Mifid 2

Moneyfarm a Consob: “I rendiconti vanno spediti ai clienti senza ritardi”

Il presidente e il Ceo della sgr partecipata dal gruppo Allianz in un lettera indirizzata al presidente vicario dell’Authority Anna Genovese, criticano la richiesta delle associazioni dell’industria del risparmio, di avviare un tavolo di lavoro sui costi e gli oneri da riportare nelle comunicazioni. Una richiesta giudicata intempestiva dalla società

Moneyfarm alla Consob: “I rendiconti vanno consegnati ai clienti senza ritardi”

I nuovi rendiconti nel segno della trasparenza imposta da Mifid 2, vanno consegnati senza indugio ai clienti. Le richieste delle associazioni dell’industria del risparmio di chiarimenti sulle modalità di comunicazione di costi e oneri dei servizi d'investimento sono intempestive.

E’ questa la sintesi della lettera inviata lo scorso 18 febbraio dal presidente Paolo Galvani e dal ceo Giovanni Daprà di Moneyfarm e indirizzata al presidente vicario di Consob Anna Genovese.

Nel documento gli esponenti di Moneyfarm fanno riferimento alla richiesta riportata nei giorni scorsi dal Sole24Ore da parte delle associazioni di categoria maggiormente rappresentative dell’industria del risparmio (Abi, Assosim, Assogestioni e Assoreti), di proporre l’avvio di un tavolo di lavoro per fornire alcuni chiarimenti in merito proprio all’informativa sui costi e sugli oneri.

“Fermo restando il diritto delle associazioni di richiedere tutti i chiarimenti del caso”, si legge nella lettera, “non si può non notare come la richiesta sia stata intempestiva, considerato che Mifid 2 è entrata in vigore a gennaio 2018, un anno dopo la data inizialmente prestabilita. Gli investitori si aspettano (e ne hanno il diritto) di conoscere al più presto tutti i costi associati ai propri investimenti e di vederli comunicati in modo trasparente e chiaro, come espressamente richiesto dal legislatore”. “Dal nostro punto di vista non riteniamo che siano possibili ulteriori indugi”, si legge ancora. “Proprio Esma ha ricordato recentemente che l’Italia è il paese in cui i costi associati ai prodotti finanziari sono tra i più alti d’Europa: gli investitori italiani pagano molto di più dei loro padri europei per la gestione del proprio patrimonio (senza averne peraltro, nella maggior parte dei casi alcuna consapevolezza). Le commissioni pagate, inoltre, superano spesso i rendimenti ottenuti: si tratta di una vera e proprio emergenza che riguarda gli oltre 4.000 miliardi di euro di patrimonio immobiliare delle famiglie italiane. Una corretta applicazione di MiFid 2 è un’opportunità unica sia per l’industria del risparmio, per fare un salto di qualità, sia per tutti gli operatori che da sempre credono nei principi di trasparenza e indipendenza, per poter finalmente concorrere in un mercato dove sia semplice per gli investitori comparare costi e modelli di servizio”. 

Gli esponenti Moneyfarm continuano nella loro critica affermando che "Le associazioni avrebbero potuto elaborare per tempo delle linee guida coerenti e offrire chiarimenti al fine di favorire un’interpretazione univoca da parte degli associati, così da salvaguardare l’uniformità delle pratiche e agevolare la circolazione delle informazioni e la comparabilità dei servizi. In questo senso, in linea con la posizione espressa anche dalla stessa Abi con una circolare agli associati, concordiamo sul fatto che, a questo punto, un’ulteriore richiesta di chiarimenti non possa costituire un motivo per posticipare ulteriormente le comunicazioni ai clienti che, come espressamente richiesto da Esma, devono essere effettuate il più vicino possibile al periodo di rendicontazione. Abbiamo piena fiducia che la spettabile istituzione che Lei presiede si  farà garante di un’applicazione rapida e corretta delle normative di legge e tutela dell’investitore finale". 

 

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