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Tecnocasa: compravendite in crescita, giù l’offerta

Bologna, Milano e Verona al primo posto per l'aumento degli affitti dovuto a una domanda vivace a cui corrisponde un'offerta sempre più esigua. Nessuna novità in vista per il 2019

Tecnocasa, crescono le compravendite ma si riduce l’offerta

Crescono le compravendite di immobili in Italia. Lo dice Tecnocasa con il suo ufficio studi autore di un’analisi sull’andamento del settore nel 2018. L’incremento è del 6,7% rispetto al 2017. Nella seconda metà dell’anno sono rallentati a macchia di leopardo i prezzi a testimonianza di una crescita lenta e in salita “fatta eccezione per alcune realtà particolarmente dinamiche”, commenta Fabiana Megliola (in foto) responsabile dell’ufficio studi del gruppo immobiliare. “Sembra esserci in atto una sorta di selezione immobiliare con città particolarmente attrattive in cui i prezzi crescono e realtà in cui le condizioni perché questo avvenga sono ancora lontane".
 
"La domanda immobiliare”, dice l’analista, “è vivace sia come abitazione principale sia come investimento ma l'offerta inizia a ridursi, soprattutto nelle grandi città, con la conseguenza che i tempi di vendita stanno ulteriormente riducendosi. Infatti, gli ultimi dati li danno intorno a 129 giorni nelle grandi città, 163 giorni nell'hinterland di queste ultime e 152 giorni nei capoluoghi di provincia”.
 
In un anno si sono ridotti mediamente di una settimana. Le città dove gli immobili si vendono più velocemente sono Bologna con 94 giorni e Milano con 100 giorni. Occorre più tempo, 173 giorni, per collocare l'immobile a Bari.

L'analisi delle compravendite a livello italiano e realizzate attraverso le agenzie del gruppo Tecnocasa evidenzia che il 75,4% delle transazioni si concentra sull'abitazione principale, il 18,4% sulla casa ad uso investimento ed il 6,2% sulla casa vacanza. Particolarmente elevata la componente di acquisto ad uso investimento su Napoli (40,9%) e su Verona (30,8%), città in cui ha preso piede l'investimento con finalità turistica. In generale si rileva che l'investimento immobiliare attira comunque capitali grazie a rendimenti annui lordi intorno al 4,9%.
 
Continuano a salire i canoni di locazione: nel secondo semestre del 2018 si registra un aumento del 2,3% sui monolocali, del 2,0% sui bilocali e del 2,6% per i trilocali. Bologna, Milano e Verona sono tra le città che registrano il maggiore incremento dei canoni di locazione determinato da una domanda vivace a cui corrisponde un'offerta sempre più esigua. Questo, in alcune città, è legato all'avanzare delle locazioni turistiche, fenomeno con cui gli operatori immobiliari si confrontano ormai da diversi semestri. Il 57% di chi ha preso casa in affitto lo ha fatto per abitazione principale, il 9,4% per motivi legati allo studio e 33,6% per motivi legati al lavoro. In aumento il ricorso al contratto transitorio.
 
Nel 2019 il mercato immobiliare registrerà un andamento in linea con quello dell'anno appena terminato. Volumi che potranno confermarsi anche per l'anno in corso. A livello di prezzi, nelle grandi città, ci sarà una leggera salita (tra +1% e +3%). Le realtà più piccole e intermedie, come i comuni dell'hinterland e i capoluoghi di provincia, risulteranno dinamiche in termini di transazioni ma piuttosto stabili a livello di valori, con una possibile eccezione della prima cintura delle grandi metropoli, influenzata dall'andamento di queste ultime.
 
Una valutazione del futuro immobiliare non può prescindere dall'andamento del settore del credito e dell'economia in generale. I mutui resteranno ancora favorevoli ed il mercato del credito non si discosterà molto dai risultati del 2018. Importante per il futuro del mercato immobiliare sarà la fiducia, legata alla ripresa dell'economia e dell'occupazione.

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