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Azimut, il dividendo è un po’ meno maxi

Il Cda del gruppo presieduto da Pietro Giuliani ha deliberato un dividendo totale ordinario di 1,50 euro per azione: l’anno scorso era stato di 2 euro per azione. Dal progetto di bilancio 2018 emergono diversi indicatori in calo. Bene il reclutamento, le masse si incrementato e il 2019 promette in termini di raccolta

Pietro Giuliani, presidente di Azimut Holding

 “Archiviamo il 2018 con risultati che riflettono l’andamento dei mercati finanziari globali, e iniziamo il 2019 in modo fortemente positivo, con una raccolta netta nei primi due mesi di oltre 800 milioni”.Commenta così Pietro Giuliani, presidente del gruppo Azimut, i risultati che emergono dal progetto di bilancio 2018 approvato oggi dal cda di Azimut Holding. Un anno difficile quello trascorso con molti indicatori del business in calo: ricavi consolidati nel 2018 pari a 748,5 milioni di euro (rispetto a 810,5 milioni nel 2017), reddito operativo consolidato nel 2018 pari a € 192,8 milioni (rispetto a € 278,1 milioni nel 2017), utile netto consolidato nel 2018 pari a 122,1 milioni (rispetto a 214,8 milioni nel 2017) e utile netto consolidato normalizzato(3) nel 2018 pari a € 144,7 milioni (rispetto a 220,1 milioni nel 2017). L’utile netto della sola capogruppo Azimut Holding Spa è pari nel 2018 a € 186,3 milioni, in diminuzione rispetto ai € 208,8 milioni registrati nel 2017. 
 
Masse oltre quota 50 mld. Il totale delle masse gestite a fine dicembre 2018 si attesta a € 39,8 miliardi; il dato comprensivo del risparmio amministrato e gestito da case terze direttamente collocato arriva a 50,8 miliardi. La raccolta netta del 2018 è stata di 4,4 miliardi, di cui circa la metà proveniente dal business estero che oggi rappresenta il 28% del patrimonio complessivo di gruppo. 
 
Reclutamento, sfiorati i 200 ingressi. L’attività di reclutamento in Italia di consulenti finanziari e private banker nel 2018 ha invece  segnato un nuovo record: il gruppo e le sue divisioni hanno registrato 198 nuovi ingressi, portando il totale delle reti del gruppo Azimut a fine dicembre a 1747 unità. 
 
Obiettivi raggiunti e da raggiungere. Il Cda ha deliberato di proporre all’Assemblea dei soci, la cui convocazione è prevista per il 24 aprile 2019, la distribuzione di un dividendo totale ordinario di 1,50 euro per azione (pari ad un payout del 141% al lordo delle ritenute di legge (rispetto a € 2,00 per azione del 2017). Il dividendo di 1,50 sarà pagato per un minimo di ¾ per cassa e per il rimanente in azioni proprie detenute in portafoglio dalla società. “Il dividendo proposto di 1,50 euro per azione”, commenta Giuliani in una nota, “che ci porta per il secondo anno consecutivo a essere la società con lo yield più alto all’interno del Ftse Mib, è basato su un utile netto di 300 milioni di euro nel 2019, anno nel quale si conclude il piano quinquennale presentato nel 2014. In questo lasso di tempo Azimut ha centrato tutti gli obiettivi fissati, tra cui i 50 miliardi di patrimonio complessivo, la raccolta netta di almeno 2,5 miliardi all’anno e un payout tra il 60 e il 75%, e con il 2019 siamo convinti di raggiungere anche il target sull’utile.
 
Raccolta in ripresa. Il gruppo Azimut ha registrato nel mese di febbraio 2019 una raccolta netta positiva per 247 milioni, portando così la raccolta netta da inizio anno a circa 801 milioni.  Il totale delle masse comprensive del risparmio amministrato si attesta a fine febbraio a 53,6 miliardi, di cui 41,9 miliardi fanno riferimento alle masse gestite. 

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