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Gestioni passive

In arrivo un nuovo etf sulle società minerarie di uranio

Lanciato da HANetf fornirà agli investitori un’esposizione sul settore dell’energia nucleare

Hector McNeil, co-ceo di HANetf

Hector McNeil, co-ceo di HANetf

Nelle prossime settimane la piattaforma white label HANetf quoterà su Borsa Italiana lo Sprott Uranium Miners ucits etf, il nuovo fondo sulle società minerarie di uranio che permetterà di investire in società coinvolte nel settore dell’estrazione, ricerca, sviluppo e produzione dell’uranio, ma anche in quelle realtà che detengono uranio fisico, royalty o altre attività non minerarie connesse.

L’etf replicherà l’indice North Shore Sprott Uranium Miners che gestisce un etf sul metallo pesante quotato negli Stati Uniti, con circa 1,5 miliardi di dollari di masse in gestione e un trust sull'uranio fisico con oltre 3 miliardi di dollari di aum.

Nei prossimi anni è previsto un aumento della generazione di energia da fonti nucleari che dovrebbe favorire i titoli minerari sull’uranio. Le ragioni di questa previsione sono molteplici, una tra tutte riguarda l’utilizzo di energia nucleare per colmare il deficit energetico a cui l’Europa sta andando incontro dopo la decisione di svincolarsi entro la fine dell’anno dall’acquisizione di gas naturale Russo, di cui ad oggi l’Europa è il principale acquirente.

Ma l'aumento della produzione di energia nucleare potrebbe essere determinato anche da fattori ambientali, come possibile soluzione energetica “pulita”. Infatti, l'energia nucleare produce il minor quantitativo di Co2 e di emissioni equivalenti rispetto alle altre forme di energia. Per questo la Commissione Europea ha proposto di includerla nella tassonomia della finanza sostenibile dell'Ue.

Hector McNeil, co-ceo e co-founder of HANetf ha aggiunto:"La doppia crisi, cambiamento climatico e invasione russa dell'Ucraina, mettono in luce il disperato bisogno delle nazioni europee di diversificare il loro approvvigionamento energetico. Abbiamo visto impegni coraggiosi da parte dei governi per limitare l'aumento della temperatura globale a 1,5°C, ma questo richiederà una rivoluzione nel modo in cui generiamo la nostra energia. Mentre l'eolico e il solare hanno fatto passi da gigante e saranno parti fondamentali della futura generazione di elettricità, molti Paesi vedono l’energia nucleare come una soluzione alternativa possibile”.

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