Agile Business Day

Scuola Credem ospita il workshop di Giovanni Puliti

Il consulente It, fondatore della rivista Mokabyte, dedicherà la lezione alla teoria dell’antifragilità. Sarà presentato un framework utile per identificare i punti di debolezza nell'organizzazione del lavoro

Scuola Credem ospita il workshop di Giovanni Puliti

Giovanni Puliti durante uno dei suoi workshop

Agile Business Day On Tour sarà ospite della Scuola Credem il 23 marzo per una tappa dedicata ai vari aspetti della corporate governance. Identificare i punti di debolezza di un’azienda, definire delle strategie per far evolvere l’organizzazione rendendola capace di affrontare al meglio le difficoltà del contesto economico e quali strategie può adottare un’impresa per trarre vantaggio dall’incertezza.
 
Agile Business Day è una conferenza Italiana di respiro internazionale che copre a 360 gradi i temi dell’agilità intesa a livello di business, organizzativo, tecnico e umanistico che quest’anno si svolgerà il 13 e 14 settembre a Venezia. Credem ospiterà questo incontro nella sede della sua struttura di formazione di Reggio Emilia, con l’obiettivo di porsi come interlocutore di riferimento per il territorio non solo in ambito bancario ma anche per quanto riguarda le tematiche di innovazione del business.   

“Negli ultimi anni”, spiega Piergiorgio Grossi, chief innovation officer di Credem, “siamo stati invasi da quella che tanti chiamano rivoluzione digitale: un cambiamento epocale che ai più pare tecnologico ma che si dimostra essere molto più profondo, una vera rivoluzione di pensiero e comportamento. In questo contesto”. 

Nel dettaglio, il workshop sarà tenuto da Giovanni Puliti che lavora come consulente nel settore dell’It da oltre 20 anni. Nel 1996, insieme ad altri collaboratori crea MokaByte, la prima rivista italiana web dedicata a Java. Da diversi anni ha abbracciato le metodologie agili offrendo il suo supporto come coach agile. Dopo una introduzione sulla teoria dell’antifragilità, sarà presentato un framework utile per identificare i punti di debolezza della propria organizzazione e poter definire un piano di trasformazione in ottica antifragile.

“Essere antifragili vuol dire non solo saper resistere alle perturbazioni esterne, ma soprattutto avvantaggiarsene, intervenendo sugli aspetti che evidenziano fragilità e cambiarli per trasformare la propria organizzazione verso un sistema antifragile”, si legge nella nota dell’istituto di credito. 

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