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Previdenza

Fondi pensione, ad aprile pesano caro vita e politiche monetarie restrittive

Lo rivela l’analisi periodica dei rendimenti condotta da BFF

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Ad aprile i fondi pensione hanno sofferto risentendo delle crescenti preoccupazioni inflazionistiche e dei conseguenti orientamenti restrittivi delle principali Banche centrali.

A rivelarlo è l’analisi periodica dei rendimenti dei fondi pensione italiani relativa al mese di aprile 2022 condotta da BFF.

In particolare, i negoziali (FPN) hanno registrato un calo del 2,0% (in base all’Indice BFF-MI Generale) e gli aperti (FPA) del 2,3%  (secondo l’indice BFF Generale). Entrambi gli Indici sono stati penalizzati dall’andamento negativo sia dei mercati azionari che di quelli obbligazionari. Se i fondi azionari hanno perso più degli altri (-4,2% i FPN e -3,1% i FPA), anche i fondi obbligazionari hanno realizzato delle performance significativamente negative (-0,8% i FPN e -2,0% i FPA).

 

 

 

I primi quattro mesi dell’anno sono stati decisamente difficili per i fondi pensione, con i negoziali che hanno perso il 5,1% e gli aperti il 6%. In questa fase i monetari hanno permesso di limitare le perdite (-0,6% sia i FPN sia i FPA), risultate più consistenti per gli azionari (-9,0% i FPN e -7,6% i FPA).

Ampliando l’orizzonte agli ultimi dieci anni si osserva il quadro opposto: a fronte di un rendimento medio annuo complessivo del 3,4% per i negoziali e del 2,9% per gli aperti, le performance migliori sono state ottenute dagli azionari (7,2% i FPN e 5,8% i FPA) e dai FPN bilanciati azionari (6,0%), mentre i monetari hanno realizzato dei guadagni contenuti (+0,5% i FPN e +0,2% i FPA).

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