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REPORT CONSOB

Quotate, in Italia vince il modello del principale azionista

Durante il convegno della Consob è stato presentato il rapporto sulla corroborate governance in Italia. Deludente la presenza femminile media dei board

Consob, in Italia prevalgono i principali azionisti

La presidente vicaria di Consob, Anna Genovese, durante il convegno Italy Corporate Governance 2018

Alla fine del 2017 la maggior parte delle 231 società quotate risulta controllata o da un singolo azionista (177 emittenti) o da più azionisti aderenti a un patto parasociale (22 imprese). Nel 2010 erano rispettivamente 181 e 5. E' quanto emerge dal Rapporto Consob 2018 sulla corporate governance delle società, presentato stamattina durante il convegno organizzato nell’auditorium Consob di Piazza Verdi a Milano.
 
Il rapporto parla di una quota media detenuta dal principale azionista pari al 47,7%; dato superiore al valore del 2010, pari al 46,2%. Mentre il mercato, mediamente, detiene una quota di capitale del 40%. Come nel passato, il modello di controllo prevalente continua a essere quello familiare, presente in 145 società. Lo Stato è azionista di riferimento in 23 imprese di dimensioni elevate, che rappresentano il 34% della capitalizzazione di mercato.
 
Deludente il numero di donne nei board societari. A giugno 2018 la presenza femminile raggiunge il 36% del totale degli incarichi di amministrazione e il 38% degli incarichi di componente degli organi di controllo, in entrambi i casi registrando i massimi storici per effetto dell'applicazione della Legge Golfo-Mosca (legge 120/2011). E' quanto emerge dal  o Consob 2018 sulle società quotate. 
 
La maggioranza degli emittenti ha già riservato al genere meno rappresentato la quota di un terzo dei componenti del board, sia nel caso delle società giunte al secondo e al terzo rinnovo del board successivo alla legge (rispettivamente 156 e 24 con una presenza femminile pari al 36%) sia nel caso degli emittenti al primo rinnovo. Mentre aumenta rispetto al passato la quota di donne qualificate come indipendenti (72% a metà 2018 a fronte del 69% nel biennio precedente), si riduce lievemente il numero di casi in cui una donna ricopre la carica di amministratore delegato (14 dai 17 rilevati a giugno 2017).
 
La presenza delle donne nel board risulta più pronunciata nelle grandi aziende e nel settore dei servizi. Gli amministratori family sono presenti solo nelle società a controllo familiare, dove pesano per il 27%, dato in diminuzione rispetto agli anni precedenti. 
 
Platea delle grandi occasioni oggi per Corporate governance, creazione di valore e crescita - Le analisi di Consob, Comitato per la Corporate Governance e Assonime-Emittenti Titoli". Tra i partecipanti Anna Genovese, presidente vicario Consob; Laura Castelli, sottosegretario ministero Economia; Roberto Ulissi (Eni), e Patrizia Grieco, presidente Enel.
 
A proposito di corporate governance italiana è stato interessante l’intervento di apertura di Genovese con il quale ha parlato della crisi in corso del modello seguito fino ad oggi, quello che punta a massimizzare in ogni modo legittimo il valore delle partecipazioni degli azionisti. “Quali che siano le declinazioni (reddituale, patrimoniale, negoziale) di questo valore”, ha detto la presidente vicaria dell’autorità di vigilanza nel suo discorso di apertura dei lavori, “esso è entrato in crisi sotto il peso dei suoi limiti e in qualche caso dei suoi fallimenti. Si richiede in Europa, e non soltanto, un nuovo paradigma di inquadramento della funzione gestoria, più articolato e che tenga insieme ulteriori variabili. Il lungo termine come prospettiva temporale da prediligere, la sostenibilità come chiave di composizione delle tensioni, la responsabilità sociale come formula per assicurare 'lunga vita' all'impresa, diventano gli ulteriori fattori da considerare per la gestione dell'impresa societaria, comunque rivolta al profitto”.
 
 
 

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