiamo le società che riteniamo essere leader radicati di settore, o che potrebbero diventarlo», continua Greene, «quindi aziende di qualità superiore con un potere di determinazione dei prezzi, che può aiutare le loro attività sottostanti a resistere meglio in un ambiente inflazionistico rispetto a chi non gode di questo vantaggio competitivo. Tuttavia, l’inflazione e l’aumento dei tassi d'interesse potrebbero continuare a rappresentare degli ostacoli a breve termine, con i titoli growthprobabilmente più vulnerabili a causa della rapida espansione dei multipli di valutazione che si è verificata. Siamo disposti a detenere alcuni titoli che possono sembrare costosi nel breve termine, se riteniamo che il tasso al quale il business sta creando valore potrebbe sostenere un ulteriore rialzo nei prossimi anni. Ma cerchiamo di evitare le aziende in cui vediamo il rischio che una valutazione eccessiva possa ostacolare la performance delle azioni in un periodo pluriennale».
 
«Siamo consapevoli», prosegue, «delle sfide a breve termine che le valutazioni elevate e le preoccupazioni per il rallentamento della domanda potrebbero porre agli operatori di e-commerce, ai fornitori di software aziendali basati su cloud e ad altre aziende che hanno prosperato al culmine della pandemia da Coronavirus. In questo contesto, i rialzi e i ribassi possono essere particolarmente violenti e potenzialmente non in linea con i fondamentali di lungo periodo. Riteniamo tuttavia che la nostra profonda comprensione dei fattori chiave della creazione di valore possa aiutarci a evitare di reagire in modo eccessivo alle forti fluttuazioni degli utili o ad altre battute d’arresto che consideriamo temporanee. Ci sforziamo di essere gestori di investimenti pazienti, ma non compiacenti, e rivalutiamo costantemente le nostre partecipazioni esistenti e future per tenere il passo con l’evoluzione delle aziende e dei loro contesti competitivi».

Dal momento che i mercati hanno penalizzato alcune società di servizi digitali a causa delle preoccupazioni per l’inflazione persistente e l’aumento dei tassi d’interesse, secondo gli esperti è importante che alcune tendenze di crescita secolare guidino la creazione di valore nei prossimi anni. Il passaggio al cloud computing, per esempio, è stato un importante tema d’investimento per più di un decennio, e sembra che abbia ancora molto spazio di manovra. In un mondo sempre più digitale infatti, le soluzioni software basate sul cloud sono fondamentali per tutte le aziende. «Anche se le vendite sono diventate più difficili per alcune società di software nel breve termine», spiega Greene, «riteniamo che la pandemia da Coronavirus abbia rafforzato il business case per questi investimenti».

«Tra i fornitori di software-as-a-service», continua, «favoriamo le aziende che pensiamo possano avere un lungo percorso di crescita, grazie ad un ampio mercato e a team di gestione lungimiranti che investono nell’innovazione. La nostra prospettiva a lungo termine sulla digitalizzazione dell’economia e sull’adozione del cloud ci fa mantenere una view positiva anche verso i giganti tecnologici che forniscono l’infrastruttura critica alla base di questi trend».

Le principali società internet hanno avuto un ruolo di primo piano nel portafoglio per più di un decennio. Oggi, il posizionamento di T. Rowe Price enfatizza le storie di crescita che potrebbero essere guidate dalla convergenza accelerata dell’e-commerce e della pubblicità online mirata – due mercati enormi che sembrano avere ancora spazio significativo per un’ulteriore penetrazione. «I dati dell’U.S. Census Bureau mostrano che il canale online ha rappresentato circa il 13% delle vendite al dettaglio nel terzo trimestre del 2021», spiega l’economista. -«Questo tasso di penetrazione serve a ricordare quanto margine di manovra rimanga con il miglioramento della logistica delle consegne e le aziende innovative che sconvolgono mercati finali un tempo resistenti, come le auto usate e i generi alimentari. Anche la domanda di pubblicità online è destinata a crescere in modo significativo, dato che l’e-commerce è in espansione e i media digitali sottraggono quote ai punti vendita tradizionali».

Una maggiore attenzione normativa sulla privacy dei consumatori e i cambiamenti di politica da parte di aziende chiave, come Apple, hanno creato alcune sfide per l’efficacia della pubblicità mirata sulle applicazioni popolari dei social media. «Consideriamo questo ostacolo come transitorio», dice Greene, «e riteniamo che la tendenza a lungo termine favorisca le aziende internet con relazioni dirette con i consumatori e elevata disponibilità di dati. Stiamo anche trovando opportunità all’interno della catena dell’e-commerce, individuando società che supportano le aziende nella vendita dei loro prodotti online».

Secondo l’esperto poi, lo sconvolgimento dell’industria automobilistica potrebbe creare enormi opportunità nel prossimo decennio per le aziende che sono ben posizionate nei veicoli elettrici e nella guida autonoma. La transizione dal motore a combustione interna dovrebbe infatti accelerare significativamente nei prossimi cinque-dieci anni, dato che i progressi nelle tecnologie delle batterie e gli impianti di produzione su larga scala aiutano i veicoli elettrici a raggiungere la parità di costo con i veicoli alimentati a combustibile fossile. Nel frattempo, un contesto normativo favorevole in molti Paesi, la costruzione di infrastrutture per caricare le batterie che alimentano i veicoli elettrici e una crescente enfasi sulla necessità di ridurre le emissioni di carbonio dovrebbero anche agire come venti di coda. «Continuiamo a monitorare le opportunità in tutta la catena di fornitura dei veicoli elettrici», conclude Greene, «nonché le innovazioni relative alla guida autonoma e alle tecnologie che potrebbero contribuire a ridurre le emissioni di carbonio dei camion pesanti e di medio peso».

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