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Vicende giudiziarie

Dalle stelle alle stalle: finisce dietro le sbarre la bella vita di Mingolla

Dopo la radiazione dall’albo dei consulenti nel 2018, arriva adesso la condanna a 8 anni di reclusione

Delle stelle alle stalle: finisce dietro le sbarre la bella vita di Mingolla

Ivan Mingolla, consulente finanziario di Banca Leonardo, è stato condannato a 8 anni, 6 mesi e 15 giorni di reclusione. Secondo il pubblico ministero Giovanni Caspani, che aveva chiesto una pena di 11 anni, Mingolla raggirava persone anziane e molto facoltose per «permettersi un tenore di vita elevato, non compatibile con le sue entrate».

Il metodo collaudato gli aveva permesso di accumulare negli anni due Porsche, una Ferrari, un’Audi Q5, una 500 Abarth, un’Alfa 4C, una Harley, una moto R4F, una Honda 350 del 1975, una Vespa del 1953. All’elenco poi si aggiungono decine di Rolex e Patek Philippe e svariate monete antiche.

Il broker, secondo quanto ricostruito dalle indagini della finanza, falsificava le firme di richieste di prelievi in contanti, ordini di bonifici e assegni bancari circolari. Ai clienti faceva firmare moduli e ordini in bianco, mentendo sulla destinazione, fornendo false informazioni «sulla valorizzazione dei loro portafogli finanziari, predisponendo rendicontazioni finanziarie fittizie».

La condanna arriva dopo una serie di accertamenti che prendono avvio nel 2017 con la sospensione di Mingolla da parte Consob attraverso la Delibera n. 20083.

Tra le motivazioni del provvedimento l'autorità di vigilanza rientrava “l'aver acquisito la disponibilità di somme di pertinenza dei clienti; disposto operazioni senza la preventiva autorizzazione dei clienti; contraffatto la firma dei clienti; prodotto e consegnato ai clienti rendicontazioni non rispondenti al vero; omesso di eseguire operazioni di investimento preventivamente concordate con i clienti”.

Alla sospensione cautelare, per un periodo di sessanta giorni, dall’esercizio dell’attività di consulente finanziario, segue poi nel 2018 la radiazione dall’Albo unico dei consulenti finanziari, decisa da Consob con delibera n. 20416 dopo aver constatato “l'entità delle somme di denaro oggetto di appropriazione, la pluralità delle condotte illecite e le modalità fraudolente con cui sono state attuate”.

Negli anni successivi si mette in moto la macchina della giustizia. Tra i truffati dal broker era finito anche il “re delle profumerie torinesi”, Roberto Camurati che con la con la sua denuncia darà il via alle indagini della guardia di finanza. Camurati aveva affidato al broker i suoi risparmi e aveva subito un danno patrimoniale da 1,2 milioni di euro. Il tribunale ha condannato anche i suoi soci. A Giuseppe Garino è stata inflitta una pena di 5 anni e 2 mesi, mentre ad Antonella Moresco di 2 anni e 8 mesi.

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