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Cina: perché non sottovalutare l'azionario

«Nonostante possa sembrare un mercato rischioso in cui investire, crediamo possa offrire rendimenti interessanti rispetto alle prospettive di altri strumenti finanziari». Il commento di Marco Oprandi, head of cross asset solutions di Cirdan Capital

Cina: perché non sottovalutare l'azionario

Il recente e vertiginoso incremento di casi di coronavirus nella macroarea cinese sta rallentando la crescita dell’economia cinese, imponendo il lockdown in alcune aree geografiche, come accade a Shenzhen, la moderna metropoli che collega Hong Kong al resto della Cina. Inoltre, anche l’atteso delisting delle American Depositary Receipt (ADR) cinesi dalla borsa americana gioca a sfavore dell’azionario cinese, dato che gli ADR sono dei certificati negoziati dove solitamente una quota rappresenta un’azione di una società estera, come ad esempio Alibaba.

«Gli ADR», spiega Marco Oprandi, head of cross asset solutions di Cirdan Capital (nella foto a lato), «sono rilasciati da entità bancarie statunitensi e negoziati sulle borse americane, sotto la supervisione del regolatore statunitense, Securities and Exchange Commission (SEC). Sembrerebbe che la SEC voglia delistare nel 2024 alcuni dei titoli cinesi negoziati in US nella veste di ADR poiché alcune società sono state accusate di “non soddisfare i requisiti di revisione locali”. Questo elemento ha destabilizzato gli investitori, generando un prolungato sell-off di mercato».

«Tuttavia», prosegue, «crediamo che i principali ADR cinesi continueranno la negoziazione sulle borse statunitensi anche dopo il 2024 poiché pensiamo che i policy makers americani e cinesi stiano trovando un accordo in termini di politica monetaria che possa rispettare gli aspetti contabili che al momento sembrerebbero non essere soddisfatti. A supporto della nostra view rialzista osserviamo come molte società quotate stiano attuando dei programmi di buy-back delle azioni proprie, fattore che senz’altro riduce l’offerta di azioni nel mercato e simultaneamente incrementa la fiducia degli investitori. Ad esempio, Alibaba il 22 marzo ha registrato un +13% a seguito dell’annuncio del buy-back delle azioni per $25 miliardi invece di $15 miliardi».

In quest’ottica di mercato, l’esperto ritiene che l’azionario cinese abbia registrato i minimi livelli negli ultimi mesi e che le valutazioni siano estremamente basse. «Nonostante possa sembrare un mercato rischioso in cui investire», dice, «crediamo possa offrire rendimenti interessanti rispetto alle prospettive di altri strumenti finanziari. Specificatamente, tra i settori che crediamo possano performare meglio nella macroarea vediamo: quello infrastrutturale, green energy, beni di largo consumo e l’e-commerce».

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