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Profili Esg

Al via la Mifid2 in chiave sostenibile: come si stanno organizzando le reti

Le norme Ue entreranno in vigore dal 2 agosto, ma alcuni player si sono già mossi con largo anticipo

Al via la Mifid2 in chiave sostenibile: come si stanno organizzando le reti

Con la modifica alla Mifid2, dal 2 agosto chi proporrà prodotti Esg dovrà aver già indagato le preferenze dei propri interlocutori anche sul fronte della sostenibilità.

In Italia, dopo una serie di confronti fra associazioni e authority, è stato deciso un approccio graduale all’applicazione della normativa Ue: i nuovi questionari verranno sottoposti ai clienti con i profili Mifid in scadenza.

Ma, così come avviene quasi sempre in occasione di importanti trasformazione del settore, le reti di consulenza finanziaria, si sono già mosse in ordine sparso e alcune hanno già  sottoposto le nuove domande a tutti i clienti senza tenere conto della scadenza del profilo.

Queste differenze nell’approccio al tema emergono dall’Osservatorio Anasf Real Trend, pubblicato da Plus24: “il 65% dei consulenti ha dichiarato che la propria rete ha integrato nel questionario Mifid esistente un set di domande sulle preferenze di sostenibilità. L’indagine è stata chiusa il 20 luglio a pochi giorni dall’entrata in vigore delle norme Ue”.

In estrema sintesi, ci sono reti pronte a modificare i profili Mifid in scadenza in maniera graduale e altre invece che cambieranno tutto ancor prima.

Fideuram-Intesa Sanpaolo Private Banking, nel luglio 2021, è stata tra le prime reti di consulenza a partire con le modifiche graduali. Per  Banca Mediolanum la modifica dei questionari Mifid è già partita in primavera.

Come Fideuram, Banca Generali ha messo in movimento la macchina nel luglio 2021, scegliendo l’approccio graduale. Fra le reti di consulenti finanziari fa eccezione Fineco che ha deciso di modificare subito a tappeto tutti i profili, anche quelli non in scadenza.

Come prevedibile, le modifiche Esg alla Mifid2 comporteranno il riempimento di una serie di nuovi moduli ( con un ulteriore aggravio per l'operatività). L’interpretazione della normativa ha richiesto poi l’avvio di diversi tavoli di lavoro con le associazioni e con le authority. Come riporta Plus24, “qualche Sgr nelle scorse settimane ha lanciato l’allarme per un possibile effetto boomerang: troppi documenti potrebbero indurre i consulenti finanziari a evitare la proposta di prodotti Esg e spingere i clienti, a loro volta, a declinare l’invito all’investimento green”.

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