Credito fondiario

Cartolarizzazione dei crediti in sofferenza di Banco Bpm conclusa

Il primo passo è stato fatto. Ieri si è completata la cartolarizzazione funzionale alla dismissione dei crediti oggetto della joint venture in via di definizione da parte di Banco Bpm il quale procederà anche alla dismissione di un portafoglio crediti.

Credito Fondiario conclude cartolarizzazione dei crediti in sofferenza di Banco Bpm

Iacopo De Francisco, direttore generale di Credito Fondiario

La cartolarizzazione degli Npl (i crediti in sofferenza) di Banco Bpm è stata portata a termine dal Credito Fondiario nominato master e special servicer della società veicolo denominata Leviticus.

Il portafoglio oggetto di dismissione da parte di Banco Bpm è costituito da crediti in sofferenza (Npl) per un valore lordo di € 7,4 miliardi di euro. Leviticus ha emesso tre classi di titoli (senior, mezzanine e junior), per un importo totale di € 1,9 miliardi. La classe senior del portafoglio (titoli di classe A) potrà beneficiare del regime della garanzia prevista dallo Stato italiano Gacs (leggi: garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze).

“Stiamo lavorando a pieno ritmo per avviare nei tempi previsti l’accordo di joint venture siglato lo scorso dicembre con Banco Bpm”, commenta Iacopo De Francisco, direttore generale di Credito Fondiario. “Puntiamo a finalizzare, così come ci eravamo prefissi, la partnership industriale entro la fine del primo semestre 2019. La nuova piattaforma si occuperà anche della gestione dei crediti detenuti da Leviticus”.

Leviticus è stata costituta nell’ambito del progetto Ace siglato tra Banco BPM, Credito Fondiario e fondi gestiti da Elliott Management Corporation (Elliott). L’accordo prevede l’acquisizione da parte di Elliott del 95% dei titoli junior e mezzanine emessi da Leviticus. Credito Fondiario agirà come master servicer e special servicer della cartolarizzazione, e una volta completata l’operazione di costituzione della piattaforma gestirà i crediti Leviticus tramite la piattaforma stessa. CF svolgerà anche il ruolo di paying agent, cash manager, calculation agent e corporate services provider.

Al closing sarà costituita anche la joint venture tra Credito Fondiario e Banco BPM, con la creazione di una piattaforma di servicing dedicata agli NPL e la conclusione di un contratto di servicing decennale. Credito Fondiario acquisirà una quota del 70% della nuova piattaforma mentre Banco BPM manterrà una partecipazione pari al 30%. La piattaforma gestirà come servicer il portafoglio cartolarizzato, diventando inoltre servicer per lo stock residuo degli NPL di Banco BPM e – nei 10 anni successivi alla firma dell’accordo – e per l’80% dei nuovi flussi di credito in sofferenza della Banca.

Goldman Sachs International ha agito per Credito Fondiario in qualità advisor finanziario, oltre ad aver assistito Elliott in qualità di structuring agent nell’ambito della cartolarizzazione Leviticus. PwC Deals FS ha agito da advisor industriale, Gatti Pavesi Bianchi e Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners e White & Case LLP in qualità di consulenti legali.

“Con l’emissione delle obbligazioni, la prima fase dell’operazione, che consiste nella cartolarizzazione del portafoglio di Banco BPM da € 7,4 miliardi di euro, si è conclusa positivamente”, aggiunge Guido Lombardo, chief investment officer di Credito Fondiario. "Il team di capital markets di Credito Fondiario ha svolto un ruolo fondamentale nella strutturazione ed emissione della cartolarizzazione stessa”. 

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