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Il Giappone corre verso il digitale

«Al centro di questi cambiamenti c'è la trasformazione digitale o DX7, che è collegata ad alcune delle priorità politiche dell'amministrazione». Il commento di Christophe Braun

Il Giappone corre verso il digitale

L’approccio del primo ministro Fumio Kishida, dopo aver assunto il ruolo di leader, è stato quello dell’azione rapida. Dalla convocazione di un'elezione lampo alla dimensione del pacchetto di stimolo economico, le sue decisioni sembravano una corsa contro il tempo. «Il momento di riparare il tetto è quando il sole splende», ha detto il primo ministro prima di svelare il pacchetto di stimolo di 55,7 mila miliardi di yen (490 miliardi di dollari) per rilanciare l'economia giapponese colpita dalla pandemia. Si tratta di aiuti per gli ospedali e le imprese in difficoltà, oltre a investimenti per sostenere la strategia di crescita.

«Mentre lo stimolo economico può avere un effetto a breve termine, per spianare la strada a una ripresa della spesa dei consumatori è necessario anche un allentamento delle restrizioni sul coronavirus e un'alta copertura vaccinale», commenta Christophe Braun, investment director di Capital Group (nella foto a lato). «Il tasso di vaccinazione completa del Giappone del 79% è attualmente tra i più alti del mondo. Il primo ministro Kishida ha promesso di fare piani per nuove campagne "Go To" per stimolare i consumi, ma ha messo in guardia sulla possibile recrudescenza delle infezioni da coronavirus. La campagna "Go To Travel", lanciata in precedenza per sovvenzionare le spese di viaggio nazionali, è destinata a migliorare il consumo di beni non durevoli e di servizi».

Alla fine dell'anno scorso, il Giappone ha allentato le norme di ingresso per i viaggi d'affari e di studio, un passo verso la riapertura delle frontiere. Tuttavia, il governo ha fatto marcia indietro dopo l'emergere della variante Omicron. «L'annuncio», dice Braun, «è stato un boccone amaro da ingoiare, in particolare per le compagnie aeree e le imprese legate ai viaggi, dato che i confini del paese sono stati chiusi ai viaggiatori internazionali per la maggior parte della pandemia. Ma il lato positivo è che abbiamo osservato che alcune parti del mondo, dove i viaggi sono stati riaperti, hanno visto forti recuperi economici grazie in parte alla domanda repressa dei consumatori. Nel caso del Giappone, una ripresa del turismo non è tanto una questione di se, ma di quando. Il Paese rimane una delle destinazioni più desiderate al mondo per i viaggi di piacere, mentre la sua capitale è riconosciuta come un centro chiave per gli affari. Una ripresa della domanda di viaggi può avere un potente effetto a catena, con ampi benefici economici. Crea il bisogno di una serie di beni e servizi e aiuta a guidare la crescita dei posti di lavoro in una varietà di industrie. I potenziali beneficiari includono produttori di componenti di aerei, costruttori di motori a reazione, hotel e ristoranti».

Gli investitori sono stati inizialmente spaventati dalla proposta del primo ministro Kishida di una nuova forma di capitalismo, poiché ha promesso di creare «un ciclo virtuoso di crescita e distribuzione». La domanda è se questa proposta incoraggia abbastanza opportunità redditizie in aree di crescita chiave (come la trasformazione digitale). Con gli occhi puntati sul sostegno alla classe media, il primo ministro ha cercato di convincere le imprese ad aumentare i salari. Ha chiesto un aumento dei salari del 3% o più da parte delle aziende che hanno vistogli utili tornare ai livelli pre-pandemici.

«Il senso di urgenza viene dal momento che i salari reali medi annui del Giappone sono aumentati solo del 4,4% dal 1990 al 2020 (a parità di potere d'acquisto)», spiega l’esperto. «In passato, iniziative come la riduzione delle tasse e la riforma dello stile di lavoro o il coinvolgimento nella contrattazione salariale sono state introdotte nel tentativo di ridurre la disparità di reddito in Giappone. Queste possono aiutare, ma un’estensione della riforma del mercato del lavoro che incoraggi un'ampia retribuzione basata sul merito e un mercato del lavoro più flessibile potrebbero essere più efficaci. Aliquote fiscali più alte per le società e sul reddito da dividendi e plusvalenze potrebbero essere parte dei piani futuri del governo per affrontare la stagnazione del reddito e finanziare ulteriori trasferimenti alle famiglie a basso reddito. È improbabile che queste riforme vengano presto varate, ma sono qualcosa che dovremmo continuare a monitorare. L'impatto di qualsiasi potenziale aumento delle tasse sui multipli societari dipende dal fatto che sia bilanciato da misure di successo a favore della crescita».

Gli sviluppi a breve termine sono importanti date le incertezze del mercato, e lo stesso vale per l'impatto a lungo termine di alcune delle proposte più audaci del primo ministro. Portare il Giappone su un sentiero di crescita economica sostenibile richiederà più che pacchetti di stimolo. Iniziative come la strategia dell'energia pulita e il concetto di digital garden city state potrebbero avere un impatto duraturo sull'economia della nazione e sui suoi mercati finanziari.

I pilastri della strategia di crescita del primo ministro Kishida sono quattro. «Primo fra tutti», dice Braun, «l’innovazione, con un fondo universitario di 10 mila miliardi di yen (circa 86 miliardi di dollari), per promuovere il Giappone come nazione scientifica e tecnologica. Sarà poi da rivedere il processo delle offerte pubbliche iniziali per rendere più facile per le start-up assicurarsi i finanziamenti. C’è poi il progetto di diventare una “Digital Garden City Nation”, e di far progredire l'implementazione della tecnologia digitale come il telelavoro, la consegna tramite droni e la guida autonoma. Infine, si vuole creare una "Digital Garden City Superhighway" utilizzando cavi di comunicazione sottomarini per fornire l'accesso a servizi digitali ad alta velocità e di grande capacità ovunque in Giappone».

Altro focus nella strategia di crescita del Sol Levante, sarà affrontare il cambiamento climatico, concentrandosi sull'energia pulita, migliorando la rete elettrica ed espandendo l'uso degli accumulatori, e decarbonizzando il settore energetico giapponese, abbandonando la produzione di energia termica a favore dell'energia rinnovabile.

«Vi è poi», continua l’esperto, «l’obiettivo di migliorare la sicurezza economica, tramite un fondo per sostenere la ricerca e lo sviluppo di tecnologie all'avanguardia come l'intelligenza artificiale e la tecnologia quantistica, ma anche incoraggiando i produttori di semiconduttori a creare fabbriche in Giappone».

La visione del primo ministro di trasformare il Giappone in un digital garden city state implica l'avanzamento della diffusione dell'infrastruttura 5G e l'implementazione di tecnologie come il telelavoro, la consegna tramite droni e la guida automatizzata. «Al centro di questi cambiamenti», dice Braun, «c'è la trasformazione digitale o DX7, che è collegata ad alcune delle priorità politiche dell'amministrazione. È anche vista come una continuazione dell'agenda di riforma digitale del suo predecessore Yoshihide Suga. La digitalizzazione e l'innovazione sanitaria sono alcune delle tendenze secolari a lungo termine di oggi. I trend della digitalizzazione, in particolare, hanno subito un'accelerazione in quanto l'attività nell'e-commerce, nello streaming video on-demand e nei servizi basati sul cloud è aumentata durante il periodo di restrizioni del coronavirus. In Giappone, gli investimenti digitali rimangono bassi rispetto ad altre economie sviluppate come Stati Uniti, Francia e Regno Unito. Infatti, gli investimenti digitali in Giappone sono stati piatti per decenni, in base ai dati compilati dall'OCSE».

Il Paese, tuttavia, potrebbe potenzialmente colmare questo divario. Questo perché la domanda di servizi e infrastrutture digitali aumenta sulla base del cambiamento del comportamento dei consumatori e di un crescente bisogno di maggiore archiviazione dei dati e di sistemi IT robusti. Mentre l'economia giapponese continua a digitalizzarsi, le aziende con un vantaggio digitale hanno il potenziale per rimanere davanti alla concorrenza. Un esempio di un'azienda posizionata nel mercato della consulenza digitale in rapida crescita è BayCurrent Consulting. L'azienda ha visto una forte domanda per i suoi servizi quando il governo giapponese ha fatto della digitalizzazione un punto chiave dell'economia, al fine di recuperare il ritardo nei confronti dei concorrenti globali.

«Al di fuori del Giappone, ci sono questioni importanti da tenere in prospettiva tra cui le dispute tecnologiche tra gli Stati Uniti e la Cina riguardo al 5G e l'aumento della capacità dei semiconduttori per soddisfare le richieste di un mondo sempre più connesso», spiega l’esperto. «Queste sono aree in cui le aziende giapponesi potrebbero giocare un ruolo importante, dato che molti dei loro prodotti e servizi sono cruciali per la trasformazione digitale a cui stiamo assistendo oggi nel mondo. Il Giappone è stato anche un'importante fonte di investimenti diretti esteri. Secondo i dati forniti dall'UNCTAD, il Giappone è stato il più grande investitore all'estero nel 2018 e nel 2019. Tuttavia, i suoi flussi di investimenti diretti esteri in uscita sono scesi significativamente a 116 miliardi di dollari nel 2020, facendolo scendere al secondo posto, dopo la Cina».

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