Quantcast

Scenari | AXA Investment Managers

Aumento dei tassi e inflazione: bisogna puntare sul credito europeo

«Tra i settori del mercato del credito che consideriamo interessanti, quello immobiliare e il settore assicurativo». Il commento di Ismael Lecanu

Aumento dei tassi e inflazione: bisogna puntare sul credito europeo

La corsa dei prezzi e l’incertezza sul conflitto in Ucraina hanno portato a una revisione delle stime di crescita dell’economia e delle aspettative d’inflazione. Tuttavia, per quest’anno e il prossimo, si prevede che la crescita continui. Considerando l’aumento dei tassi da parte delle banche centrali, le strategie di gestione a breve duration o con duration flessibile potrebbero essere uno strumento fondamentale per la protezione del capitale.

«La Banca centrale europea (Bce) ha ricalibrato il timing dell’uscita dal programma di Quantitative Easing», spiega Ismael Lecanu, head of european credit Ig e Hy di Axa Im. «Si è allungato il periodo che seguirà la fine degli acquisti netti fino a quando i tassi d’interesse saliranno, lasciando abbastanza neutrali le condizioni di politica monetaria. Questi tassi sono ancora molto bassi rispetto alle medie storiche, nonostante le previsioni di una loro crescita nel 2022».

La Federal Reserve, da parte sua, ha varato una delle manovre maggiormente restrittive della storia, alzando i tassi di 25 punti base e annunciando altri sei potenziali rialzi nel 2022. Considerando quindi l’aumento dei tassi da parte delle banche centrali, le strategie di gestione a breve duration o con duration flessibile potrebbero, secondo l’esperto, essere uno strumento fondamentale per la protezione del capitale.

«Il mercato ha reagito emotivamente alla guerra in Ucraina», dice Lecanu, «ma ora assistiamo a una sorta di normalizzazione, un approccio più pragmatico. Oggi, rispetto a qualche mese fa, c’è maggior appetito per il mercato del credito. Per l’inflazione ci aspettiamo un picco in aprile-maggio in entrambi i continenti. C’è un rischio potenziale di correzione per le commodity e il prezzo del greggio, un impatto a livello di fornitura, ma la situazione non è così negativa. Resta comunque l’impatto negativo sui margini».

«Tra i settori del mercato del credito che consideriamo interessanti», continua, «ci sono quello immobiliare e il settore assicurativo. C’è poi il settore bancario, interessante in prospettiva di un rialzo dei tassi, soprattutto nell’ottica di un rialzo dei tassi da parte della Bce. Le banche maggiormente esposte alla Russia sono in Francia, Austria e Italia, ma non riteniamo che ci sia un rischio specifico per le banche europee per quanto riguarda l’esposizione diretta alla Russia, ci sono invece rischi per l’esposizione indiretta, dove l’impatto è maggiore sull’economia globale e questo è più preoccupante».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

I più letti

Articolo successivo