Quantcast

Iervolino Entertainment, sull’Aim
il titolo diventa più liquido

L’imprenditore cede ai blocchi l’1% e lancia un messaggio agli investitori: la società va molto bene e ha i “fondamentali” migliori del settore, merita una miglior valutazione e farà tutto quanto possibile per assicurare sempre maggior liquidità ai propri titoli quotati

Iervolino Entertainment, sull’Aimil titolo diventa più liquido

Andrea Iervolino

Un imprenditore di successo quota la propria azienda sull’Aim, la gestisce con ottimo profitto, centra tutti i target eppure non vede nelle quotazioni il riscontro che questi successi meriterebbero. E allora cosa fa? Lancia un segnale: cede ai blocchi – quindi trasferisce nelle mani forti, istituzionali, di alcuni fondi internazionali – un pacchetto di azioni della propria quota: poca roba, neanche l’1% su oltre il 58% de diritti di voto che ha. Un segnale, appunto. Che decide di lanciare per dire con chiarezza al mercato: “Occhio: il titolo è più liquido e sempre di più lo sarà!”.
E’ la scelta fatta da Andrea Iervolino, il produttore cinematografico e imprenditore digitale italo-canadese che più di un anno e mezzo fa, nell’agosto del 2019, ha quotato in Borsa appunto sull’Aim la sua Iervolino Entertainment, collocando sul mercato 5,5 milioni di azioni a 1,95 euro l'una (flottante), pari al 16,7% del capitale sociale e al 10,0% dei diritti di voto. Ebbene, venti mesi dopo, il titolo della società vale 3,60 euro, pari all’84% in più (mentre l'indice Aim è cresciuto, sì, ma solo del 9,4%). E l’azienda ha chiuso il bilancio d’esercizio del 2020 – anno terribile per tutto il settore dell’intrattenimento, a causa delle chiusure delle sale e delle ripercussioni generali della crisi Covid – con ricavi a 120,7 milioni, pari a un +51% rispetto all’esercizio 2019, un Ebit a 22,8, un utile netto a 19,5 e una posizione finanziaria netta debitoria a 15,6 milioni, ossia 8 volte meno dei ricavi: un assoluto record qualitativo in un’industria, quella delle produzioni cinematografiche e multimediali, in cui i concorrenti italiani della Iervolino hanno tanti debiti quanti ricavi: per esempio la Leone Film che nel 2020 ha fatturato 68,8 milioni ed ha 66 milioni di debiti; o la Lucisano Film, che con 32 milioni di ricavi ha 29 milioni di debiti (o comunque 19, al netto dei leasing).
Dunque: se in tutto il mondo si moltiplicano le Borse private non convenzionali, è anche perché i mercati ufficiali non sempre riescono a garantire agli investitori la necessaria liquidità dei titoli che ammettono a quotazione. “Cari soci – ha scritto Iervolino in un post sul suo Instagram, spiegando la sua scelta - come avete visto nei giorni scorsi ho venduto un pacchetto delle mie azioni. Questa mia decisione è da vedere in modo assolutamente positivo, in quanto ho posizionato le mie azioni in blocchi a grandi fondi internazionali i quali credono nella nostra visione e sono certo che sosterranno la nostra azienda nel lungo termine. Come tutti sapete, un’azienda di successo quotata, per raggiungere valori importanti nel tempo deve avere un titolo con molta liquidità sul mercato e quindi un notevole flottante”.
La strategia è chiara: più investitori istituzionali tra i soci garantiscono stabilità e crescita alle quotazioni, in proporzionalità corretta con i risultati; pochi investitori istituzionali illanguidiscono gli scambi e, di conseguenza, i valori.
Poi, certo: c’è anche un problema-Paese. Non solo negli Stati Uniti ma anche nella vicina Francia le cose vanno ben diversamente: altro mercato, altro respiro. Per alzare lo sguardo verso un competitor internazionale europeo della Iervolino Entertainment com’è la Xilam - casa di produzione francese, nata nel ’99 acquisendo l'archivio e i diritti della Gaumont – be’, il gap è evidente! Oggi la Xilam – specializzata nei cartoon, ovvero una (ma solo una) delle produzioni di maggior successo della Iervolino – a fronte di circa 30 milioni di ricavi con 6 di profitto, capitalizza 230 milioni di euro, ossa 36 volte l’utile. Un parametro che, applicato alla Iervolino, porterebbe allo stratosferico multiplo di 720 milioni di euro! La differenza la fa certo il mercato, perché quello francese – l’Euronext – peraltro impegnato oggi in una non facile acquisizione proprio della Borsa Italiana, è più grande e più liquido del nostro; e la fanno gli investitori istituzionali, che nel capitale della Xilam hanno trovato più spazio di quello finora disponibile nel capitale della Iervolino Entertainment.
 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400

I più letti

Articolo successivo