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scenari | Degroof Petercam Am

Nel 2019 le scelte della Fed aiuteranno gli Emergenti

Michael Vander Elst e Antoine Ruotte (Degroof Petercam Am) riflettono sulle prospettive dei mercati emergenti e mettono in guardia sul reale scoglio che stanno trovando sulla propria strada : le instabilità politiche

"Nel 2019 le scelte della Fed sui tassi d'interesse aiuteranno gli Emergenti"

"Il 2018 è stato un anno complesso per la maggior parte delle classi di attivi e il debito dei mercati emergenti non ha fatto eccezione. La normalizzazione della politica monetaria da parte della Fed, il dollaro forte, la volatilità dei prezzi delle materie prime e fattori idiosincratici hanno contribuito alla debole performance dei mercati emergenti nei primi nove mesi del 2018. Tuttavia, l'ultimo trimestre dell'anno è stato caratterizzato da un forte rimbalzo, grazie all’attenuazione dei timori di una crisi nei mercati emergenti". Michael Vander Elst e Antoine Ruotte, cfa, portfolio managers fide income di Degroof Petercam Asset Management riflettono sulle prospettive dei mercati emergenti e mettono in guardia sul reale scoglio che stanno trovando sulla propria strada già dalla fine del 2018: i tassi di interesse e le politiche monetarie.

"Il 2018 è stato molto diverso da altri anni complicati" dicono i due analisti. Un anno diverso perché il mondo degli investimenti si aspettava effetti negativi degli aumenti dei tassi d'interesse da parte della Federal Reserve, "come è spesso accaduto in passato. Tuttavia, lo scorso anno ciò non si è verificato. Né l'aumento dei tassi d'interesse statunitensi, né i crescenti rischi sulla crescita globale posti da un conflitto commerciale tra Stati Uniti e Cina, hanno portato a una crisi nei mercati emergenti, ma piuttosto a una revisione dei prezzi della classe d'investimento".

Ma non è di certo il caso di lasciarsi andare a facili ottimismi. "A livello di singolo paese tuttavia si sono manifestati dei significativi venti contrari. Ne è un esempio l'Argentina: il paese ha sofferto di difficoltà strutturali, soprattutto legate alla reazione maldestra del governo Macri, che ha in ogni caso introdotto riforme significative, all'inflazione persistente. Ciò ha portato ad una massiccia perdita di fiducia tra gli investitori internazionali, provocando un forte deprezzamento del Peso".

"Anche la Turchia ha sottoperformato", continuano i manager della società di asset management, "a causa di problemi derivanti dalle tensioni tra i presidenti Trump ed Erdogan, insieme a forti squilibri nell'economia turca. Nonostante le tensioni e l'aumento dell'inflazione, il presidente turco ha bloccato l’introduzione di importanti misure della propria banca centrale, facendo calare così la fiducia nella sua indipendenza. Il Venezuela è stato certamente un caso particolare nel 2018, favorito da un'inflazione endemica, da una forte recessione economica e dal fatto che il presidente Maduro ha preso tutte le misure necessarie per rimanere al potere. D'altra parte, ci sono stati anche alcuni paesi per i quali il 2018 è stato un anno di successo, ad esempio, solo per citarne alcuni, la Colombia, il Messico e la Malesia".

Il 2019 si presenta come anno delle attese. "In particolare il futuro andamento dei tassi della Fed dovrebbe sostenere i mercati emergenti e le tensioni commerciali, anche se non scomparse, sembrano essere più favorevoli al mercato. Inoltre, nonostante le recenti previsioni di crescita globale più bassa del Fondo monetario internazionale, il differenziale di crescita tra i mercati emergenti e i mercati sviluppati dovrebbe aumentare, non diminuire. Nel frattempo, la correzione dell'anno scorso ha dato luogo in alcuni paesi a interessanti valutazioni in valuta estera".

Degroot Petercam punta sugli investimenti in strumenti finanziari con capitali in valute che danno rendimenti inferiori a quelli del costo del finanziamento. Così da ottenere profitti maggiori derivanti dalla differenza tra rendimento dell’investimento e costo del finanziamento. "Preferiamo", scrivono infatti Michael Vander Elst e Antoine Ruotte, "ancora il debito in valuta locale rispetto al debito in valuta forte. Il risultato di spread stabili e di valute relativamente forti consentirà di catturare in pieno il carry obbligazionario. In questo caso, la complessa agenda politica deve essere tenuta in alta considerazione".

"Infine continuiamo a considerare i mercati di frontiera come un buon elemento di diversificazione, grazie alla loro bassa correlazione con i paesi emergenti più grandi (paesi inclusi nei benchmark dei mercati emergenti) e al loro attraente profilo rischio/rendimento. In genere essi beneficiano di prospettive di crescita più elevate rispetto ad altri mercati emergenti, ma anche di maggiori squilibri, pur essendo meno liquidi, rischi che spiegano gli alti rendimenti".

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