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Crptovalute & Nft

Cripto assets & under 30: passione al primo token

Secondo un sondaggio di WisdomTree sei giovani adulti su dieci (61%) si sentirebbero più a proprio agio se l’asset class godesse di un sostegno più ampio da parte del governo e delle autorità di regolamentazione

Cripto assets & under 30: passione al primo token

Nonostante il crollo dei prezzi avvenuto quest’anno, gli investitori più giovani non si sono fatti scoraggiare, continuando a investire in criptovalute. A rivelarlo è un sondaggio commissionato da WisdomTree.

L’indagine su un campione di 1.001 adulti di età compresa tra i 18 e i 30 anni, condotta da Opinium in Italia, ha rivelato che il numero di giovani italiani che investono in criptovalute equivale al numero di quelli che investono in conti d’investimento (23%), dato che indica un cambiamento nel modo di operare dei giovani.

Il sondaggio segnala un aumento nell’adozione delle criptovalute. La familiarità con le criptovalute è elevata: quasi nove giovani adulti su dieci (86%) dichiarano di possedere una certa familiarità, mentre uno su cinque (20%) asserisce di averne molta. Anche i token non fungibili o Nft, introdotti nel 2018 ma che solo di recente hanno iniziato ad attirare l’interesse degli investitori, dimostrano di essere piuttosto conosciuti tra gli intervistati. Sette su dieci (68%) dichiarano infatti di avere una certa familiarità con questi strumenti.

Jason Guthrie, head of digital assets, WisdomTree, ha dichiarato: “Nonostante un alto livello di familiarità con le criptovalute, la ricerca d’informazioni qualitativamente adeguate rimane una priorità tra i giovani e giustamente. Siamo ancora all’inizio della curva di adozione delle criptovalute e per fare passi avanti è necessaria maggiore formazione. Sappiamo che il sentiment verso le criptovalute tra i giovani è positivo.”

È interessante notare come il sondaggio riveli che quasi la metà (47%) degli interpellati ha oggi una visione più positiva nei confronti delle criptovalute rispetto a quando Bitcoin ha raggiunto un picco storico a oltre 68.000 dollari nel novembre del 2021.

Guthrie ha poi continuato: “Sui mercati finanziari e delle criptovalute si sono verificati numerosi eventi nel 2022. Ciò ha incoraggiato i giovani a cercare maggiori informazioni per approfondire le proprie conoscenze in materia. Le criptovalute stanno maturando, per trasformarsi in una classe di attivi tradizionale e, come con qualsiasi altra asset class, è essenziale informarsi, fare delle ricerche per sapere in cosa si sta investendo, oltre ad avere un orizzonte d’investimento di lungo periodo”.

I giovani italiani stanno sviluppando maggiori capacità di valutazione quando si tratta di vagliare le ragioni per cui investire in criptovalute. Gli intervistati hanno indicato di non essere più particolarmente interessati all’endorsement di figure di spicco. Solo il 17% infatti dichiara che sarebbe più propenso a investire in conseguenza dell’opinione favorevole sul settore crittografico da parte di un personaggio famoso. I giovani adulti preferiscono invece sapere che l’asset class è più consolidata nell’ambito dei servizi finanziari (36%) e degli sviluppi rispettosi dell’ambiente (33%).

Quando si tratta di conoscenze in materia di criptovalute, il 61% degli intervistati dichiara di non sapere come funzionano, eppure oltre la metà (58%) afferma che probabilmente investirà in criptovalute in futuro. Il 58% non pensa che ci siano abbastanza informazioni disponibili da fonti affidabili ed è quindi importante che le società finanziarie tradizionali e quelle che offrono accesso a questo mercato forniscano informazioni di qualità, per supportare questo tipo di domanda. Sei giovani adulti su dieci (61%) si sentirebbero più a proprio agio nell’investire se l’asset class godesse di un sostegno più ampio da parte del governo e delle autorità di regolamentazione.

Adria Beso, head of platforms distribution, Europa, WisdomTree, ha affermato: “I giovani adulti trattano sempre più le criptovalute come un’asset class matura. Non si preoccupano delle sponsorizzazioni delle celebrità e delle promesse di rendimenti insostenibili. Vogliono invece capire come funzionano questi strumenti e gradirebbero un maggiore supporto da parte del governo e delle autorità di regolamentazione. Quest’anno si sono verificati diversi cambiamenti importanti nelle politiche pubbliche sugli asset digitali negli Stati Uniti, nel Regno Unito e nell’UE. Si tratta di segnali positivi riguardo all’integrazione degli asset digitali nei quadri normativi e legislativi di diverse parti del mondo”.

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