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Scenari/Franklin Templeton

Riflettori sull’Arabia Saudita

"La più grande economia del mondo arabo sta dando prova di un notevole dinamismo a dispetto di un clima di investimento difficile e di tensioni geopolitiche che stanno smorzando la crescita in altre regioni". L'analisi a cura di Dina Ting, head of global index portfolio management team

Arabia Saudita e greggio, il rischio per il debito degli Emergenti

Il rimbalzo economico dell’Arabia Saudita sta richiamando molta attenzione, anche per l’evidente vantaggio derivante dal rincaro del petrolio. Al di là degli idrocarburi, il paese continua a diversificare la sua economia e ad attuare riforme in una serie di settori nell’ambito della sua ambiziosa Vision 2030. Dina Ting, head of global index portfolio management, Franklin Templeton Etfs, si sofferma sugli sviluppi che si profilano all’orizzonte del regno saudita.

 "S&P ha innalzato l’outlook del debito dell’Arabia Saudita a positivo, citando un rimbalzo economico dovuto al miglioramento delle prospettive del settore petrolifero, all’accelerazione della campagna vaccinale anti Covid-19 e alle notevoli politiche di riforma messe in campo dal governo per richiamare ulteriori investimenti.
Secondo le stime, il surplus delle partite correnti del regno saudita dovrebbe portarsi al 12% del prodotto interno lordo quest’anno, in forte aumento rispetto a una precedente previsione del 6,3% del Pil formulata dall’Economist Intelligence Unit, grazie all’aumento previsto delle entrate generate dalle esportazioni petrolifere e non nel 2022.2
Oltre all’energia, l’Arabia Saudita ha dato una grande spinta alla diversificazione delle sue esportazioni e del suo potenziale di investimento, con grandi eventi sportivi, turismo, infrastrutture e intrattenimento. Il regno si pone inoltre alla testa di altre nazioni del Golfo in un recente boom di offerte pubbliche di vendita finalizzate alla quotazione in borsa (Ipo).
L’Arabia Saudita, la più grande economia del mondo arabo, sta dando prova di un notevole dinamismo a dispetto di un clima di investimento difficile e di tensioni geopolitiche che stanno smorzando la crescita in altre regioni. In linea con le aspettative di un miglioramento della crescita del Pil e delle dinamiche fiscali a medio termine, a fine marzo 2022 S&P Global Ratings ha innalzato da stabile a positivo il suo outlook sul debito dell’Arabia Saudita.

“L’outlook positivo riflette la nostra aspettativa di un miglioramento della crescita del Pil e delle dinamiche fiscali nel medio termine, favorito dall’emergere del paese dalla pandemia di Covid-19, dal rafforzamento delle prospettive del settore petrolifero e dai programmi di riforma del governo”, ha dichiarato S&P.3

Le aspettative del regno in merito a un avanzo di bilancio erano evidenti già alla fine dello scorso anno, quando l’Arabia Saudita ha rivisto al rialzo le sue previsioni sulle entrate pubbliche ancor prima che l’invasione russa dell’Ucraina provocasse un’impennata dei prezzi del petrolio. Le entrate petrolifere continuano a dominare l’economia saudita e quelle di altri paesi del Golfo. I dati del governo rivelano che i livelli di breakeven per l’Arabia Saudita sono molto più bassi delle attuali quotazioni del greggio, e i possibili aumenti dei prezzi di vendita ufficiali segnalano la possibilità di un notevole beneficio per i conti pubblici.

Il prezzo del petrolio supera ampiamente il livello di breakeven fiscale per la maggior parte dei paesi produttori del Golfo

Al 31 marzo 2022

 

 

 

Fonti: autorità nazionali; stime e proiezioni del Fondo Monetario Internazionale; FactSet; Commodity Research Bureau. Nota: il prezzo di breakeven fiscale per il Kuwait è calcolato al lordo del trasferimento obbligatorio del 10% dei ricavi al Fondo per le generazioni future, incluso il reddito da investimenti. Prezzo di breakeven fiscale = il prezzo del petrolio in corrispondenza del quale il saldo dei conti pubblici è pari a zero. Non vi è alcuna garanzia che un’eventuale stima, proiezione o previsione si realizzi.

 

Al di là dell’energia, l’Arabia Saudita continua a diversificare la propria economia. Sette anni fa il regno ha lanciato il programma Vision 2030 per ampliare le sue esportazioni e rafforzare il potenziale di investimento con grandi eventi sportivi, turismo, infrastrutture e intrattenimento. Questo ha comportato l’introduzione di visti turistici alla fine del 2019, con l’obiettivo di creare un milione di nuovi posti di lavoro legati al tempo libero e al turismo e di richiamare 100 milioni di visitatori ogni anno. Le autorità saudite hanno recentemente svelato i loro piani futuristici per Trojena, una destinazione sciistica di extralusso, fruibile tutto l’anno, che può fungere anche da sede di eventi sportivi, arte, musica e festival culturali.4

Come per ogni paese, l’investimento in Arabia Saudita non è privo di rischi. Il mese scorso i ribelli Houthi dello Yemen hanno attaccato un deposito di petrolio vicino alla pista di Formula Uno del Gran Premio dell’Arabia Saudita, un evento che è stato ospitato per la seconda volta in assoluto a Jeddah. Inoltre, sebbene il regno abbia fatto progressi sostanziali nel diversificare il proprio sistema economico rispetto al comparto petrolifero, una flessione significativa dei prezzi del greggio potrebbe ripercuotersi negativamente sulla sua economia. L’Arabia Saudita rimane inoltre sotto continua osservazione per quanto concerne i diritti umani.

Un’area in cui si registrano sviluppi favorevoli è quella delle riforme sociali in corso nel paese. Da quando Mohammed bin Salman è diventato Principe ereditario nel 2017, il regno ha reintrodotto concerti e cinema ed eliminato il divieto di guida per le donne. Le donne saudite sono anche incoraggiate a entrare nella forza lavoro, dove i tassi di partecipazione sono in aumento grazie all’apertura, negli ultimi anni, di posizioni in vari settori come l’edilizia, la produzione manifatturiera, l’ospitalità e la ristorazione. Più recentemente, il ministero della Difesa saudita ha aperto il reclutamento nelle forze armate alle donne.5

I mercati mediorientali hanno inoltre intensificato gli sforzi per vendere azioni di società private e incrementare la liquidità sui listini, e l’Arabia Saudita è un leader in questo boom di Ipo. Il principale partner commerciale del regno è la Cina e si vocifera che le imprese saudite abbiano avviato colloqui con Pechino per la costruzione di grandi fonderie e possibilmente per accettare pagamenti in yuan su una parte delle vendite di petrolio. La banca centrale saudita tende ad adeguare la sua politica monetaria a quella della Federal Reserve, poiché la moneta saudita, il riyal, è ancorata al dollaro Usa. Questa relativa stabilità rappresenta un beneficio importante, poiché l’andamento dei tassi di cambio nei mercati emergenti può essere un fattore d’ostacolo". 


 

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