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Mettete l'acqua nei vostri investimenti

Secondo l'Unesco, entro il 2030, ci sarà una carenza del 40% di acqua dolce. Riciclo, manutenzione degli impianti e riduzione dei consumi: sono i tre ambiti su cui puntare. L'analisi di Cédric Decamp e Marc-Olivier Buffle (Pictet Am)

Mettete l'acqua nei vostri investimenti

Alla fine ci siamo arrivati. Dopo decenni di avvisi e avvertimenti, l’acqua, il più diffuso composto chimico in natura fatto di due atomi di idrogeno legati ad un atomo di ossigeno, è entrato nella lista delle risorse scarse.
 
Pure essendo alla base di ogni organismo vivente, secondo dati universalmente riconosciuti, soltanto lo 0,25% di questo liquido è infatti fruibile dall’essere umano. L’acqua è oggi un elemento sempre meno utilizzabile a fini alimentari. “Il resto è troppo salata, troppo inquinata o ghiacciata. Secondo l'Unesco, entro il 2030, il nostro pianeta dovrà fare i conti con una carenza del 40% di acqua dolce”. Lo scrivono Cédric Decamp (in foto a sx) senior investment manager di Pictet Asset Management e il collega Marc-Olivier Buffle (in foto a dx), senior product specialist. 
 
“Dobbiamo chiaramente fare un passo avanti con l'acqua. Ciò significa consumare meno, riciclare di più e attingere alle riserve attualmente inutilizzabili”.
 
Parallelamente, anche la finanza può fare la sua parte. In particolare, gli investitori tematici. “Per raggiungere questo obiettivo occorrono investimenti sia nel settore pubblico che in quello privato, in programmi educativi per tutte  le età e servono tecnologia  e innovazione per migliorare la produttività dell'acqua come risorsa. La ‘strategia water’ di Pictet Asset Management è incentrata sul contributo che gli investimenti e la tecnologia  possono offrire”.
 
Consumare meno. “L'agricoltura è uno dei principali campi di applicazione della tecnologia  idrica, dato che l'ammontare di gran lunga maggiore del prezioso liquido è utilizzato in questo settore. Rappresenta il 70% del consumo totale mondiale, pari a circa 5.000 km cubi l'anno”.
 
Un ambito di investimento molto interessante, in questo senso, è l'irrigazione di precisione. “È una delle innovazioni che mirano a tutelare la risorsa idrica”, scrivono i due manager di Pictet, “sia riducendo il consumo idrico nell'agricoltura, sia limitando il quantitativo di fungicidi, erbicidi e pesticidi necessari, in modo tale da ridurre l'inquinamento dell'acqua”.
 
“La nuova tecnologia IoT basata su sensori”, continuano, “ad esempio, è in grado di stabilire esattamente quando occorre  irrigare e in che quantità. Ciò riduce il consumo di acqua e aumenta il rendimento del raccolto”.
 
“Su scala più ridotta, gli irrigatori intelligenti, controllati attraverso una app per smartphone, possono ridurre il consumo idrico per il giardinaggio domestico. Queste  tecnologie costituiscono già un grande  business. Si prevede che entro il 2025 il mercato dei sistemi di micro-irrigazione triplicherà le sue dimensioni fino a raggiungere 14,9 miliardi di dollari”.
 
Riciclare di più. “Le società del settore privato sono pronte alla sfida, con un mercato del recupero delle acque reflue che cresce del 20% l'anno. Qui il problema tecnologico consiste nell'eliminare i micro-inquinanti, che possono causare problemi ambientali e di salute”, spiegano Lecamp e Buffle. “Se possiamo ripulirle, tuttavia, le acque di scarico diventano una risorsa formidabile”.
 
“Grazie ai progressi della chimica analitica, siamo adesso in grado di misurare le concentrazioni fino a particelle  per migliaia di miliardi, l'equivalente di una goccia di impurità in 500.000 barili di acqua. Ciò offre un livello di attendibilità superiore per la qualità dell'acqua trattata, addirittura spalancando la porta alla possibilità che l'acqua riciclata diventi idonea al consumo umano,  invece che solo per uso industriale”.
 
Manutenzione degli impianti. “L'invecchiamento delle infrastrutture è un problema importante. Nei soli Stati Uniti, 6400  miliardi di litri di acqua potabile  trattata vanno sprecati ogni anno a causa delle perdite  della rete idrica, per un costo pari a 2,6 miliardi di dollari”.
 
“Sovente i contatori dell'acqua intelligenti possono essere il primo punto di partenza, in quanto saranno in grado di registrare le variazioni nell'uso dell'acqua. A Barcellona, ad esempio, i clienti dotati di contatore intelligente  sono avvisati tramite  email o telefono quando vengono rilevati consumi  maggiori o perdite, Questo strumento ha aiutato  la città a ridurre di un quinto il consumo idrico pro capite”.
 
“Per ottenere l'effetto massimo, i dati dei contatori intelligenti devono essere amalgamati, uniti alle informazioni provenienti da altri sensori e analizzati per identificare problemi esistenti o futuri”.
 
“Qui entrano in gioco società come Visenti, con sede a Singapore. La piattaforma IoT di Visenti può gestire i dati sui flussi, sul volume totale,  sulla pressione e sulla qualità dell'acqua, fornendo  informazioni in tempo reale e inviando avvisi in caso di anomalie”.
 
“Gli ispettori di rete robotici”, chiosano i manager di Pictet Am, “come quelli progettati da Pure Technologies, sono un'altra linea di difesa, soprattutto per condutture di grosso calibro. La società di proprietà di Xylem ha anche sviluppato SmartBall, un dispositivo natante in grado di misurare l'attività acustica al fine di rilevare le perdite".

"Insieme, queste tecnologie  comprovate, e quelle nuove attualmente in fase di sviluppo,  possono contribuire a garantire che vi sia sufficiente  acqua pulita sul pianeta. In quanto investitori, abbiamo l'opportunità di essere in prima linea in questa ondata nuova e in rapida crescita.

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