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Vigilanza

Ocf: sanzione pecuniaria per Tokos Scf

Tra le contestazioni rivolte dall'Organismo, la mancanza di informazioni ex ante alla clientela sui servizi, gli strumenti consigliati e i costi

GWA Scf radiata dall’albo unico dei consulenti finanziari

L’Organismo di vigilanza e tenuta dell’albo unico dei consulenti finanziari con la delibera n. 1953 ha  adottato nei confronti della società di consulenza finanziaria Tokos srl di Torino una sanzione amministrativa pecuniaria, ai sensi dell’art. 196, comma 1, lett. b), del Tuf, dell’importo di 1032 euro.

Come si legge nel testo del provvedimento “la decisione è stata presa a seguito della contestazione ai sensi dell’art. 196, comma 2, del Tuf, della violazione delle seguenti disposizioni del Regolamento Intermediari".

Nel dettaglio, l'Organismo ha evidenziato i seguenti comportamenti:   

  • (art. 169, comma 2) per non aver fornito ad un cliente, prima della prestazione del servizio di consulenza in materia di investimenti, una descrizione generale della natura e dei rischi degli strumenti finanziari trattati nella prestazione del servizio;
  • (art. 174, comma 1) per non aver fornito ai clienti le informazioni di cui all’art. 170, in particolare, per non aver presentato ex ante ai clienti le informazioni relative sia ai servizi d’investimento che ai servizi accessori, al costo della consulenza e dello strumento finanziario raccomandato e alle modalità di pagamento da parte del cliente;
  • (art. 178, comma 1) per non aver tenuto per tutte le operazioni raccomandate, su supporto durevole, registrazioni sufficienti, atte a consentire all’Organismo di espletare i propri compiti di vigilanza”.

 

Tenuto conto delle circostanze e di ogni elemento disponibile, l'Organismo tuttavia ha disposto in luogo della sanzione prevista, la tipologia di sanzione immediatamente inferiore.

Questi i motivi alla base del ridimensionamento della sanzione:

“Nel caso di specie, appare congruo applicare la sanzione immediatamente inferiore a quella tipica della sospensione dall’Albo in considerazione delle seguenti circostanze:

- la violazione dell’art. 169, comma 2, del Regolamento Intermediari, relativa all’omessa informazione sullo strumento finanziario raccomandato, da quanto emerso in atti, risulta limitata ad un’unica raccomandazione personalizzata e assume, dunque, natura episodica;

- la violazione dell’art. 174, comma 1, del Regolamento Intermediari, concernente il non aver rappresentato alla clientela, in alcuna forma, le informazioni ex ante sui costi e gli oneri connessi, risulta limitata all’anno 2020 dal momento che la società di consulenza si è prontamente conformata alle prescrizioni normative per l’anno seguente;

- la società di consulenza risulta aver tenuto un atteggiamento pienamente collaborativo con l’Organismo sia nel corso degli accertamenti antecedenti all’avvio del procedimento che nel corso del procedimento stesso;

- non sussistono in atti evidenze in ordine a reclami presentati dalla clientela e, nel complesso, le violazioni accertate non risultano essere state poste in essere con l’intento di ottenere un indebito vantaggio ai danni dei clienti, né risulta che la clientela abbia subito un danno in ragione dalle violazioni in parola”.

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