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Debito emergente, il sostegno del Fmi convince Nn Ip

Oggi al primo piano dei Palazzo Parigi a Milano, Marcelo Assalin, head of emerging markets debt di Nn Ip, ha esposto le ragioni per le quali gli investitori punteranno molto sul debito emergente nel corso di quest’anno

Debito emergente, il sostegno del Fmi convince Nn Ip

Oggi al primo piano dei Palazzo Parigi a Milano, Marcelo Assalin, head of emerging markets debt di Nn Ip, ha esposto le ragioni per le quali gli investitori punteranno molto sul debito emergente nel corso di quest’anno.
 
Il punto di vista della società di asset management sull’andamento di questa asset class si distacca a volte dall’orientamento generale. In particolar modo per quanto riguarda lo stato di salute dei fondamentali e per quanto riguarda il reale peso di contese commerciali come quella tra Usa e Cina. Passiamo in rassegna i punti di forza della strategia di Nn Ip sul Emd per il 2019. 

Secondo le previsioni della società il debito emergente renderà tra il 7 e il 10% in valuta forte e tra il 6 e il 7% in valuta locale. Nn Ip guarda con maggiore interesse al debito in valuta locale perché, come ha spiegato Assalin, investire su paesi emergenti o di frontiera vuol dire prendere in considerazione non solo l’asset di riferimento ma anche il contesto nel quale esso si muove. E il contesto degli emergenti oggi è composto da processi di riforme legislative in corso, da investimenti in infrastrutture e politiche monetarie che puntano alla liquidità. Elementi che devono essere analizzati con un sguardo di ampio respiro.
 
“Ci aspettiamo che le valute ad alto beta superino quelle a basso beta, mentre prevediamo una diffusa flessione del dollaro rispetto alle maggiori valute e ai mercati emergenti a causa di vari fattori, tra i quali le valutazioni, l’inversione di diversi trend positivi per il dollaro rispetto allo scorso anno e prospettive economiche più deboli. Per la maggior parte delle banche centrali nell’universo del debito emergente in valuta locale prevediamo un modesto inasprimento della politica monetaria, compensato dal calo dei prezzi energetici e dalle minori aspettative di crescita. Siamo positivi su Argentina e Turchia, un approccio giustificato dal sensibile calo del peso argentino e della lira turca nel 2018”.

Nn Ip si aspetta una sovraperformance del debito dei mercati di frontiera che verrà però sostenuto dalle agevolazioni in arrivo dal Fondo monetario internazionale. “Un orientamento più accomodante delle autorità monetarie negli USA e in Europa offrirà probabilmente un quadro di supporto. Prevediamo inoltre un esito positivo per i negoziati commerciali tra Usa e Cina che dovrebbe favorire i mercati emergenti. A livello di singoli paesi, vediamo valore nei titoli di credito ad alto rendimento di Argentina, Angola e Costa Rica. Nell’area degli strumenti a basso beta favoriamo i paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG) che a seguito dell’imminente inserimento nell’indice Embi forniranno probabilmente un solido supporto tecnico a queste obbligazioni”.
Il rendimento previsto dal debito dei mercati di frontiera si attesta sul 7,6%. Un ottimismo spinto dal probabile sostegno che il Fondo monetario internazionale è prossimo a dare a paesi Zambia, Costa d’Avorio, Pakistan e Argentina, dove Nn Ip presenta posizioni di sovrappeso.
 
Infine l'ultima ragione per guardare al mercato del Emd: le opportunità del debito societario emergente che si concentrano soprattutto sul settore energetico (distribuzione e produzione di elettricità; petrolio) nel primo trimestre del 2019. La società di asset management si aspetta “rendimenti al 6-8% e che l’asset class continuerà a crescere nel 2019 rispetto all’attuale valore di oltre 1.000 miliardi di dollari, portando a una maggiore varianza delle correlazioni e della dispersione rispetto agli spread sovrani. In termini tecnici di mercato, l’offerta corporate dovrebbe allinearsi ai livelli del 2018, mentre i finanziamenti netti dovrebbero continuare a essere gestibili. Dopo essere sceso più del previsto alla fine del 2018, probabilmente il mercato del petrolio rimbalzerà nel primo semestre del 2019, favorendo le società di esplorazione e produzione di minori dimensioni. A livello di singoli paesi, siamo sovrappesati su Cina e Brasile e monitoriamo la Turchia in una prospettiva tecnica, mentre abbiamo una posizione sottopesata in Messico a causa del rischio politico”.
 

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