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Previdenza Complementare

Pensione integrativa: le proposte della Covip per il rilancio

Dagli incentivi fiscali per le fasce di reddito più basse alle procedure di assenso on line, fino all’approccio all’investimento lyfe cicle per gli iscritti silenti

Previdenza

Il dibattito sulla previdenza sembra farsi più intenso. I tempi stringono e le nuove misure dovranno essere necessariamente inserite nella prossima legge di bilancio a meno di non prorogare Quota 102, che scade a fine anno, o di tornare integralmente alla legge Fornero.

Nella manovra potrebbero però entrare anche ulteriori interventi per incentivare le pensioni integrative.

Tra le proposte sul tavolo vi è il silenzio-assenso per la destinazione del Tfr alla previdenza complementare, sostenuta dai sindacati confederali, e la definizione di nuovi incentivi fiscali mirati per i giovani e per i lavoratori con redditi bassi.

A lanciare questa proposta è il presidente della Commissione di vigilanza sui fondi pensione (Covip), Mario Padula che, nel corso di una recente audizione parlamentare, ha sottolineato l’importanza di fornire maggiore certezza normativa alla platea dei lavoratori per favorire le adesioni.

“Non deve sfuggire che il risparmio previdenziale non solo guarda ad orizzonti tipicamente lunghi ma presenta anche caratteri di parziale irreversibilità. Il susseguirsi di interventi normativi, anche potenzialmente contraddittori, alimentando la volatilità normativa, rischia di scoraggiare le adesioni, abbassare le contribuzioni e più in generale di ridurre il grado di affidamento nel sistema nel suo complesso”.

Incentivi fiscali mirati

Secondo il presidente della Covip nel dibattito sugli incentivi fiscali occorre tuttavia introdurre delle distinzioni.

“L’efficacia dei vantaggi fiscali concessi alla previdenza complementare, intesa come capacità di accrescere il bacino degli iscritti e dei flussi contributivi, andrebbe inoltre valutata tenendo conto degli obiettivi in termini di equità ed inclusione. Complessivamente, gli attuali incentivi fiscali non appaiono ben mirati rispetto a segmenti del mercato del lavoro più fragili e perciò più bisognosi di protezione sociale. Andrebbero rimodulati in funzione del reddito degli iscritti per costruire un risparmio previdenziale anche da parte delle classi di reddito più basse. Ad esempio, prevedendo un intervento diretto dello Stato a sostegno delle posizioni pensionistiche di determinate categorie, e in particolare delle fasce di età più giovani”.

In particolare, per Padula, questo meccanismo avrebbe il vantaggio di rendere ‘tangibile’ il beneficio dell’agevolazione, al contrario della deduzione la quale, “confusa fra le altre voci della busta paga del lavoratore, è di non immediata e agevole percezione da parte del lavoratore; inoltre, esso non sarebbe regressivo, evitando effetti redistributivi indesiderati”.

Adesione automatica e procedure on line

Una nuova spinta alla crescita della previdenza complementare potrebbe derivare anche molto semplicemente dalla revisione dei meccanismi di adesione. In particolare la proposizione del silenzio-assenso potrebbe essere realizzata tramite l’utilizzo di procedure on-line.

“Il sistema della previdenza complementare beneficerebbe di un'assai più ampia diffusione dell’uso di procedure di adesione on-line. Ciò sarebbe coerente con l’uso delle tecnologie di informazione e comunicazione da parte di fasce sempre più ampie della popolazione nell’acquisizione di beni e servizi”.

A ciò va aggiunto il fatto che i Pepp (Pan-European Personal Pension Products), i prodotti pensionistici individuali pan-europei ormai in fase di avvio, saranno con tutta probabilità collocati principalmente on-line. “Un ritardo nell’organizzare in modo adeguato tale canale di raccolta delle adesioni potrebbe esporre i fondi pensione nazionali a pressioni concorrenziali non trascurabili”, sottolinea Padula.

Non più linea garantita per gli iscritti silenti

Un altro cambiamento sostanziale potrebbe inoltre derivare dalla modifica dei meccanismi di "auto-enrolment".

“La linea di default che accoglie gli iscritti silenti potrebbe essere non più una linea garantita", ha aggiunto Padula, "bensì una basata sull’approccio life-cycle, che sfrutta il lungo orizzonte temporale dell’investimento previdenziale tramite una esposizione iniziale più elevata per i titoli azionari, caratterizzati da maggiore volatilità ma pure da rendimenti attesi più elevati, e una progressiva riduzione di tale esposizione via via che si avvicina il pensionamento”.

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