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Benvenuti nel futuro: Oddo Bhf inaugura il primo fondo per l'Ai

Si chiama Oddo Bhf Artificial Intelligence, è dedicato agli investimenti nel settore dell'automazione, ha un respiro globale e usa algoritmi che affiancano il lavoro di dialer e analisti

Benvenuti nel futuro: Oddo Bhf inaugura il primo fondo per l'Ai

Arriva sul mercato il primo fondo su scala mondiale dedicato agli investimenti in intelligenza artificiale . Si tratta del Oddo Bhf Artificial Intelligence della omonima Oddo Bhf Asset Management, e usa la Ai per le analisi quantitative dei processi di investimento.

Nicolas Chaput ceo e co-cio globale della società di asset management commenta: “Questo fondo rappresenta un’innovazione di rottura nel settore della gestione di attivi. Abbiamo sviluppato un processo d’investimento unico che unisce l’intelligenza artificiale e il nostro know how storico nella gestione quantitativa. Vogliamo offrire ai nostri clienti una soluzione innovatrice in grado di generare  alfa nel lungo termine. L’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nei nostri processi d’investimento rappresenta innegabilmente un passo avanti importante e pionieristico“.

Il processo d’investimento vede l’applicazione di un modello automatizzato per selezionare le migliori azioni mondiali legate al tema dell’Ia, analizzando ogni giorno milioni di dati qualificati. Questo strumento va ad affiancare il modello quantitativo di Oddo Bhf,  “Algo 4”, che seleziona i titoli in base a quattro fattori valorizzazione, qualità, momentum e dimensione) e consente di individuare i 60 nomi di aziende che mostrano secondo il nostro punto di vista  le caratteristiche più interessanti sia sul piano finanziario che del rischio. Il processo si conclude con la revisione del portafoglio qualitativa svolta dai gestori del fondo in modo da garantire la conoscenza della società, in particolare con incontri tra dirigenti e investitori.

Il risultato è un portafoglio composto da una sessantina di titoli mondiali. Lo testimoniano i dati: a fine gennaio 2019 il 62% delle società in portafoglio erano americane, l’11% giapponesi, il 5% inglesi, il 5% svedesi e il 5% svizzere. Quanto alla ripartizione settoriale, il 58% del portafoglio è composto da titoli tecnologici. Gli altri titoli si suddividono in settori industriali, telecom e media, consumi o  salute. Circa il 50% dei titoli, infine, rappresenta società di dimensioni medie o piccole.


“Dopo oltre 18 mesi di lavoro, abbiamo messo a punto degli algoritmi d’Intelligenza Artificiale unici nell’universo della gestione patrimoniale. Grazie a questi algoritmi che analizzano oltre 4 milioni di dati ogni giorno, siamo in grado di identificare precisamente a livello mondiale le aziende legate alla tematica dell’Intelligenza Artificiale, sia che si tratti di grandi società quotate in Borsa, che di aziende più piccole finite nel radar degli analisti  per il loro forte potenziale”, come spiega Agathe Schittly, director strategie, marketing e prodotti. “Secondo noi, i Big Data, l’automazione, il machine learning, il deep learning e l’informatica cognitiva ne sono oggi le principali declinazioni. dell’intelligenza artificiale utili al nostro settore”, aggiungono Brice Prunas e Maxence Radjabi, gestori del fondo.

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