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A dicembre le reti confermano il record di raccolta del 2019

L'anno scorso si è chiuso con il secondo migliore risultato di sempre per volumi netti. Il 58% delle risorse investite nel 2019 ha coinvolto i prodotti del risparmio gestito. Determinanti gli Oicr aperti e i fondi private market

A dicembre le reti confermano il record di raccolta del 2019

A dicembre, il dato rilevato da Assoreti indica una raccolta netta positiva per le reti di consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede pari a poco meno di 4,2 miliardi di euro, con un incremento del 45,9% rispetto al risultato del mese precedente.

Nell’ambito del risparmio gestito, i volumi di raccolta di dicembre risultano positivi e in crescita per tutte le principali macro famiglie di prodotto

La ripartizione per macro comparti evidenzia investimenti netti sul risparmio gestito per quasi 4,3 miliardi di euro, valore più che raddoppiato rispetto a novembre, mentre il bilancio mensile sul comparto amministrato è negativo per 103 milioni di euro. 

Nell’ambito del risparmio gestito, i volumi di raccolta risultano positivi e in crescita per tutte le principali macro famiglie di prodotto. La raccolta netta realizzata attraverso la distribuzione diretta di quote di Oicr raggiunge livelli più che triplicati rispetto al mese precedente e pari a 1,8 miliardi di euro.

Gli investimenti coinvolgono principalmente le gestioni collettive estere di tipo aperto, con risorse nette per circa 1,5 miliardi di euro, ed i fondi chiusi mobiliari sui quali si registrano sottoscrizioni nette per 402 milioni di euro; bilancio ancora negativo, invece, per gli Oicr aperti di diritto italiano (-57 milioni).

L’attività delle reti nel comparto assicurativo/previdenziale si concretizza in premi netti pari a 1,7 miliardi di euro, con una crescita congiunturale del 78,5%; in evidenza il deciso aumento delle movimentazioni nette sulle unit linked (+214,2%), mentre le dinamiche di crescita risultano minori sui prodotti multi-ramo (+16,6%) e le polizze vita tradizionali (+13,1%).

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Aumentano anche i volumi netti realizzati sulle gestioni patrimoniali individuali, con tassi più contenuti ma comunque significativi (+33,5%); le risorse nette investite ammontano a 712 milioni e si concentrano principalmente sulle GPF (573 milioni). 

Il contributo complessivo delle reti al sistema degli Oicr aperti, attraverso la distribuzione diretta e indiretta di quote, ammonta, pertanto, a 3,4 miliardi di euro, e compensa i deflussi realizzati dagli altri canali distributivi nel loro insieme (-131 milioni di euro). 

Il 2019 si è chiuso con una raccolta netta complessiva pari a 34,9 miliardi di euro. I volumi netti d’attività, in crescita del 16,4% rispetto al precedente anno, rappresentano il secondo migliore risultato di sempre realizzato dalle reti. Il 58% delle risorse nette investite nell’anno coinvolge i prodotti del risparmio gestito, per un ammontare pari a 20,3 miliardi di euro ed una crescita del 51,9% rispetto al 2018 (13,4 miliardi); il saldo complessivo delle movimentazioni sui prodotti in regime amministrato è positivo per 14,7 miliardi di euro e registra una flessione del 12,0% rispetto all’anno precedente (16,7 miliardi). 

Nell’ambito del risparmio gestito, il 58,6% degli investimenti netti coinvolge il comparto assicurativo, con volumi di raccolta pari a 11,9 miliardi di euro (+40,5% rispetto al 2018). I premi netti versati sulle polizze vita tradizionali raggiungono livelli quasi raddoppiati rispetto al 2018 (+85,0%) e pari a 4,9 miliardi di euro.

Gli investimenti netti sui prodotti assicurativi a contenuto finanziario risultano pari a 6,9 miliardi di euro (+19,9%), con 3,4 miliardi posizionati sulle unit linked (+30,9%) e 3,5 miliardi sulle polizze multi-ramo (10,8%). Gli investimenti netti, effettuati direttamente, in quote di Oicr ammontano a 4,8 miliardi di euro (+13,7%) e rappresentano il 23,5% del comparto.

Le risorse si concentrano sulle gestioni collettive aperte domiciliate all’estero, con volumi netti complessivi per 4,4 miliardi di euro (+41,1%); positivo ed in crescita anche il bilancio dei fondi chiusi mobiliari che investono sui mercati privati, con risorse nette pari a 713 milioni (+59,9%), mentre il bilancio annuale sui fondi aperti di diritto italiano è negativo per 305 milioni di euro.

La raccolta netta sulle gestioni patrimoniali individuali è pari a 2,7 miliardi di euro (-136 milioni nel 2018): gli investimenti netti si concentrano in maniera esclusiva sulle gestioni patrimoniali in fondi, con una raccolta netta pari a 2,8 miliardi di euro, mentre sulle Gpm vengono realizzati disinvestimenti netti per 125 milioni di euro. 

Nel 2019 le risorse nette confluite al sistema di Oicr aperti, attraverso l’attività svolta dalle reti, risultano, quindi, pari a 14,2 miliardi di euro, consentendo all’intero sistema fondi di chiudere con un bilancio positivo per 3.8 miliardi di euro. Fondamentale anche l’apporto delle reti ai fondi chiusi mobiliari che investono sui mercati privati: la raccolta realizzata rappresenta il 47,5% delle sottoscrizioni nette totali sui fondi private markets (1,5 miliardi). 

Il saldo delle movimentazioni sugli strumenti finanziari in regime amministrato è positivo per 1,7 miliardi di euro, in netto calo rispetto al 2018 (9,2 miliardi): i dati ripartiti evidenziano movimentazioni nette positive sui certificates (1,7 miliardi), sui titoli azionari (1,3 miliardi), sugli exchange traded products (684 milioni) e sui titoli obbligazionari (267 milioni), mentre il bilancio è fortemente negativo sui titoli di Stato (-3,1 miliardi). La raccolta annuale in liquidità è positiva per 13,0 miliardi di euro (+73,3% rispetto al 2018). 

“Arriva una nuova conferma alla sostenibilità del modello di business adottato e sviluppato dalle imprese che prestano, fuori sede, il servizio di consulenza", dice Paolo Molesini (in foto), presidente di Assoreti. "L’impegno continuo nell’innalzamento degli standard qualitativi del servizio offerto ed il rapporto fiduciario instaurato con i propri clienti rappresentano il connubio imprescindibile che consente di cogliere esigenze ed emotività dei risparmiatori per trasformale in investimenti adeguati nella prospettiva di un’allocazione ottimale nel tempo”. 

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