mercato obbligazionario

Equita su finanziamento Pmi: corporate bond giù, minibond su

Il mercato del debito italiano è al centro degli studio presentato ieri a Milano in presenza del governatore di Bankitalia, Ignazio Vsco. Il monopolio delle banche è finito da tempo ma il settore obbligazionario ha bisogno di maggiore massa critica e di aprirsi agli investitori domestici. Il debito delle società non finanziarie alla fine del 2017 ha superato del 108% il Pil del paese. Un dato al di sotto della media europea che si attesta sui 136 punti percentuali

Equita e Baffi Careni: Le Pmi hanno fame di finanziamenti ma il mercato ha ancora troppi ostacoli

Sembra passata un'eternità dal 2008 e l'inizio della crisi del sistema bancario. Di certo ricordano bene quella fase di passaggio ancora in corso, gli istituti di credito italiani da quell'anno in poi hanno dovuto concentrare buona parte delle proprie risorse per tutelare i propri equilibri di bilancio. Una vera e propria crisi congiunturale che ha avuto - come accade molto spesso - anche effetti positivi come l'accelerazione dell'emancipazione del sistema imprenditoriale italiano dallo schema del debito bancario, per scoprire l'obbligazionario. 

Il mercato del debito italiano è al centro dello studio presentato ieri nell'aula magia dell'università Bocconi di Milano. Dal titolo “The Italian corporate bond market”, il report è stato curato dal curato dal prorettore dell'ateneo, Stefano Caselli, dal professore Stefano Gatti e dal centro Baffi Careni. A chiudere il quadro sul mondo dei capitali italiani: "Italian Markets Monitor" firmato da Equita.

"La dipendenza delle imprese dal sistema creditizio bancario è un'anomalia nel nostro paese", ha commentato l'amministratore delegato di Equita spa, Andrea Vismara. Il meccanismo dei prestiti obbligazionari destinati allo sviluppo/potenziamento delle attività d'impresa ha permesso anche alle società non finanziarie di accedere a flussi economici che difficilmente avrebbero visto in altro modo. Flussi che hanno permesso all'imprenditoria italiana, caratterizzata prevalentemente da dimensioni medio piccole, di tagliare il cordone ombelicale che le teneva legate ai destini delle banche. Destini non sempre felici.

Il finanziamento del debito è fondamentale per le aziende italiane. Il debito delle società non finanziarie alla fine del 2017 ha superato del 108% il Pil del paese. Un dato al di sotto della media europea che si attesta sui 136 punti percentuali. Nel 2018 i volumi delle emissioni di corporate bond sono calate del 53% attestandosi sui 21 miliardi di euro (rispetto ai 45 miliardi del 2017) e del 43% in termini numerici, le emissioni di minibond sono aumentate del 45% in termini di volumi. Le emissioni investment grade sono state il 64% del totale. Per Vismara questi sono numeri che testimoniano la fine del monopolio del finanziamento alle imprese da parte del mondo del credito ma che, allo stesso tempo, dimostrano la lentezza tutta italiana sul fronte della semplificazione della normativa per l'accesso delle imprese ai mercati. 

Viva il debt funding allora? Lo studio "Italian capital markets monitor" chiarisce che non basta più. Perché la qualità e le dimensioni delle imprese possono diventare un ostacolo per l'accesso al mercato. Un guaio per le tante Pmi con grandi progetti ma immerse in un mercato obbligazionario caratterizzato da emissioni con un alto rating ben aldilà delle loro capacità. Punto di vista condiviso anche dal governatore di Banca d'Italia, Ignazio Visco, presente ieri all'incontro: "In prospettiva il credito bancario, pur rimanendo una fonte di finanziamento essenziale, non potrà da solo sostenere la crescita degli investimenti, soprattutto quelli necessari per innovare e competere sui mercati internazionali".

Come superare questo funding gap tanto diffuso nel sistema imprenditoriale del Bel Paese? Per Equita è fondamentale che i fondi di investimento obbligazionari aprano sempre di più le porte agli investitori domestici e che quindi permettano anche al mercato retail di avere accesso a prodotti che fino a ieri erano appannaggio esclusivo di investitori istituzionali. È il messaggio lanciato durante il convegno da Francesco Perilli, presidente della banca di investimento italiana: "Bisogna semplificare l'accesso delle piccole e medie imprese agli strumenti di finanziamento". Anomalia sottolineata dallo stesso Visco.

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