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Swiss Re: Cyber security, nuovo orizzonte per le assicurazioni

Per la società assicurativa due persone su tre pronte sono pronte ad assicurarsi. Nel 2025 il mercato delle polizze individuali sui rischi legati a servizi digitali potrebbe raggiungere i 3 miliardi

Swiss Re: Cyber Security, nuovo orizzonte per le assicurazioni

Per ogni danno esiste un'assicurazione adatta, una garanzia che metta con le spalle al sicuro almeno dal punto di vista economico. Vale anche per i danni digitali intorno ai quali si sviluppa un mercato mondiale assicurativo dal valore di 4,5 miliardi di dollari che le previsioni vogliono a 10 miliardi entro il 2020. Secondo Swiss Re, compagnia svizzera del settore, il solo segmento delle polizze individuali sulla cyber security potrebbe arrivare a valere più di 3 miliardi di dollari entro il 2025. Tanto è vero che già oggi quasi due persone su tre sono disponibili ad assicurarsi contro i danni digitali.

L'uso massivo di tecnologia espone inevitabilmente l'essere umano a molti (e nuovi) pericoli. In particolare per la nostra privacy. "Gli attacchi informatici nel mondo oggi pesano per 600 milioni di dollari ogni anno", dice Swiss Re che dopo aver condotto una rielaborazione dei dati ha rilevato che nel 2017 si sono verificati 978 milioni di attacchi informatici a singoli individui in 20 diversi Paesi del mondo, sono stati rubati 172 miliardi di dollari (in media 142 dollari a testa), il 60% dei teenagers è stato vittima di fenomeni di cyberbullismo, mentre nel 2016 si sono registrati 1,1 miliardi di furti di identità digitali.

La sensibilità su temi come la cyber security si sta facendo strada nella quotidianità di tutti. E lo dimostrerebbero le percentuali. Per la società assicurativa più di quattro persone su cinque (81%) hanno timore di accesso illecito ai loro dati finanziari, tre su quattro temono per la loro identità digitale (75%), mentre il 69% ha paura di perdere dati a causa di problemi tecnici e il 59% è preoccupato che i propri dati possano essere pubblicati in rete. Tra i privati, il 60% si è dichiarato disponibile ad assicurarsi contro i danni da attacchi informatici, il 63% la vorrebbe aggiungere ad una polizza esistente e il restante 37% la vorrebbe creare ex-novo. Curiosamente, due donne su tre e solo la metà degli uomini.

Di conseguenza la domanda di servizi di assistenza e prevenzione è in forte crescita. In particolare, quasi un intervistato su due vorrebbe che nelle polizze assicurative contro i danni da cyber crime fossero messi a disposizione servizi di alert automatico in caso di pericolo, assistenza legale 24 ore su 24, un “training” generale sulla cyber security e un analisi sul proprio livello di rischio, mentre il 61% vorrebbe avere sempre a disposizione un servizio di assistenza tecnica non-stop. Quattro persone su cinque sarebbero pronte ad acquistare la polizza online e solo il 20% vorrebbe farlo attraverso un incontro face-to-face. 

Swiss Re ha elaborato anche una serie di coperture per i vari tipi di attacco: pishing, frodi finanziarie, furti di identità digitale, cyberbullismo, estorsioni e ricatti, come per eliminare i virus dai sistemi salvando i dati. Dopotutto, anche i singoli individui possono essere coinvolti anche se non attaccati direttamente. È accaduto quando il database di Yahoo è finito sotto attacco, quando il sistema di prenotazione di Starwood Hotel (appartenente a Marriot International) è stato oggetto di furto di informazioni riguardanti 500 milioni di persone e nel 2017 quando i dati biometrici di un miliardo di persone sono stati rubati da Aadhaar per poi essere venduti online.

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