indici economici

Indagini Istat. Anche i tweet tra gli indicatori

Dopo un monitoraggio sulla sua efficacia, l'Istituto nazionale di statistica annuncia l'inserimento del Social Mood on Economy Index tra gli indici ufficiali

Istat e sentiment economico. Anche i twitt fra gli indicatori

L'annuncio della sperimentazione risale a fine estate scorsa. Oggi l'Istat presenta il primo aggiornamento trimestrale realizzato con sulla base dell'indice Social Mood on Economy Index basato sull'interazioni di Twitter. L'indice misura giornalmente il sentiment sull'economia derivate da campioni di tweet pubblici in lingua italiana e che contengano almeno una parola coincidente con una di quelle presenti nell'insieme dei domini realizzato dai programmatori del sistema di sentiment analysis che ne è alla base. La maggior parte di queste parole chiave sono mutuate dal questionario su cui si basa il sondaggio sulla fiducia dei consumatori ma esiste una sovrapposizione solo parziale dei risultati. Al netto delle oscillazioni, il grafico registra l'avanzata di un 'mood' negativo che si evidenzia, in particolare nell'ultima parte dell'anno, confermando quanto emerso dalle statistiche ufficiali dell'Istat. 

L'analisi viene svolta su 50.000 tweet al giorno ed evidenzia forti oscillazioni giornaliere legate appunto al mood del momento: partendo da una base 0, l'indice può così salire a quota 8 in pochi giorni e quindi precipitare a -10 in meno di una settimana. Per esempio, a fine dicembre l'indice era repentinamente risalito indicando un 'sentiment' positivo a quota 8,8 da -1,78 di appena quattro giorni prima. L'ente nazionale di statistica commenta i risultati del periodo di monitoraggio dell'indice svolto prima della decisione di applicarlo ai propri studi. Il periodo va da febbraio 2016 a dicembre 2018. "La componente di trend mostra un andamento decrescente fino a ottobre 2017, mantenendo poi un andamento stazionario fino a aprile 2018", dice l'ente. "Nel corso del 2018, l'indice ha in seguito registrato un andamento discordante: alla frenata segnata nel mese di maggio è seguito un andamento crescente fino a settembre. Tuttavia nei mesi successivi, nonostante una breve risalita in corrispondenza della prima metà di novembre, l'indice ha registrato nuovamente una brusca frenata ad inizio dicembre, mese in cui si è stabilizzato su un livello negativo".

Le medie mensili ricalcano lo stesso andamento. "La serie destagionalizzata mostra un trend negativo nella prima parte del periodo fino a settembre 2017 dopo aver registrato un picco positivo a settembre 2016. La serie assume un profilo più altalenante nel corso del 2018 con una maggiore stabilità fino a maggio. Dopo i miglioramenti registrati a novembre, l'indice destagionalizzato diminuisce nell'ultimo mese".

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