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Il senso di Allianz Gi per gli investimenti tematici

Consumi, regolamentazioni nazionali, livello tecnologico e cambiamenti demografici. Sono le direttrici su cui si muove la società su mercati come quello della pet economy. Ne ha parlato alla stampa dall'head of product specialists equity Europe, Holger Wehner

Il senso di Allianz Gi per gli investimenti tematici

Holger Wehner, head of product specialists equity Europe di Allianz Gi (immagine da YouTube)

Il valore della ricerca e dell’aggiornamento sull’andamento dei mercati nel settore degli investimenti tematici e nei megatrend. È stato questo il tema dell’incontro mattutino organizzato nella sede milanese di Allianz Gi tra stampa e Holger Wehner, head of product specialists equity Europe.
 
Un appuntamento importante anche per approfondire la strategia che la società di investimenti ha avviato sul fronte della pet economy a distanza di una decina di giorni dal lancio di un fondo dedicato, Allianz Pet and Animal Wellbeing. Il primo nel suo genere in Italia e perfetto caso di specie per spiegare quanto sia fondamentale il lavoro di ricerca e studio nella costruzione di portafogli dedicati a mercati volatili quanto redditizi.
 
leggi anche: Allianz Gi, un fondo sulla pet economy
 
"Approcciarsi all’economia che si sta sviluppando intorno agli animali da compagnia”, ha spiegato Wehner, “richiede conoscenza approfondita del settore. Allianz Gi è specializzata in insurance ma un settore così nuovo e allo stesso tempo globale, richiede un rinnovato impegno”. Il gap di conoscenza, ad esempio dell’assicurativo legato a cani e gatti, viene colmato ampliando la platea delle fonti da cui attingono informazioni i portfolio manager.

“Non possono bastare le comunicazioni delle aziende protagoniste del mercato, né i dati provenienti da analisti e strategic manager. Per questo motivo, per quel che riguarda gli animali da compagnia, manteniamo un dialogo costante con i veterinari e con i proprietari di animali”, spiega l’head of product specialists equity Europe. Questo modus operandi permette di mappare i mercati più maturi (in questo caso gli Usa) e quelli in grande crescita che presentano importanti capitali, ma ancora non così strategici (come la Cina) dal punto di vista di un fondo dedicato.

Con questa research strategy si ottiene un alto livello di qualità dell’investimento al centro degli equity fund e, di conseguenza, anche dei portafogli.
 
La stessa logica viene applicata agli altri investimenti attivi tematici, cari ad Allianz Gi. Come quello dell’intelligenza artificiale e della mobilità sostenibile. Ambiti in cui l’attività di private equity deve destreggiarsi tra molti fattori. Il manager di Alliaz Gi porta come esempio quello di Tesla, una delle case automobilistiche leader nella produzione di veicoli elettrici. Per decidere di investire su un’azienda come questa non è importante solo la valutazione del know-how nella produzione di batterie al litio; è altrettanto importante valutare l’andamento del prezzo della materia prima e la posizione dell’azienda su tale mercato.

Complesse anche le scelte nell'ambito dell'Ai, dove il fattore "hype" rischia di togliere lucidità ad investitori e gestori. Su questo, il manager di Allianz Gi spiega ad investiremag.it che questo rischio fa parte del gioco. Un gioco affrontato con molta serietà. "Prevediamo che nel corso del tempo l'esposizione del portafoglio si sposterà sempre di più verso la parte abilitata all'AI, poiché è un settore destinato a diventare sempre più parte dei processi aziendali in qualsiasi ambito dell'economia", puntualizza Holger Wehner.

Consumi, regolamentazioni nazionali e livello tecnologico, insieme ai cambiamenti demografici, sono le direttrici su cui si muove una società come Allianz Gi per svincolarsi da metriche di un titolo o di un mercato (benchmark) e immergersi nell’economia reale.

Sul fronte demografico, è ovviamente molto alta l’attenzione sulla generazione dei Millennial, i nuovi consumatori che con le proprie preferenze danno importanti suggerimenti sia sul settore della pet economy (spesso sono loro a stringere i rapporti più stretti con l’animale di casa e che quindi se ne prendono cura) e sia su quello tecnologico (sono loro i principali fruitori di social media e tecnologie intelligenti).

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