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Vigilanza

Ocf, radiato consulente “recidivo”

Tra le violazioni contestate, l’aver richiesto modulistica prefirmata, codici di accesso e strumenti di pagamento a un considerevole numero di clienti e aver condotto operazioni non autorizzate

Ocf: Anno nuovo, radiato nuovo

Con delibera n.1972, il Comitato di vigilanza dell’organismo di vigilanza e tenuta dell’albo unico dei consulenti finanziari, dopo il periodo di sospensione cautelare di 180 giorni, ha deciso di radiare sig. M.P.

A supportare la decisione dell’Ocf vi sono una serie di documenti inviati sia dalle banche presso cui il consulente aveva prestato servizio (Banca Mediolanum, Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking FinecoBank, Banco Bpm, Intesa Sanpaolo, Banca Monte dei Paschi di Siena) sia dagli investitori per il tramite della Consob.

L’Ufficio Vigilanza Albo ha contestato al Sig. M.P., ai sensi dell’art. 196, comma 2, del Tuf, tra l’altro, l’inosservanza degli obblighi di diligenza, correttezza e trasparenza di cui all’art. 158, comma 1, del Regolamento Intermediari.

Entrando poi nelle peculiarità del  caso concreto, si segnalano violazioni estremamente gravi e che, come si legge nel testo del provvedimento, “consistono nell’aver:

-             ricevuto i codici di accesso ai rapporti di clienti e potenziali clienti;

-             ricevuto modulistica pre-firmata in bianco;

-             violato le disposizioni del provvedimento disciplinare irrogato dall’Intermediario mandante;

-             detenuto strumenti di pagamento, carte di debito e carte di credito nonché carnet di assegni bancari riferibili a clienti e potenziali clienti;

-             la trasmissione di informazioni non rispondenti al vero alla clientela risulta nella fattispecie da sanzionare autonomamente con il massimo edittale, atteso che la stessa si è dimostrata funzionale, in alcuni casi, ad attrarre la clientela su falsi presupposti ad essa rappresentati, e, in altri casi, ad una continuativa e sistematica dissimulazione della reale situazione finanziaria. Tale condotta risulta nella fattispecie ulteriormente aggravata dall’emissione di assegni in garanzia non esigibili e dalla strumentale realizzazione di operazioni non autorizzate, condotta quest’ultima, anch’essa autonomamente sanzionabile col massimo edittale”.

Le contestazioni di fatto non sono state occasionali, bensì sistematiche come emerge più avanti dal testo della delibera, “il consulente risulta aver diffusamente ricevuto modulistica prefirmata, codici di accesso e strumenti di pagamento di un considerevole numero di clienti, determinando una situazione di totale opacità nei rapporti patrimoniali intrattenuti con gli stessi”.

In particolare secondo l’Ocf, le “condotte accertate denotano una così radicale violazione dell’ordinato svolgimento dell’attività di consulenza finanziaria e di mancata conformazione alle regole di correttezza, diligenza e trasparenza, da risultare nella fattispecie autonomamente da sanzionare con un provvedimento di radiazione”.

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