Risparmio

L'audace, l'edonista, il parsimonioso e il prudente. I risparmiatori italiani secondo Swg

Un nuovo studio realizzato dalla società di ricerche di mercato Swg insieme a Cnp Partners rivela la crescente attenzione degli italiani per la consulenza finanziaria

L'audace, l'edonista, il parsimonioso e il prudente. Il risparmiatore italiano secondo Swg

Alla sesta edizione dell'appuntamento romano di ConsulenTia, Swg insieme a Cnp Partners (gruppo Cnp Assurances) ha presentato il suo nuovo studio sul rapporto dei risparmiatori italiani con la consulenza finanziaria. La fotografia che ne esce è quella di una richiesta crescente di una “consulenza a tutto tondo” nella gestione non solo degli investimenti finanziari, ma di tutto il patrimonio familiare: dalla protezione del “capitale umano”, all’analisi della situazione previdenziale, alla valutazione degli immobili, alla pianificazione successoria. Il report è stato realizzato con metodo misto (Cati/Cawi) si basa su un campione di 1000 persone, di età compresa fra i 35 e i 70 anni, responsabili o corresponsabili delle decisioni finanziarie delle famiglie. 

Francesco Fiumanò, chief commercial officer di CNP Partners, commenta: “L’analisi realizzata in collaborazione con SWG dimostra ancora una volta la rilevanza del ruolo guida che i consulenti finanziari ricoprono nel confronto dei risparmiatori italiani, in particolare in fasi di incertezza. Se infatti il 25% circa degli intervistati solleva un tema di “comprensibilità dei prodotti” e il 50% sente l’esigenza di monitorare i propri investimenti più di una volta a settimana, è evidente l’importanza della guida di consulenti esperti e autorevoli che indirizzino i risparmiatori verso le scelte d’investimento più adatte, a seconda dei loro diversi obiettivi e stili di vita”.

In media, il risparmiatore con reddito familiare medio-alto si rivolge nel 35% dei casi a professionisti della pianificazione finanziaria. I più audaci e attivi fra gli investitori, in maggioranza uomini, sono di età compresa fra i 55 e i 70 anni, sono lavoratori autonomi o in pensione e si aspettano dai consulenti tempestività e un approccio imprenditoriale e versatile. Si tratta di investitori con un profilo di rischio più elevato, orientati prioritariamente verso investimenti che si apprezzino nel tempo (nel 42% dei casi), secondariamente verso la protezione il capitale (29%). Monitorano il loro portafoglio d’investimento con grande frequenza, in media 2,5 volte a settimana.

La seconda categoria emerso dallo studio Swg/Cnp Partners è quella dei risparmiatori prudenti: in maggioranza uomini di età compresa fra i 35 e i 44 anni, lavoratori autonomi con reddito alto, cercano invece nei consulenti, a cui si rivolgono nel 40% dei casi, autorevolezza e facilità di accesso. Sono quelli più conservativi, che nel 61% dei casi puntano a proteggere il capitale, mentre nel 25% puntano ad incrementarlo nel tempo. Monitorano l’andamento dei loro investimenti 1,3 volte a settimana. È interessante notare che il 23% di loro segnala che le scelte di investimento sono influenzate anche dalla “comprensibilità” dei prodotti. 

I risparmiatori parsimoniosi sono invece in maggioranza donne con reddito da lavoro dipendente, di età compresa fra i 35 e i 54 anni, si rivolgono ai consulenti nel 22% dei casi e si aspettano empatia, oltre alla reperibilità e alla preparazione tecnica. Per quanto riguarda gli obiettivi d’investimento, nel 56% dei casi sono interessati a proteggere il capitale, mentre il 33% punta ad una crescita di valore nel tempo. La comprensibilità dei prodotti è un tema sollevato dal 27% degli intervistati.

Infine gli edonisti, ovvero i più estranei al mondo degli investimenti finanziari, sono in maggioranza uomini, di età compresa fra i 55 e i 64 anni, che vivono nel 67% dei casi una situazione economica poco soddisfacente. Si rivolgono ai consulenti finanziari solo nell’11% dei casi, in cerca di un supporto esperto, soprattutto per proteggere il capitale (48% dei casi). La complessità dei prodotti finanziari è per loro un tema di particolare rilevanza, evidenziato da circa il 30% degli intervistati.

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