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«Apro al mercato la mia Sicily By Car presto nuovi soci, poi la Borsa»

Intervista con Tommaso Dragotto, fondatore e presidente dell'unico autonoleggio italiano con uffici internazionali: «Ci stiamo orientando verso investitori di lungo termine, che credono nel nostro progetto»

«Apro al mercato la mia Sicily By Car presto nuovi soci, poi la Borsa»

«Ne ho già parlato con il consiglio d’amministrazione e i sindaci: nel nostro futuro continua a esserci, come ho deciso e comunicato entrando nel progetto Elite, la quotazione delle azioni della mia azienda sul mercato Mta di Borsa Italiana», dice Tommaso Dragotto, presidente (e fondatore) di Sicily By Car, l’unica grande compagnia di autonoleggio italiana con attività internazionale: «Ma prima di quel momento – prosegue l’imprenditore siciliano, col tono netto e chiaro di sempre - potrebbe esserci una fase intermedia, si sta profilando l’ingresso nell’azionariato di investitori estremamente qualificati desiderosi di scommettere sullo sviluppo della società».

Dottor Dragotto, ci può dire di più? Sta trattando con qualche fondo di private equity?

Posso dire poco di più. Posso dire che sono in corso contatti non da noi sollecitati ma da noi ben accetti, con soggetti di rilievo, che vorrebbero avere un ruolo nella nostra società perché vedono in noi ottime possibilità di crescita. Avvieremo a breve incontri interlocutori. Sono soggetti che svolgono attività contigue al nostro settore che intendono investire con una prospettiva industriale di lungo termine guardando ai profitti che la nostra società può generare, non al capital gain. Quelli non verrebbero accettati, non accetterei cioè alcun approccio speculativo.

Auguri, allora: ma parliamo dell’andamento aziendale, all’indomani della gravissima crisi da Covid.

Onestamente devo dire che rispetto al ’20 l’anno in corso 2021 è andato nettamente meglio, ma è ancora indietro rispetto al 2019 in termini di risultati assoluti. Comunque non mi lamento, vedo meglio però l’anno venturo, il 2022. Gli effetti sul Pil delle misure di lockdown e distanziamento rese indispensabili dal virus in alcuni settori come il nostro sono stati impressionanti. All’inizio della crisi anch’io, che pure ne avevo già viste tante, ero indubbiamente titubante, non s’era mai vissuto nulla del genere prima nel mondo.

E come avete reagito?

Abbiamo lavorato sui costi. Per il personale, grazie a Dio, abbiamo potuto ricorrere alla Cassa integrazione guadagni, altrimenti non so come avremmo fatto. E poi abbiamo rimodulato il nostro budget, soprattutto sul versante costi generali. Questa necessità ci ha portato alcuni vantaggi che ora diventeranno strutturali. Ci siamo resi conto di tante cose che avremmo potuto gestire da sempre in modo più accorto. Sui costi generali abbiamo puntato sull’efficienza ottenendo economie vicine al 50%, il che non è tuttavia bastato ad evitare effetti sul reddito, considerato che i ricavi sono scesi del 60%. Per fortuna abbiamo potuto far leva sulla nostra robusta tesoreria, tanto che le banche, anche attraverso le  garanzie statali, hanno fornito un adeguato sostegno per fronteggiare il forte calo del fatturato, favorendo così quella ripresa che già nel corso degli ultimi mesi ha dato segnali più che positivi.. Oggi il nostro parco auto è più ridotto rispetto al 2019 ma l’utilizzo medio è pari all’80/90%, il che significa che siamo riusciti ad ottimizzare la gestione dell’autoparco. Se continua così anche il bilancio 2021 potrà darci delle soddisfazioni!

Insomma, tagliando la flotta spendete meno di auto ma riuscite a servire quasi lo stesso numero di clienti di prima?

Oggi come oggi, con un autoparco ridotto, sviluppiamo un fatturato non ancora pari a quello del 2019 ma in avvicinamento. Diciamo che sappiamo di avere la possibilità di recuperare quei volumi, che facevano utilizzando 20 mila vetture, con 14-15 mila auto. Abbiamo imparato, cioè, a ridurre l’autoparco fatturando lo stesso e quindi guadagnando di più. Con un minor numero di auto spendiamo meno di officine, carrozzerie, assicurazioni, bolli. Grazie alla pandemia abbiamo capito che alcuni costi possono essere addirittura evitati o almeno ridotti senza nuocere all’azienda. Che una serie di gravosi contratti di fornitura potevano essere rivisti. Quanto agli stipendi, invece, alla fine del periodo di Cassa integrazione sono tornati alla normalità, con grande piacere mio e del personale.

Quali programmi sta preparando sul piano dell’offerta?

Più che fare programmi dobbiamo innanzitutto scommettere sul ritorno alla normalità. Io sono ottimista, lo sono sempre stato: ma dobbiamo ancora sincerarcene. Se finalmente si potrà considerare archiviata la pandemia, il mondo cambierà di nuovo, ma in meglio. Non ci saranno più zone a colori, chiusure, restrizioni. 

Lei è stato un pioniere dell’auto elettrica, cosa pensa oggi di questo boom di pubblicità e offerta che ci circonda?

Effettivamente siamo invasi dalla pubblicità e tutte le Compagnie puntano sull’ibrido e sull’elettrico puro, direi rispettivamente all’80 e al 20%. Credo tuttavia che questi messaggi creeranno non poche complicazioni perché mancano le infrastrutture di ricarica. Una città come Milano, da sola, ha bisogno di almeno 2000 colonnine di ricarica per sostenere una buona diffusione dell’elettrico puro. D’altra parte, tutto il mondo va sull’elettrico perché il cambiamento climatico da inquinamento inizia a far paura davvero.

E in questo quadro come intende muoversi Sicily By Car?

Abbiamo capito che il concetto della proprietà dei beni - rimasto per esempio fondamentale per la casa, alla quale le persone tengono forse anche più di prima – si è molto indebolito nel settore automotive. E’ chiaro che adesso la gente ci pensa due volte prima di comprare anche un’utilitaria. La strategia delle aziende è ormai quella di avere tutte auto in leasing, per lo meno a lungo termine. Il car sharing va forte nel mercato personale, privato, anche se tutte le compagnie di car sharing perdono soldi continuano a operare perché è un canale promozionale eccellente per le vetture nuove. Poi c’è il boom dei noleggi mensili, un’attività in cui andiamo benissimo. Del resto è davvero conveniente per chi noleggia: dà la possibilità di avere a prezzi fantasticamente bassi, dagli 8-9 euro al giorno, la piena disponibilità di un’auto sempre nuova. Questo secondo me è il futuro del settore: meno macchine private, salvo nelle fasce alte del mercato, in più il noleggio a termine medio e lungo, con il complemento del car-sharing.

Quante ibride ha e quante elettriche?

Oggi abbiamo già 2000 ibride. Le elettriche sono a 350 e contiamo di arrivare a 500 vetture. 

Ma la vera novità di quest’anno è l’inserimento in flotta dei furgoni 100% elettrici, non solo quindi attenzione alla mobilità green B2C, ma da oggi anche al B2B.

Puntando a quando ci saranno in giro tante colonnine capaci di ricaricare le batterie in 20-40 minuti. La strada è quella. Ricordiamoci quali programmi attendono il mercato: quello della Volkswagen, ad esempio, che ha annunciato la decisione di non produrre più auto a combustione interna dal 2027!

Lancerà ancora iniziative turistiche innovative come Donna Sicilia, il tour in elettrico della sua Isola tra 30 dimore storiche attrezzate con le colonnine?

Assolutamente sì! Nel 2022 lanceremo il giro dei Borghi siciliani, e poi ci allargheremo cominciando da Puglia e Toscana per coinvolgere subito dopo la Lombardia. Stiamo inoltre convenzionandoci con alberghi che hanno le colonnine private, insomma, continuiamo ad innovare e a diversificare. E’ ciò che ci rende unici in Europa, ciò che ci rende l’unica compagnia di autonoleggio a capitale privato, addirittura familiare, in un mercato in cui colossi come Europcar sono stati acquistati dal gruppo Volkswagen mentre altri come Hertz Usa sono in concordato.

Come vede l’Azienda-Italia?

Ho grande fiducia in Draghi. Di Draghi mi fido perché a livello mondiale gode di una stima enorme e sono convinto che l’Italia stia ricevendo i soldi europei perché c’è lui a garantire per noi. Forse usciremo dall’angolo in cui ci siamo ficcati: se ci riusciremo sarà stata solo grazie a lui…

Un’ultima domanda, d’obbligo: cosa fa con i no-vax che saranno presenti anche nella sua azienda?

Per fortuna sono pochi e abbiamo concordato che presentino un tampone molecolare ogni 7 giorni.

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