Consulenza

Banca Generali, conti a prova di volatilità

L’istituto del leone alato chiude il bilancio 2018 con buoni risultati e un utile netto ampiamente positivo (pur se in calo rispetto al 2017). Le masse crescono, con i wrapper che ormai costituiscono il 25% del patrimonio in gestito, superando fondi e sicav al 23%. Forte incremento di liquidità e risparmio amministrato.

Banca Generali, conti a prova di volatilità

Gian Maria Mossa, dg e ad di Banca Generali

L’anno nero dei mercati finanziari con il 90 per cento delle asset class in rosso non ha frenato il business di una grande big della consulenza finanziaria come Banca Generali. Anzi, l’orgoglio è forte come si coglie dal commento sui dati di bilancio 2018 dell’ad e dg  dell’istituto del leone alto  Gian  Maria  Mossa:  “Un  risultato  molto  solido  di  cui  siamo  soddisfatti  per  la  forza  di  tutte  quelle  voci ricorrenti che testimoniano la  validità  e sostenibilità  del nostro modello di  business. In un anno contrassegnato dalla forte volatilità dei mercati che ha impattato i ricavi variabili, siamo riusciti non solo ad aumentare le dimensioni delle masse e il perimetro dei clienti, ma anche a gettare le basi per un nuovo slancio nella crescita futura siglando due operazioni straordinarie e sancendo una partnership di grande importanza come quella con Saxo. Abbiamo allargato la gamma d’offerta presentandoci in modo ancor più distintivo e competitivo nelle soluzioni di investimento, lanciato tanti nuovi progetti all’avanguardia, e quasi raddoppiato le dimensioni delle masse sotto consulenza evoluta,  raccogliendo  crescenti  consensi  nei  servizi  di  wealth  management  che  ci  avvicinano ulteriormente  agli  imprenditori”.  I risultati al 31 dicembre parlano chiaro. Se è vero che l’esercizio  2018  si è chiuso con  un  utile netto di €180 milioni,  in diminuzione  del 12%  rispetto all’anno  precedente che  aveva  beneficiato  del  forte  contributo legato  all’andamento dei  mercati finanziari. Al netto però di queste voci, l’utile netto ricorrente ha mostrato una crescita del 48% a 128 milioni, il che secondo l’istituto dimostra “l’efficacia delle molte iniziative messe in atto per aumentare la sostenibilità dei ricavi e l’efficienza operativa”.

Risparmio amministrato sugli scudi. Le masse totali sono cresciute a fine anno del 3% a  57,5 miliardi di euro. Considerando nel perimetro anche  le  masse  delle  società  in  via  di  acquisizione  (Valeur  e  Nextam)  il  livello  complessivo raggiunge i 60 miliardi. Nell’esercizio è fortemente aumentata la  componente di  liquidità e di risparmio amministrato (14,8  miliardi,  +15,6%).  L’incremento  della  liquidità  e  dell’amministrato  risulta  fisiologico  nei momenti di forte volatilità dei mercati finanziari come quella che ha caratterizzato il 2018 e tende a riassorbirsi  a  favore  di  soluzioni  di  portafoglio  diversificate  nei  trimestri  successivi ,  creando opportunità di ulteriore crescita. Nello specifico: I  depositi (c/c a vista)  sono aumentati  a €7,1 miliardi (+20% anno su anno), il 12% delle masse totali, I risparmio amministrato pari a 7,6 miliardi (+12% annuo), il 13% delle masse totali.

Le soluzioni gestite e assicurative hanno toccato i €42,7 miliardi. Tra queste: le  soluzioni contenitore  (Wrappers)  hanno raggiunto i 14,1  miliardi (14,4 miliardi  a fine 2017), il 25% delle masse totali; le soluzioni assicurative tradizionali  sono cresciute a 15,4 miliardi (+3% annuo),  il 27% delle masse totali. I fondi e Sicav  sono  risultati  pari  a  13,2  miliardi  (13,6  miliardi  a  fine  2017),  e rappresentano il 23% del totale. Il valore delle masse  con contratto di consulenza evoluta (advisory) a fine 2018 era pari a 2,3 miliardi, il 4% delle masse complessive. Si ricorda inoltre che la raccolta netta nel 2018 è stata pari a 5,0 miliardi, di cui 2,8 miliardi in conti correnti e risparmio amministrato. 1,7 miliardi in soluzioni gestite, 0,5 miliardi in polizze assicurative tradizionali. “La  composizione  della  raccolta  nel  periodo”, afferma una nota della società  “è  stata  influenzata  dalla  forte  volatilità  dei  mercati finanziari che in queste condizioni porta a rimandare le decisioni di investimento e ad un profilo di investimento più difensivo.

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