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Famiglie mononucleari in crescita. Quali effetti sulle economie?

La fenomenale espansione delle famiglie composte da una sola persona nelle grandi città europee, statunitensi e giapponesi, ha portato il 40% della popolazione a vivere da sola. Didier Le Menestrel, presidente di La Financière de l'Echiquier: "Si può facilmente prevedere che la crescita economica mondiale ne sarà influenzata"

Famiglie mononucleari in crescita. Quali effetti sulle economie?

“Nell’era dei social fare le cose con calma non sembra essere trendy”, scrive Didier Le Menestrel, presidente di La Financière de l'Echiquier nel suo intervento sull’incremento delle famiglie mononucleari e sull’impatto che questo fenomeno avrà sull’economia nel lungo termine. Quesito non banale davanti ai cambiamenti economici, ma anche relazionali, a cui stiamo assistendo. 

Nel 2018, gli abbonati a Instagram (social acquisito d Facebook, con un valore calcolato in100 miliardi di dollari) hanno pubblicato quasi 50.000 foto al minuto. Mentre su Twitter sono stati postati ogni minuto circa 470.000 tweet. Anche LinkedIn (gruppo Microsoft) non è stato da meno l’anno scorso con più di 120 nuovi iscritti alla piattaforma ogni minuto.

Il successo di queste piattaforme ci stimola a una riflessione sul nostro modo di vivere in comunità. Dietro queste cifre, scrive Le Menestrel, che testimoniano una popolazione mondiale sempre più connessa, si nasconde un’altra realtà. In The Rise of Living Alone and Loneliness in History, il ricercatore K.D.M. Snell, professore all’Università di Leicester, esamina il tema della solitudine nella storia e nella nostra era. Se negli anni '60 le famiglie mononucleari erano l'eccezione (il 10% della popolazione), oggi si assiste a una fenomenale espansione delle famiglie composte da una sola persona nelle grandi città europee, statunitensi e giapponesi, dove vive da solo ben il 40% della popolazione. Questo trend è una delle cause della riduzione della natalità in tutti i paesi. Anche in Italia dove nel 2018 sono nati circa 120 mila bambini in meno rispetto al 2008. Un calo che raggiunge la vetta del 21%. 

Da qui, il collegamento con l’economia. "La crescita di un’economia può essere modellizzata e spiegata sulla base di tre fattori: il capitale fisico, il capitale umano e la produttività", commenta il presidente della società di investimenti. "Indipendentemente dal sapere se l’effetto di questa crescente solitudine sia la causa o il riflesso del calo della natalità, dell’aumento dei divorzi o della diminuzione dei matrimoni, si può facilmente prevedere che la crescita economica mondiale ne sarà influenzata". 

Paesi come il Giappone (75 milioni di lavoratori, di cui un terzo andrà in pensione da qui al 2050) investono massicciamente in capitale fisico e in produttività. Il paese del Sol Levante risolve il problema della mancanza di manodopera con la chiave della tecnologia: robot ispirati all’intelligenza artificiale. Non è di certo un caso che Nidec, specialista giapponese dei motori di precisione, ha annunciato una diminuzione di manodopera da 80.000 unità a circa 48.000 per rispondere ai pensionamenti aumentando la capacità produttiva. 

Una strada che anche l’occidente sta seguendo producendo un impatto sulle economie, i modi di vita e le società che si svilupperanno, ancora tutto da stimare. “Manteniamo una visione positiva”, continua il manager, “e poniamoci sin d’ora alcuni interrogativi: quali saranno le esigenze della Silver Age che, da qui al 2050, rappresenterà 2 miliardi di consumatori? Come far fronte alla penuria di manodopera? Quale sarà l’impatto sul prezzo e la fruizione dell’immobiliare (co-working, mobilità, dimensione degli appartamenti…)?”. Le risposte arriveranno a tempo debito. 

 

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