la mappa dei consulenti indipendenti

Fee-only leader in Uk e Olanda, a piccoli passi in Italia e Spagna

A eccezione del Regno Unito, dove prevalgono gli indipendent advisor, la stragrande maggioranza dei cf è remunerata con commissioni su prodotti

Fee-only leader in Uk e Olanda, a piccoli passi in Italia e Spagna

Massimo Scolari, presidente Ascofind

Il 1 dicembre 2018, con l’avvio delle nuove sezioni dell’Albo dei consulenti finanziari dedicate ai consulenti autonomi (persone fisiche) e alle società di consulenza finanziaria (persone giuridiche) ha rappresentato una data importante per il settore della consulenza finanziaria in Italia. L’introduzione della consulenza finanziaria indipendente in Italia si inserisce in un contesto regolamentare in evoluzione nei diversi paesi europei.

Nel decennio trascorso la normativa comunitaria, Mifid in primo luogo, e le diverse normative nazionali hanno puntato nella direzione di sottoporre la consulenza agli investimenti a regole di condotta e alla vigilanza dei soggetti autorizzati

Le tendenze di fondo. Esaminando l’evoluzione della regolamentazione e del mercato in Europa si intravede una tendenza generale di fondo: nel decennio trascorso la normativa comunitaria, Mifid in primo luogo, e le diverse normative nazionali hanno puntato nella direzione di sottoporre la consulenza agli investimenti a regole di condotta e alla vigilanza dei soggetti autorizzati.

In primo luogo, la Direttiva Mifid 1, entrata in vigore nel 2007, partendo dalla considerazione della sempre maggiore complessità dei mercati e degli strumenti finanziari, elevava la consulenza in materia di investimenti a servizio riservato a soggetti autorizzati e vigilati, sottoposti a specifiche regole di condotta al fine di accrescere il grado di protezione degli investitori.

Tuttavia, nonostante una tendenza cdivisa verso la regolamentazione e la supervisione dei consulenti finanziari, l’evoluzione nei diversi paesi ha assunto dinamiche e perimetri differenti, soprattutto a causa delle profonde differenze nelle strutture dei sistemi finanziari nazionali.

Norme comunitarie e regole nazionali. Ancor prima della Direttiva Mifid, in Francia, con la legge Financial Security del 1 agosto 2003, il ruolo e la missione dei consulenti finanziari (FIA) erano stati disciplinati dal Monetary and Financial Code e dal regolamento generale dell’Autorità di Vigilanza AMF.

In Germania dal 1 gennaio 2008 entrarono in vigore nuovi regolamenti, disciplinati dalla legge sul contratto di assicurazione tedesco (Versicherungsvertragsgesetz, VVG) che mettevano l’accento sui diritti dei consumatori e delle informazioni da fornire prima della conclusione del contratto di assicurazione e durante la sua durata. 

Nel Regno Unito, dal 1 gennaio 2013, entrava in vigore la Retail and Distribution Review, un’importante riforma che introduceva molti cambiamenti nella prestazione del servizio di consulenza agli investimenti, tra i quali il divieto di percepire da parte dei consulenti finanziari incentivi dalle parti terze.

Consob ha demandato la tenuta dell’albo unico dei consulenti finanziari all’Ocf e, dal dicembre 2018, ha delegato all’Organismo la funzione di vigilanza sugli iscritti

Il divieto delle retrocessioni fu applicato dal 2013 anche in Olanda; in Danimarca, Norvegia e Finlandia il divieto di incentivi è invece limitato alla distribuzione dei prodotti assicurativi.

Il 1 agosto 2014 in Germania veniva avviata una nuova riforma che prevedeva, per la prima volta in Europa,   nuovi requisiti legali per la consulenza sugli investimenti “a pagamento”, ossia remunerata esclusivamente dal cliente.

La legge sulla consulenza per gli investimenti a pagamento (Honoraranlageberatungsgesetz) prevedeva la tenuta di un registro presso la Bafin (Autorità di vigilanza tedesca) nella quale venivano inseriti i soggetti che prestavano la consulenza “a pagamento” (fee-based investment advisory).

A dicembre 2014, com’è noto, anche l’Italia approvava un provvedimento per la riorganizzazione della consulenza finanziaria, dando vita al nuovo albo unico dei consulenti finanziari, con due ulteriori sezioni dedicate ai consulenti finanziari autonomi e alle società di consulenza finanziaria.

Il 1 gennaio 2018 è entrata in vigore la Direttiva Mifid 2 che disciplina e delinea i requisiti per la prestazione della consulenza su base indipendente nella quale sono precluse ogni forma di incentivo pagato da terzi, di tipo monetario e non monetario.

Infine anche in Svizzera, paese nel quale i consulenti finanziari non erano mai stati soggetti ad alcuna regolamentazione, è stata adottata una nuova legge federale che prevede, entro la metà del 2020, la registrazione degli advisor in un registro che sarà tenuto da Finma.

Obblighi di registrazione in un Albo. In tutti i paesi europei i consulenti finanziari sono tenuti alla registrazione in un Albo pubblico. Nella maggioranza dei casi l’albo e tenuto dalle Autorità di vigilanza (Fca nel Regno Unito, BaFin in Germania, Cvmv in Spagna e Finma, dal 2020, in Svizzera). 

In Germania i consulenti che forniscono consulenza finanziaria a pagamento ai sensi della sezione 34h del Codice industriale tedesco (GewO), limitatamente alla consulenza sui fondi di investimento, non sono iscritti nel registro BaFin ma in un registro gestito dalla Camera di commercio e industria.

La Francia e l’Italia hanno invece seguito una strada diversa, assegnando la funzione di tenuta dell’Albo, e la conseguente vigilanza sugli iscritti, ad entità non governative; in Francia Orias è l’ente deputato alla tenuta dell’albo all’interno del quale figurano agenti collegati, intermediari bancari e intermediari di servizi di pagamento e intermediari assicurativi.

In Italia, la Consob ha demandato la tenuta dell’albo unico dei consulenti finanziari all’Ocf (Organismo associativo vigilato dalla stessa Consob) e, dal dicembre 2018, ha delegato all’Organismo la funzione di vigilanza sugli iscritti.

La vigilanza sugli advisor. La vigilanza esercitata sui consulenti finanziari nei diversi paesi risulta particolarmente differenziata. In primo luogo, la numerosità dei soggetti (persone fisiche e giuridiche) e in molti casi la scala dimensionale contenuta rendono assai difficile una efficace vigilanza microprudenziale.

Nei diversi paesi sono state così adottate metodologie diverse; nel Regno Unito per esempio delle 14 mila società di consulenza più di 8 mila sono “appointed representative”, ossia soggetti che operano per conto di società di consulenza direttamente autorizzate da Fca (principal); in Francia la normativa nazionale prevede l’obbligo da parte di ciascun soggetto che esercita la consulenza di iscriversi a una associazione professionale, scegliendo tra quelle autorizzate e vigilate dall’authority Amf.

In Germania la BaFin vigila sui soggetti iscritti all’Albo, ma la maggior parte degli operatori risultano iscritti solamente al Registro tenuto dalla Camera di Commercio. In Svizzera la nuova normativa FinSa, pur contemplando l’obbligo di registrazione, non prevede la vigilanza sui consulenti finanziari.

Il numero dei consulenti. Il panorama dei consulenti finanziari che operano nei diversi paesi europei, se si fa eccezione del Regno Unito dove la percentuale di “independent advisors” è dell’87%, vede una stragrande maggioranza di consulenti finanziari remunerati secondo il modello tradizionale delle commissioni sui prodotti. 

Il numero dei consulenti fee-based risulta assai limitato in Germania, nonostante la normativa nazionale sia stata avviata già da cinque anni. Tuttavia si segnala che alcune banche, come per esempio la Quirin Privat Bank di Berlino, hanno iniziato a proporre il servizio di consulenza su base indipendente.

I numeri dei consulenti indipendenti (o che hanno scelto il modello dell’indipendenza con Mifid 2) risulta contenuto anche in Spagna e in Italia anche se, negli ultimi sei mesi, alcune banche spagnole (BBVA, Caixabank e Bankinter) hanno aperto i loro dipartimenti di consulenza indipendente.

In Francia, se si esamina la distribuzione delle attività dei consulenti, si può notare che I soggetti che svolgono solo il servizio di consulenza in materia di investimenti (denominati Cif) sono una minoranza (816 per l’esattezza). Più di 4.300 soggetti, oltre alla consulenza finanziaria, svolgono anche servizi di tipo assicurativo e servizi di pagamento. Il modello di consulenza finanziaria associato alla consulenza assicurativa è molto frequente anche in Germania e negli altri paesi del Nord Europa.

Nel Regno Unito con l’introduzione della Retail and Distribution Review si era manifestata un temporaneo calo del numero dei consulenti finanziari. Negli anni più recenti il numero dei consulenti inglesi e il loro volume d’affari ha ripreso a crescere a ritmi positivi significativi.  La tabella in basso riporta i dati relativi alla consistenza del mercato dei consulenti finanziari in ogni paese europeo esaminato.

L’effetto Mifid 2 si farà sentire. Il mercato della consulenza finanziaria, nonostante la convergenza normativa dettata dalla Direttiva Mifid, risulta ancora notevolmente frastagliato. 

Le riforme e le regolamentazioni nazionali finalizzate allo sviluppo della consulenza finanziaria su base indipendente, fatto salvo che nei paesi nei quali è stato posto un divieto assoluto alla percezione di incentivi, non hanno per il momento ottenuto i risultati attesi. Il numero dei soggetti indipendenti o che hanno optato per la consulenza su base indipendente, secondo le previsioni di Mifid 2, risulta infatti ancora contenuto. È prevedibile tuttavia che, dopo un avvio su scala limitata, nel contesto di una maggiore trasparenza nei rapporti con i clienti in seguito al dispiegarsi degli effetti della Direttiva Mifid 2, il numero dei soggetti indipendenti possa accrescersi nel corso dei prossimi anni. 

*articolo pubblicato su Investire di settembre

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