scenari di mercato

I tre freni agli investimenti per AllianzGi

Braccio di ferro Usa-Cina, aumento dell’indebitamento globale e inflazione sul valore degli asset che blocca l'aumento dei tassi delle banche centrali. Questi sono i tre elementi che spingono Hans-Jörn Naumer (AllianzGI) a parlare di un pessimismo crescente che rischia di frenare gli investimenti

I tre freni agli investimenti per AllianzGi

Il mito di Sisifo

Il global head of capital markets & thematic research della società di investimenti italiana AllianzGi, guardando all'attuale situazione sui mercati, parla di "una forte tendenza al pessimismo" che sta spingendo gli investimenti a un atteggiamento molto più prudente rispetto al recente passato. 

Parla di “venti del cambiamento”, Hans-Jörn Naumer, che modificano continuamente la rotta, spinti da tre fattori in particolare. Il primo è il braccio di ferro Usa-Cina. La posta in gioco va ben oltre il surplus della bilancia delle partite correnti. Si tratta della posizione dominante da un punto di vista politico e tecnologico in un mondo complesso e multipolare. Basti pensare ai piani cinesi sulla Nuova Via della Seta e sul raggiungimento di posizioni di leadership nell’attività manifatturiera in dieci settori tecnologici strategici entro il 2025, in particolare nella robotica. 

Il secondo elemento che allarma gli investitori è l’aumento dell’indebitamento a livello globale. Il terzo è la somma degli effetti della politica monetaria e dei trend reflazionistici. Da un lato l’inasprimento dei tassi annuncia la conclusione della financial repression, dall’altro manda anche un chiaro segnale circa la necessità di ridurre l’indebitamento, poiché rende più oneroso il rifinanziamento. Un trend al rialzo nei tassi di interesse infatti compromette rapidamente la capacità di rifinanziamento.

Non da ultimo, l’inflazione dei prezzi degli asset rappresenta un ulteriore ostacolo all’aumento dei tassi delle banche centrali. Un aspetto importante ma spesso ignorato nell’attuale dibattito sulla politica monetaria della Federal Reserve e della Banca Centrale Europea.

Come muoversi in questo panorama? Per Naumer bisogna puntare su allocazione tattica, azioni e obbligazioni. Nonostante il rallentamento economico generale, il sostegno della politica monetaria alle asset class più rischiose ha perso vigore. La fine della fase di spensieratezza ha segnato la diffusione di un nuovo “realismo” che non solo impedisce la formazione di bolle, ma che rende anche le valutazioni complessivamente più verosimili; tuttavia non tutti i segmenti del mercato azionario presentano già valutazioni eque o interessanti. 

Alla luce del livello generale delle valutazioni e dello scenario economico, in futuro il Beta, ovvero il rendimento medio del mercato, che rappresenta una delle componenti del rendimento complessivo, dovrebbe ridursi; in previsione di una maggiore volatilità, l‘attenzione dovrebbe spostarsi sempre più sull’Alpha, l’extra-rendimento derivante dall’abilità del gestore. Per generare Alpha occorrerà puntare sulla selezione di titoli o sull’asset allocation, al fine di reagire velocemente ai repentini cambiamenti nella direzione del vento.

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