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No-deal Brexit, l’ultimatum Consob agli intermediari Uk

Le società del Regno Unito operanti nel nostro paese avranno 40 giorni di tempo per fornire informazioni agli investitori italiani

 Le società del Regno Unito operanti nel nostro paese avranno 40 giorni di tempo per fornire informazioni agli investitori italiani

Gli intermediari del Regno Unito che operano in Italia dovranno fornire informazioni ai propri investitori sul sistema (Ics) che è chiamato a tutelarli. Comunicazioni che dovranno essere fatte “il più presto possibile e, in ogni caso, non oltre quaranta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto”.
 
Lo scrive la Consob nella sua comunicazione numero 8 del 29 marzo scorso in previsione di una Brexit con no-deal.
 
“Alla stessa data”, continua l’istituto di vigilanza “le banche e le imprese di investimento del Regno Unito che operano in regime di libera prestazione di servizi aderiscono di diritto al suddetto Ics, a meno che non presentino a tale sistema una dichiarazione degli Ics del Regno Unito attestante che i loro investitori saranno protetti da questi ultimi”.
 
Entro trenta giorni dalla data della Brexit, entrambe le sopra menzionate categorie di intermediari britannici dovranno prendere contatti con l’Ics italiano, il Fondo Nazionale di Garanzia (www.fondonazionaledigaranzia.it) per perfezionare gli atti richiesti per l’adesione, compreso l'adempimento degli obblighi di contribuzione”.
 
Per consentire agli investitori di conoscere quale Ics è chiamato a tutelarli, tutti gli intermediari suddetti dovranno fornire adeguate informazioni ai propri investitori, il più presto possibile e, in ogni caso, non oltre quaranta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto legge n. 22. La comunicazione dovrà essere chiara e formulata in un linguaggio semplice. Gli investitori dovranno inoltre essere resi edotti del referente da contattare per richiedere ulteriori informazioni o chiarimenti”.
 
Lo stesso vale per banche e imprese di investimento del Regno Unito che rientrano nel provvedimento. Anche questi soggetti “dovranno fornire informativa dell’avvenuta comunicazione agli investitori alla Consob - Divisione Intermediari, entro cinquantacinque giorni dalla data di entrata in vigore del decreto legge n. 22/2019, all'indirizzo di posta elettronica certificata ([email protected])”. 
Le disposizioni si applicano anche alle banche, alle imprese di investimento e ai gestori di fondi che intendono o sono tenuti a cessare la loro operatività. 

Con un’altra comunicazione, la numero 7 del 26 marzo, Consob richiede ai consulenti finanziari britannici che operano in Italia e agli italiani operanti in Uk, di prendere ulteriori provvedimenti sempre in previsione di un rischio no-deal.
 
Un evento temuto, l’uscita del Regno Unito dall’Ue  “tenuto conto del fatto che la hard Brexit fa immediatamente venire meno i benefici del passaporto europeo, grazie al quale gli intermediari dei Paesi membri della Ue sono abilitati ad operare in tutto il territorio comunitario, le imprese britanniche presenti in Italia dovranno cessare la propria attività nel nostro Paese”. Lo stesso problema si presenterebbe per le imprese italiane presenti nel Regno Unito. 
 
Tale rischio può essere evitato. “Gli operatori di entrambi i Paesi”, comunica Consob, “possono nei casi previsti dal decreto proseguire la propria attività usufruendo del regime transitorio per diciotto mesi dalla data di recesso, previa notifica alle autorità nazionali competenti”. Mentre le imprese che cesseranno l’attività sono tenute “a darne comunicazione alla propria clientela, retail e professionale, secondo modalità differenziate in base al tipo di cliente”.
 
Come nel caso del sistema Ics, anche in questo “le informazioni devono essere chiare e comprensibili, tali da rappresentare compiutamente tutti gli effetti della Brexit sulla clientela anche ai fini di un’eventuale chiusura dei rapporti in essere. Tutti gli intermediari britannici devono comunicare alla Consob specifiche informazioni sui rapporti in essere con i clienti italiani alla data del recesso, entro i 15 giorni successivi a tale ultima data”.
 

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