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Bankitalia, più mutui e meno sofferenze a gennaio

In crescita i prestiti ai privati, in diminuzione quelli alle imprese. Contestata da Bassi (Forum delle Associazioni Familiari) la sproporzione tra i tassi d'interesse praticati alle famiglie e alle imprese

Bankitalia: gennaio 2019, -10,4% per raccolta obbligazionaria

Arriva il bollettino di Bankitalia, Banche e moneta: serie nazionali, sull’andamento dei tassi d’interesse bancari aggiornati nel mese di gennaio 2019. Partiamo da quelli relativi ai mutui, i prestiti erogati alle famiglie per l'acquisto di abitazioni, comprensivi delle spese accessorie, che fanno registrare un lieve incremento con un 2,31% rispetto al 2,26% di dicembre. Buone notizie sul fronte delle sofferenze che risultano diminuite del 32,5% su base annua (-33,2% a dicembre), per effetto di alcune operazioni di cartolarizzazione.

Il bollettino di Banca d’Italia riferisce anche sullo stato di salute dei prestiti al settore privato che, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, sono cresciuti dell'1% su base annua (1,9% in dicembre). I prestiti alle famiglie, invece, sono cresciuti del 2,6% (come nel mese precedente), mentre quelli alle società non finanziarie sono diminuiti dello 0,7% (erano aumentati dell'1,2% in dicembre). I depositi del settore privato sono cresciuti del 2,3% su base annua (2,6% nel mese precedente), mentre la raccolta obbligazionaria è diminuita del 10,4% (-12,5% nel mese precedente).
 
Infine i tassi di interesse sulle nuove erogazioni di credito al consumo, sui nuovi prestiti erogati alle società non finanziarie e i tassi sulle passività. I primi sono stati pari all'8,19%, mentre i secondi sono risultati pari all'1,47% (come nel mese precedente); quelli sui nuovi prestiti di importo fino a 1 milione di euro sono stati pari al 2,03%, quelli sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia  all'1,04%. I terzi, i tassi passivi sul complesso dei depositi in essere, sono stati pari allo 0,36%.

''La sproporzione nel livello dei tassi d'interesse sulle nuove erogazioni di credito tra famiglie e imprese, certificata oggi da Bankitalia, conferma per l'ennesima volta la difficoltà a far capire agli attori della nostra finanza che la famiglia non è soltanto un soggetto di consumo, ma anche e soprattutto una potenziale immensa risorsa generativa di capitale umano essenziale
alla crescita e allo sviluppo del Paese come, e in alcuni casi ancor più, delle imprese. Per questo, la differenza tra l'8,19% che dovranno pagare le famiglie rispetto all'1,47% per le società non finanziarie èuno schiaffo a chi si sta impegnando per cambiare le cose e restituire fiducia e possibilità di ripartire a tanti nuclei familiari". E' quanto dichiara Vincenzo Bassi, responsabile giuridico del Forum delle Associazioni Familiari, in riferimento ai dati emersi dal bollettino 'Banche e moneta: serie nazionali', appena pubblicato da Banca d'Italia.  "Auspichiamo - aggiunge - un profondo ripensamento di questa 
concezione da parte di chi ha in mano le redini del nostro sistema bancario. Anche da quest'ultimo passa l'inversione di rotta rispetto all'inverno demografico che attanaglia il nostro Paese''.

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