caso carige

Innocenzi: "Aspettiamo offerte per fusione"

L'ad conferma l'attenzione di alcuni soggetti: "stanno guardando la banca nella sua totalità e sul fronte degli npe". Nel frattempo il commissario Mondiano esclude un intervento dello Stato anche se "nulla si può escludere, ma riteniamo che non  sia indispensabile"

Innocenzi: "Aspettiamo offerte per fusione"

Dopo l'annuncio di un aumento di capitale da 630 milioni di questa mattina, arriva una dichiarazione dell'ad di Carige, Fabio Innocenzi, sull'operazione di fusione in corso di cui la stampa ha scritto anticipandone i contenuti. "Non commento niente su questo prima che arrivino le offerte vincolanti", sottolinea l'amministratore delegato, spiegando però che ci sono dei soggetti che "stanno guardando la banca nella sua totalità e sul fronte degli npe (non performing exposure, ndr.)". I commissari di Banca Carige si aspettano l'arrivo delle offerte vincolanti per la business combination ad aprile e nelle slide del piano si evince che l'obiettivo della banca è raggiungere l'aggregazione entro la fine del 2019. Il nuovo piano industriale oltre allaumento di capitale se da un lato prevede un pareggio di bilancio nel 2020, dall'altro stabilisce 1050 esuberi ("useremo quota 100", ha detto Innocenzi) e la chiusura di 100 sportelli periferici. Per Raffaele Lener, uno dei commissari dell'istituto, "il piano è prodromico all'aggregazione".

Carige ha una offerta vincolante per 1,9 miliardi di npe. Nel 2018 le perdite nette sono state di 272,8 milioni, dopo la contabilizzazione di 321,4 milioni tra rettifiche di valore su crediti verso la clientela e perdite da cessione. Il margine operativo lordo è positivo e in crescita su base annua a 30,9 milioni. Come riporta l'Ansa è stato rivelato che il no dell'assemblea del 22 dicembre all'aumento di capitale è costato all'istituto 45 milioni.

Poco prima di Innocenzi è intervenuto anche un altro commissario, Pietro Mondiano, per escludere l'ipotesi di un intervento pubblico a salvataggio della banca. "Noi lavoriamo affinché l'intervento dello Stato sia escluso. Nulla si può escludere, ma riteniamo che non sia indispensabile. Chi legge questo piano e lo legge bene, vede che Carige sta in piedi sulle sue gambe. Ci sono tutte le condizioni oggettive perché questa banca sia interessante e quindi per questo escludiamo che sia necessario un intervento pubblico", ha concluso Mondiano.

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