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Il futuro dei trasporti

Al via il Centro Nazionale per la mobilità sostenibile

L’obiettivo dell’iniziativa sostenuta anche dal gruppo Unipol e cofinanziata dal Pnrr è quello di favorire lo sviluppo di nuovi modelli connessi, autonomi e green

Crain Mobility: studenti Liuc per un nuovo progetto di mobilità sostenibile

Il futuro della mobilità si avvicina a passi rapidi. Siamo, infatti, alle porte di una trasformazione che vede il passaggio da una mobilità basata su veicoli grandi, che si muovono con combustibili fossili, di proprietà privata e guidati da persone, a una mobilità caratterizzata da veicoli leggeri, elettrici, condivisi e guidati da algoritmi. Per facilitare questo passaggio, occorre unire le forze: nasce così il Centro Nazionale per la mobilità sostenibile a cui partecipano 25 università e relativi centri di ricerca e 24 grandi imprese tra cui il gruppo Unipol.

Per realizzare la missione del Centro, che consiste nel favorire "la transizione green e digitale in un’ottica sostenibile, accompagnando le istituzioni locali a implementare soluzioni moderne  e inclusive", è previsto un investimento di 394milioni per i primi 3 anni (2023-2025).

Il Centro Nazionale per la mobilità sostenibile potrà avvalersi del contributo fornito da “The Urban Mobility Council”, il think tank della mobilità, promosso dal Gruppo Unipol con il Patrocinio del ministero della Transizione Ecologica e della Commissione Europea, che ha recentemente presentato uno  studio condotto dal Politecnico di Milano.

Basata sulle analisi dei movimenti delle auto degli italiani, registrati attraverso le cosiddette “scatole nere” (su un campione rappresentativo pari al 10% dei veicoli circolanti), la ricerca del Politecnico di Milano intende aiutare a progettare ed ottimizzare i modelli futuri, lungo le principali direttrici della mobilità elettrica, condivisa, autonoma.

Tra le conclusioni più interessanti emerse dall’indagine vi è la separazione tra aspetto funzionale della mobilità- soddisfatto principalmente da robotaxi a guida autonoma -  e l’aspetto emozionale, associato ad una nicchia pregiata di auto che resteranno a guida umana e, in larga parte, di proprietà privata. Nel prossimo ventennio, in sintesi, in una città di medie dimensioni, un’auto di proprietà condivisa ne sostituirà 10 di proprietà privata, con un utilizzo prettamente urbano.

La ricerca ha inoltre valutato quali sono le effettive opportunità di elettrificazione a breve termine, individuando le direttrici di sviluppo più rapide ed economiche. A tal proposito, i dati evidenziano che già oggi, anche senza l’uso massiccio delle colonnine, il 20% delle auto in circolazione nel nostro Paese sono pronte ad essere sostituite da auto elettriche, in quanto il passaggio all’elettrico non comporterebbe per il proprietario alcuna limitazione d’uso dovuta alla limitata autonomia, e nessun aggravio di costi.

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