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PRIVATE BANKING

Clienti top, il gruppo Credem
punta sul polo unico

Ecco tutti i vantaggi e gli obiettivi della riorganizzazione sul segmento dedicato alla clientela benestante

Clienti top, il gruppo Credem punta sul polo unico

Matteo Benetti, dg di Banca Euromobiliare

Ha preso il via il progetto di sviluppo del private banking del gruppo Credem che prevede una governance unica delle due realtà attive in questo segmento, il private banking Credem e Banca Euromobiliare, che rimangono comunque distinte. In particolare a livello organizzativo è stata costituita una nuova business unit private all’interno di Credem, affidata a Matteo Benetti (che mantiene la carica di direttore generale di Banca Euromobiliare) in cui è confluito il canale private banking Credem, che, a giugno 2020 contava su 287 private banker e un portafoglio di 20,3 miliardi di euro.  Il progetto prevede il coordinamento, affidato a Stefano Pilastri, vice direttore generale Credem, del polo composto dalla neo costituita business unit private Credem e da Banca Euromobiliare, che con Paolo Zulian a capo del canale private e Paolo Zavatti, vice direttore generale, direttore commerciale e responsabile della consulenza finanziaria, vanta 410 professionisti tra private banker e consulenti finanziari e 11,7 miliardi di euro di portafoglio. Ma quali sono le ragioni che hanno portato il gruppo emiliano alla decisione di varare una governance unica per presidiare il segmento di clientela più benestante? E con quali obiettivi. Lo abbiamo chiesto proprio a Matteo Benetti.

Benetti, com’è nata l’idea di realizzare un polo unico del private banking all’interno del gruppo Credem?

L’idea nasce dall’analisi strategica dei nostri numeri e del nostro posizionamento: il 50% del margine di Intermediazione del gruppo è rappresentato da canali e fabbriche legate al mondo del wealth management. Questo è il risultato degli investimenti in uomini, strumenti e competenze effettuati sia da Credem sia da Banca Euromobiliare negli ultimi anni. Non a caso abbiamo conquistato nel private banking italiano una quota di mercato di Gruppo del 3%.


Polo unico ma business unit private di Credem e Banca Euromobiliare che rimangono distinte, perchè?

Il fatto che coesistano all’interno del polo due legal entities che rimangono distinte, così come i marchi commerciali, rappresenta secondo noi un punto di forza: siamo certi che il binomio che sta per nascere, Credem Private Banking e Banca Euromobiliare, saprà portare le singole strutture a nuovi livelli di eccellenza, senza sacrificare il valore delle differenze, ma anzi esaltandole.


Quali benefici concretamente deriveranno dal polo unico?

Riteniamo che la creazione di un centro di competenza così elevato porterà immediati benefici sui servizi di consulenza patrimoniale, sull’efficienza organizzativa ma anche su altri business, come per esempio una nuova value proposition per imprese e imprenditori. Abbiamo compiuto un ulteriore passo evolutivo, in un momento storico caratterizzato da un contesto normativo e competitivo più stringente e da un nuovo paradigma tecnologico.

 Sul piano del reclutamento aumenterà l’appeal del gruppo dopo questa decisione? Quali sono i vostri obiettivi?

Intendiamo sempre di più diventare un polo di attrazione per i migliori private banker e consulenti finanziari attivi sul mercato, provenienti da grandi gruppi bancari, reti o boutique specializzate. Oltre il tema della dimensione del portafoglio, per noi è determinante la condivisione dei nostri valori e la nostra visione: una consulenza sempre più patrimoniale, una relazione con la clientela che sfrutti anche le potenzialità della tecnologia e la creazione di valore nel medio-lungo periodo. Le nostre ambizioni sono, naturalmente, di crescere, conquistando ulteriori posizioni in classifica nel ranking del private banking in Italia.

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