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«Non sapere = Investire male»

Intervista con Andrea Ragaini, vicedirettore generale di Banca Generali

«Non sapere = Investire male»

Andrea Ragaini, Vice Direttore Generale di Banca Generali

Europei di calcio e pallavolo, Olimpiadi, ciclismo: il 2021 è stato ricco di vittorie per l’Italia. Ora però c’è un’altra partita che il nostro Paese deve assolutamente vincere, quella sull’educazione finanziaria. L’importanza della questione la si evince chiaramente dai numeri. Secondo una recente indagine condotta dall’Ocse, tra i Paesi del G20 l’Italia si classifica al 13esimo posto in quanto a educazione finanziaria. In pratica, siamo in terza fascia e con un punteggio medio inferiore a quello della media dei maggiori paesi industrializzati. Ma non finisce qui. La situazione si fa infatti ancora più seria se si analizza nel dettaglio la ricerca. Secondo l’indagine, infatti, solo il 30% dei nostri connazionali possiede competenze finanziarie adeguate. In sostanza siamo davanti ad un 70% di analfabetismo finanziario che deve preoccupare non poco un Paese come il nostro che vanta una quota di risparmio pro capite tra le più alte al mondo.

«Quello dell’educazione finanziaria è un problema non nuovo per l’Italia ma, considerando anche l’importantissimo stock di risparmio privato,  negli ultimi anni si è fatto troppo poco per invertire una tendenza che ci vede ancora particolarmente indietro nelle classifiche internazionali», conferma a Investire Today Andrea Ragaini, vice direttore generale di Banca Generali, che aggiunge: «Il primo passo da fare è concettuale. Occorre infatti capire che una buona padronanza delle nozioni finanziarie è condizione necessaria per consentirci di prendere le migliori decisioni possibili nella vita di tutti i giorni».

Intervenire sul problema, però, non è semplice. Secondo diverse ricerche, infatti, quello della scarsa conoscenza  finanziaria non è un problema che riguarda solo le nuove generazioni, ma anche quelle più mature. Anzi, secondo la già citata indagine Ocse, la fascia di popolazione più bisognosa di strumenti e competenze è quella over 50, ovvero quella che risulta essere anche la meglio patrimonializzata. La scuola da sola non basta quindi a risolvere un problema che richiede iniziative sistemiche importanti.

Le conseguenze di uno scarso livello di educazione finanziaria sono le più diverse, ma tutte ugualmente gravi. Una scarsa conoscenza della materia, infatti, espone le famiglie a diverse tipologie di rischio: dall’incapacità di gestire il patrimonio familiare fino alle scelte sbagliate in materia di investimenti, dal non saper pianificare il futuro a fare scelte non consapevoli nella scelta di un mutuo a tasso fisso o a tasso variabile.

«All’orizzonte si intravedono nuovi rischi, come un ritorno dell’inflazione, che rischiano di erodere la quota di risparmio parcheggiata sui conti corrente»

C’è poi un’altra conseguenza diretta che sta generando più di una preoccupazione sul sistema Paese: l’accumulo di liquidità sui conti correnti. La mancanza di competenza finanziaria, unita ad un livello di preoccupazione per la situazione economica generale, sta infatti spingendo i depositi degli italiani verso vette mai raggiunte prima. Secondo le ultime rilevazioni di Bankitalia, infatti, le riserve accumulate in banca dai nostri connazionali superano i 1.823 miliardi di euro, viaggiando spedite verso quota 2mila miliardi. Per intenderci, stiamo parlando di cifre superiori all’intero Pil nazionale. Un dato su cui occorre intervenire al più presto così da disinnescare per tempo una possibile nuova bomba finanziaria.

«I numeri della liquidità degli italiani dimostrano come l’educazione finanziaria sia anche una importante base per l’attività di diversificazione patrimoniale. Oggi i mercati azionari hanno già recuperato il terreno perso con la pandemia, ma all’orizzonte si intravedono nuovi rischi, come ad esempio quello di un ritorno dell’inflazione, che rischiano di erodere la quota di risparmio parcheggiata sui conti corrente. Occorre muoversi per tempo così da evitare brutte sorprese», conclude Ragaini.

A SCUOLA DI RISPARMIO

Al via “Un salvadanaio per amico”, l’iniziativa per le scuole primarie sviluppata da Banca Generali e FEduF

℘ Qual è l’impatto dei nostri comportamenti sul pianeta, l’economia e la società? Qual è l’impatto delle nostre scelte? Quanto è importante agire subito? Cosa cambia se prestiamo maggiore attenzione ai nostri comportamenti? E come coniugare i sogni dei più piccoli con la vita quotidiana? A queste e molte altre risposte proverà a rispondere “Un salvadanaio per amico”, l’iniziativa didattica dedicata ideata da Banca Generali Private e promossa in collaborazione con FEduF (ABI) su tutto il territorio nazionale per avvicinare gli studenti delle scuole primarie ai temi del risparmio e della sostenibilità.

L’incontro, inserito all’interno del programma scolastico e con una della durata di circa 90 minuti, punta a stimolare nei bambini una prima riflessione sul valore del denaro e sulla necessità di gestirlo responsabilmente per sé stessi e per la comunità, in un’ottica di cittadinanza consapevole. Accanto al tema del valore del risparmio i bimbi sono aiutati a ragionare sul tema della sostenibilità, partendo dalle azioni quotidiane e personali che ognuno di noi può compiere, promuovendo quindi le “buone pratiche” di sviluppo sostenibile che creano valore aggiunto e preservano le risorse per le generazioni future. Il progetto, inoltre, mira a coinvolgere anche gli stessi docenti, con percorsi di formazione dedicati anche a loro. “La mancanza di educazione finanziaria rappresenta sia un problema che un rischio per il nostro Paese, specialmente in ottica futura. Per questo motivo abbiamo scelto di rinnovare il nostro impegno al fianco di FEduF con un progetto che punta ad avvicinare i più giovani ai concetti chiave del risparmio e della sostenibilità. Come Banca private attenta ai patrimoni delle famiglie italiane, siamo consapevoli di quanto sia oggi importante educare le nuove generazioni ai temi economici per colmare quel gap con gli altri Paesi che ci vede sempre troppo indietro nelle classifiche mondiali di educazione finanziaria” commenta Gian Maria Mossa, amministratore delegato di Banca Generali.

Giunto alla sua seconda edizione, Un Salvadanaio per Amico è partita il 13 ottobre da Firenze – in concomitanza con il mese dedicato all’Educazione Finanziaria – e prosegue per tutta la durata dell’anno scolastico. In totale, gli appuntamenti saranno nelle scuole elementari di 15 tra le principali città italiane: da Roma a Padova, da Lecce a Trieste, da Bologna a Napoli. 

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