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Stop alle armi nucleari

Il manifesto di Etica Sgr per fermare gli investimenti negli arsenali

In occasione della Prima Conferenza delle parti del Trattato sulla proibizione delle armi nucleari, il presidente della società Biggeri è intervenuto leggendo la “Dichiarazione degli investitori”, scritta insieme a Ican

Il manifesto di Etica Sgr  per fermare gli investimenti negli arsenali

Ugo Biggeri, presidente di Etica Sgr

In occasione della Prima Conferenza delle Parti del Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (Treaty on the Prohibition of NuclearWeapons - TPNW), che si è tenuta a Vienna dal 21 al 23 giugno, Etica Sgr ha presentato una Dichiarazione degli investitori (Investor Statement) che chiede di fermare il finanziamento della produzione e del mantenimento degli arsenali di ordigni nucleari.

Il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TPNW) è il primo accordo internazionale che prevede di mettere al bando un’ampia gamma di attività legate alle armi nucleari tra cui l’uso, la minaccia dell’uso, lo sviluppo, il possesso e lo stoccaggio. Inoltre, promuove l’assistenza alle vittime di armi nucleari e la bonifica degli ambienti contaminati dal nucleare.

Adottato dalle Nazioni Unite nel 2017, è entrato in vigore il 22 gennaio 2021. A  Vienna si sono riuniti i Paesi che hanno aderito (ad oggi conta 86 firmatari e 62 Stati partecipanti, ma l’Italia non è tra questi, ndr) in quella che è la prima Conferenza internazionale per discutere la sua applicazione pratica. Presenti anche delegati dei Governi di alcuni Paesi che non hanno sottoscritto il TPNW, anche se solo in qualità di osservatori ( e anche in questo caso l’Italia si conferma assente).  

Il 21 giugno Ugo Biggeri, presidente di Etica Sgr, è intervenuto al meeting leggendo la “Dichiarazione degli investitori”, scritta da Etica Sgr insieme a Ican.

Il testo completo della Dichiarazione è pubblico (in inglese): Investor Statement to the first meeting of states parties to the Treaty on the prohibition of nuclear weapons.

La Dichiarazione incoraggia gli Stati membri del Trattato a richiedere che le imprese statali integrino completamente il divieto previsto dal TPNW su tutte le forme di assistenza durante la loro attività e a garantire che gli obblighi previsti dal Trattato siano estesi agli attori statali e non statali (compreso il settore privato) all'interno delle loro giurisdizioni.

Etica Sgr ha sollecitato un ampio sostegno da parte di asset manager e società finanziarie, affinché la Dichiarazione segnali alle aziende, ai responsabili politici e alle altre parti interessate le aspettative di base degli investitori in relazione alla entrata in vigore del Trattato.

«Il no alle armi nucleari è secondo noi un messaggio importante in un momento in cui i Governi occidentali si stanno orientando verso il riarmo e persino alcuni investitori che si dichiarano “sostenibili” propongono di riconsiderare le armi come investimenti ammissibili, in quanto permettono di difendersi da aggressioni esterne - dichiara Ugo Biggeri, presidente della società. «In Etica Sgr, fin dalla nascita, abbiamo cercato di tradurre in pratica finanziaria il rifiuto della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali».

«Etica Sgr fin dalla sua fondazione, nel 2000, esclude dai portafogli dei fondi comuni di investimento proposti aziende produttrici di armi convenzionali, nucleari, bombe a grappolo, armi incendiarie o mine antiuomo - commenta Luca Mattiazzi, direttore generale di Etica Sgr. «Questa iniziativa rientra nel più ampio impegno di Etica Sgr per indirizzare i flussi di investimento verso attività sostenibili».

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