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Alleggerire il rischio, aumentare le protezioni: l’imperativo dei mercati in guerra

«In tale contesto, il comportamento del retail rimane sempre il miglior benchmark di riferimento». Il commento di Michele De Michelis

Alleggerire il rischio, aumentare le protezioni: l’imperativo dei mercati in guerra

Gli eventi geopolitici di febbraio, hanno comportato un sell-off generalizzato. Ora, chi aveva venduto sul ribasso ha consolidato la perdita e vuole rientrare, ma lo fa a prezzi molto più alti; quelli che hanno sfruttato i ribassi per accumulare le posizioni invece, adesso possono anche ridurre il rischio, mentre quelli che hanno venduto le protezioni (sullo spike di volatilità i prezzi sono saliti tanto e velocemente) possono cominciare a rimontarle.

«In tale contesto», spiega Michele De Michelis, responsabile investimenti di Frame Asset Management, «il comportamento del retail rimane sempre il miglior benchmark di riferimento. Io, ad esempio, ho un amico-cliente che ha una posizione con un peso sbilanciato su un singolo titolo bancario ormai da anni e io da sempre gli ricordo che avere un così alto rischio specifico (parliamo del 50 % dei suoi averi personali ) è sempre sbagliato. Questo investimento ovviamente negli ultimi anni ha avuto una volatilità pazzesca (stiamo parlando di una primaria banca europea): praticamente si è mosso da 100 a 20 e da 20 di nuovo a 100. Quando è tornato in area 100 dopo qualche anno, gli ho detto di sfruttare il momento per ridurre il peso e il rischio e diversificare, ma lui non lo ha fatto perché avendo visto una performance pazzesca da aprile 2020 in poi pensava che la corsa non sarebbe mai finita. Ovviamente con i venti di guerra in Ucraina le banche europee il 24 febbraio sono state massacrate nell'immediato e il suo titolo bancario ha perso il 20 %».

«Puntualmente», prosegue, «questo mio amico mi ha chiamato per dirmi che voleva vendere (un classico) perché aveva paura di vederlo tornare a 20, al che gli ho fatto presente che non è mai una buona idea vendere nel momento di panico. Il giorno dopo il titolo è tornato a 90, quindi l'ho informato scherzando che mi doveva una cena visto che gli avevo fatto risparmiare diverse migliaia di euro in poche ore e che se aveva quelle paure (di rivederlo a 20) poteva procedere e sfruttare il momento di ribasso generalizzato comprando e diversificando su più settori ( vedi gli energetici in particolare la clean energy ingiustamente massacrata nel 2021). Alla fine Ha venduto a 70, non ha comprato nulla, anzi ha pensato per qualche giorno di avercii visto giusto perchè il titolo ha toccato 60 ed era contento di aver limitato la propria perdita.
Peccato che oggi lo stesso titolo stia di nuovo a 100 e i settori che avrebbe avuto senso comprare siano letteralmente volati. Questo è uno dei tanti esempi che mi capitano e spesso quando la gente mi chiede cosa penso che possa succedere nel futuro, scambiano le riflessioni razionali legate a una esperienza quasi trentennale con visioni alla Nostradamus».

In questo momento De Michelis dice di assumere un atteggiamento ancora difensivo perché ritiene che l'onda lunga dello tsunami che è stato provocato si scaricherà nei prossimi mesi. «Il fatto che la Fed di fronte a questa situazione arrivi a dire che la priorità adesso è l'inflazione a discapito anche della crescita», commenta, «vuol dire che stimano rialzi dei prezzi importanti nel futuro dovuti allo shock da offerta che ha creato questo maledetto conflitto. Se pensiamo a cosa ha creato, qualche mese dopo, il blocco della nave nel canale di Suez l'anno scorso, forse la Fed ha delle stime che noi non abbiamo. Ecco perché, come dicevo prima, comincerei ad alleggerire il rischio preso durante il ribasso oppure a rimontare le posizioni di protezione smontate con profitto».

Per quanto riguarda i bond, hanno continuato a soffrire colpiti da più parti: i governativi, penalizzati dal rialzo dei tassi che prosegue, e i Corporate, colpiti dall'allargamento degli spread e dalle sanzioni imposte agli emittenti russi. «Parafrasando Warren Buffet», conclude De Michelis, «la neve si sta sciogliendo e la spazzatura del giardino che stava sotto di essa, sta inesorabilmente venendo fuori. Probabilmente il momento giusto per tonare a comprare, sarà quando questa spazzatura sarà emersa completamente. Per ora, eviterei».

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