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scenari | Degroof Petercam

Via il carbone dagli investimenti? Ecco come

Sono due i modi con cui liberare il business dal carbonio: investire in settori a basse emissioni o usare la misurazione della "impronta ecologica" del portafoglio. L'analisi del Degroof Petercam asset management responsible investment competence Centre

Via il carbone dagli investimenti? Ecco come

Ormai è assodato: anche la finanza abbia bisogno di un'inversione di tendenza sul fronte dello sfruttamento delle materie prime. La grande attenzione sugli Esg per l'integrazione nei processi di business dei fattori ambientali e di governance, lo dimostra. Resta da stabilire in quali modalità orientare gli investimenti verso ambiti di mercato in cui il tema della sostenibilità energetica sia preso in seria considerazione. Di questo parla l'intervento del Degroof Petercam asset management responsible investment competence Centre. 

Come decarbonizzare i propri portafogli? Per gli analisti del gruppo bancario belga ci sono due vie possibili. Ma rMa prima una premessa. "le metodologie su cui si basa questo processo sono ancora imperfette. Le misurazioni delle emissioni avvengono infatti solo a livello aziendale, con la difficoltà aggiuntiva di distinguere le emissioni dirette (che provengono cioè dalla produzione) da quelle indirette (provenienti dall’utilizzo del prodotto). Inoltre, gli approcci alla decarbonizzazione si concentrano su un singolo aspetto del portafoglio (il rischio climatico) tralasciando altri aspetti della gestione dello stesso. 

Il primo metodo per liberare i propri investimenti dalla fuliggine del carbone è quello di investire in settori a basse emissioni. "Un esempio", scrive Degroof Petercam Am, "potrebbe essere un portafoglio che eviti (totalmente o parzialmente) un’esposizione sui settori industriale, dell’energia e dei materiali. Si tratta di un approccio piuttosto restrittivo sotto diversi aspetti:in primo luogo, a causa della grande varietà di settori industriali e di materiali".

L'effetto collaterale del primo metodo è il rischio di creare "una caccia alle streghe contro l'energia fossile" che "può indurre alcune persone ad abbandonare radicalmente i settori del gas e del petrolio. La transizione energetica verso un'economia a basse emissioni di carbonio, però, deve essere accompagnata da un dialogo con tutti gli attori e le parti interessate, affinché essa sia ambiziosa ma allo stesso tempo realizzabile".

La seconda via per la decarbonizzazione è "calcolare l'impronta ecologica di carbonio di un portafoglio e mirare a ridurla nel tempo o in relazione ad un altro portafoglio o parametro di riferimento", spiega l'analisi. "L'obiettivo di questa metodologia è quello di valutare il rischio legato al carbonio all’interno del portafoglio in vista della transizione verso un'economia a basse emissioni. A tal fine, le emissioni di carbonio delle singole società sono generalmente calcolate e comunicate in relazione al fatturato aziendale. Il metodo di calcolo si basa su quello riconosciuto dal Global Greenhouse Protocol e comprende le emissioni di tipo 1 (dirette e provenienti da fonti di proprietà o controllate dallo stesso emittente che comunica le emissioni) e di tipo 2 (emissioni dirette legate ai consumi energetici necessari per la fabbricazione del prodotto stesso). Questo metodo presenta due vantaggi: in primo luogo, anche se ancora imperfetta, la misurazione dell'impronta di carbonio consente un’iniziale stima globale del rischio e il confronto con diversi indicatori. Inoltre, puntare alla riduzione dell'impronta di carbonio denota una forte volontà di progresso e una reale consapevolezza ambientale".

Neanche questo secondo metodo è perfetto. L'ideale è seguire una tendenza diffusa. "La maggior parte delle soluzioni di investimento si basa sull'ottimizzazione dell'impronta ecologica di carbonio del portafoglio mediante una sovraponderazione o una sottoponderazione delle singole linee sulla base delle stime delle emissioni. Questo approccio mira a ridurre le emissioni totali del portafoglio nell’arco di un certo orizzonte temporale. Tuttavia, il progredire della tecnologia farà in modo di diminuire gradualmente l’impatto del carbonio, pur a portafoglio invariato".

"La misurazione dell’impronta ecologica è quindi una misura imperfetta e non è pertanto sufficiente. Tuttavia, essa rappresenta comunque un'indicazione del rischio climatico sostenuto nei propri investimenti. L’integrazione di tali considerazioni all’interno del processo di investimento è essenziale. Essa deve essere effettuata in modo ponderato e sensato da analisti e gestori che hanno piena consapevolezza di tutte le questioni in gioco nei vari settori economici, come risultato di un'approfondita ricerca fondamentale".

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