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CoCo bond At1, gli investitori aspettano la mossa di Santander

Si sta avvicinando l'appuntamento con il primo richiamo da parte dei trader di alcuni contingent convertibile bond At1 emessi cinque anni fa nell'ambito di Basilea 3. "Gli investitori guardano con particolare attenzione a quelli che l'istituto basco ha emesso nel 2018". L'analisi di Lidia Treiber (WisdomTree)

CoCo bond AT1, gli investitori aspettano la mossa di Santander

"Sarà interessante osservare il comportamento degli emittenti riguardo all’esercizio di questa opzione". Lidia Treiber, l'ex Invesco Etf fresca di nomina come director research in WisdomTree. interviene sull'andamento del mercato dei contingent convertibile bond At1 (i CoCO bond destinati all'assorbimento delle perdite di una banca) emessi cinque anni fa nell'ambito di Basilea 3. L data del primo richiamo di alcuni di essi da parte dei trader alimenta una certa attesa tra gli operatori del settore. Dato che il comportamento degli emittenti davanti a questo richiamo "costituirà un precedente per il mercato, gli investitori stanno monitorando attentamente la situazione". Alta l'attenzione degli investitori per quelli di Banco Santander. Emessi nel 2018, molti investitori si domandano se questi titoli (CoCo bond At1 6,25% da 1,5 mld di euro) verranno ritirati dall'istituto basco prima della data di richiamo fissata per il 12 marzo prossimo. 

"In genere", scrive l'analista, "quanto più ci si avvicina a un richiamo, tanto più nel mercato si indaga sulla possibilità che l’emittente rifinanzi l’obbligazione. A partire dal terzo trimestre 2018 gli investitori hanno iniziato a interrogarsi sulle intenzioni di Santander, e ciò ha trovato riflesso nel prezzo spot del titolo, che il 4 gennaio 2019 è sceso a quota 94,48, segnando un 6% sotto al pari. All’inizio di febbraio l'istituto credito ha emesso nuovi CoCo bond At1 denominati in dollari, raccogliendo 1,2 miliardi ; questo ha alimentato le congetture che la banca avrebbe usato i proventi per richiamare le obbligazioni da 1,5 mld di euro con una prima data di richiamo imminente".

"Per quanto ciò potesse sembrare plausibile, per qualificarsi come capitale At1 un’obbligazione deve soddisfare i quindici criteri specifici stabiliti da Basilea 3 che regolano anche il comportamento dell’emittente. Tra questi", prosegue l'analisi, "nessuna azione intrapresa dalla banca deve alimentare l’aspettativa del richiamo dell’opzione; le banche possono effettuare un richiamo solo se sostituiscono lo strumento richiamato con capitale di qualità analoga o superiore e la sostituzione di questo capitale deve avvenire a condizioni sostenibili nel rispetto della capacità reddituale dell’istituto. Inoltre, dopo l’opzione di richiamo, la banca deve dimostrare che la sua posizione patrimoniale sia nettamente più solida rispetto ai requisiti patrimoniali minimi. "Dato che le condizioni di mercato sono una componente mutevole dell’equazione", aggiunge la director research in WisdomTree, "è importante che gli investitori comprendano il difficile equilibrio tra richiamare le obbligazioni alla prima data utile e mantenere al contempo la solidità patrimoniale della banca".

Il 12 febbraio Santander ha confermato che non avrebbe richiamato i CoCo bond At1 il 12 marzo (la data prevista per il richiamo). "Questa notizia ha apparentemente sconcertato gli investitori, ma in passato gli obbligazionisti sono già rimasti scottati da Santander quindi dovrebbero sapere che l’istituto non è estraneo a comportamenti controversi quando si tratta di gestione delle passività". Infatti "dopo essere sceso a quasi il 6% sotto il valore facciale, l’11 febbraio il prezzo spot del CoCo bond At1 in euro si è riportato vicino alla parità, poiché gli investitori hanno iniziato a reputare molto probabile che il giorno dopo Santander avrebbe comunicato l’intenzione di richiamare il titolo. Alla fine gli oneri per mantenere il titolo in circolazione si sono rivelati inferiori ai costi di finanziamento correnti e Santander ha lasciato intendere che la decisione si sarebbe basata esclusivamente sulle condizioni di mercato".

"Una situazione analoga si era già verificata nell’universo del debito subordinato, come ad esempio nel 2008 con Deutsche Bank Ag", aggiunge Lidia Traber. "Nonostante questo precedente la decisione dell'istituto spagnolo "ha comunque scosso gli investitori nel mercato dei CoCo bond At1, poiché le banche di solito richiamano le obbligazioni alla prima data utile. Riteniamo", conclude l'analista finanziaria, "che il comportamento futuro degli emittenti sarà influenzato dal loro comportamento passato, dalla solidità dei loro bilanci e dalle condizioni di mercato. Pertanto, non possiamo affermare che la decisione di Banco Santander di non richiamare l’obbligazione sarà una norma di mercato in futuro. Diversi grandi emittenti di CoCo bond At1 andranno incontro alla loro prima data di richiamo nel 2019, e le loro decisioni dovrebbero gettare ulteriore luce sul futuro comportamento di mercato".

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