conti 2018

Il gruppo Zucchi ristruttura il debito e punta al rilancio

Il gruppo avvia la ristrutturazione del debito dal 30 milioni di euro e chiude il 2018 con un positivo di 4,3 milioni di euro, rispetto ai 3,6 dell'esercizio precedente

Il gruppo Zucchi ristruttura il debito e punta al rilancio

Il consiglio di amministrazione della Vincenzo Zucchi spa - società quotata presso l’Mta di Borsa Italiana (IT0000080553) ha approvato il progetto di bilancio relativo all’esercizio 2018.

Il fatturato consolidato al 31 dicembre 2018 è stato pari a 83,0 milioni di Euro, in aumento del 7,7% rispetto a 77,1 milioni di euro dell’esercizio precedente. Con riferimento alle vendite nei mercati geografici in cui opera il Gruppo, l’Italia ha registrato un incremento delle vendite pari al 7,0%. 
Le vendite negli altri paesi europei hanno invece registrato un aumento del 10,9% grazie all’incremento delle vendite registrate dalle filiali commerciali, mentre le vendite dei paesi extraeuropei hanno registrato una riduzione dell’ 11,7% rispetto all’esercizio precedente. 
Il margine delle attività operative migliora rispetto all’esercizio precedente passando da un risultato positivo di 5,2 milioni di Euro, dell’esercizio 2017, ad un risultato positivo pari a 6,9 milioni di Euro al 31 dicembre 2018. 
L’Ebitda, al netto degli oneri e proventi non ricorrenti, è stato positivo per 9,0 milioni di Euro rispetto al valore di 7,0 milioni di Euro positivi nell’esercizio 2017. Il miglioramento è giustificato dall’incremento del fatturato.

l risultato operativo (Ebit) è stato positivo per 6,8 milioni di euro (5,2 milioni di Euro nell’esercizio 2017). I risultati conseguiti consentono di ritenere che il Gruppo abbia correttamente intrapreso misure idonee ad avviare il percorso di turnaround previsto nel piano industriale, attivandosi con la massima tempestività al fine di individuare (e, successivamente, di implementare) le misure industriali più acconce allo scopo. 
Il risultato dell'esercizio 2018 è positivo per 4,3 milioni di euro (3,6 milioni di euro nell’esercizio 2017).

L’indebitamento finanziario netto del gruppo è pari a 69,3 milioni di Euro, in diminuzione rispetto all’esercizio precedente (78,1 milioni di Euro). La remissione del debito da parte delle banche finanziatrici è giuridicamente efficace a far data dal 18 maggio 2016 avendo dato atto, la banca agente, dell’avveramento di tutte le condizioni sospensive. 
Quindi, giuridicamente, essendosi verificato il perfezionamento delle condizioni sospensive della remissione, questa è efficace e produce gli effetti estintivi di cui all’art. 1236 cod. civ.; ossia la capogruppo ha il diritto di non pagare il debito, eccependo che lo stesso al momento ha formalmente cessato di esistere e la situazione patrimoniale ex art. 2447 cod. civ., presente ed attuale all’epoca della stipula dell’accordo di ristrutturazione, e tale rimasta sino all’avveramento delle condizioni sospensive, è da considerare superata e rimediata.

Il patrimonio netto consolidato al 31 dicembre 2018 è stato negativo per 17,3 milioni di euro, rispetto al valore già negativo di 21,8 milioni di euro registrato nel 2017.
Il risultato patrimoniale al 31 dicembre 2018, come pure il dato relativo all’indebitamento finanziario netto, non recepisce ancora la remissione del debito (pari a circa 49,6 milioni di Euro) da parte delle banche finanziatrici pur essendosi verificato il perfezionamento delle condizioni sospensive della remissione ed avendo quest’ultima acquisito efficacia producendo, in tal modo, gli effetti estintivi di cui all’art. 1236 cod. civ..

In ottemperanza alla richiesta avanzata dalla Consob, protocollo n. 910055189, avente ad oggetto gli obblighi di informativa ai sensi dell’art. 114, comma 5 del D. Lgs. n. 58/1998, si segnala quanto segue:
a. il grado di rispetto di eventuali covenant, dei negative pledge e di ogni altra clausola dell’indebitamento della Vincenzo Zucchi spaccomportante limiti all’utilizzo delle risorse finanziarie, con l’indicazione a data aggiornata del valore assunto dai parametri di riferimento di dette clausole
In data 23 dicembre 2015 Vincenzo Zucchi spa (la “Società”) ha sottoscritto un accordo di ristrutturazione del debito bancario al quale hanno aderito il pool di banche creditrici composto da Unicredit spa, Intesa Sanpaolo spa, Banca Popolare di Milano scarl, Banca Popolare di Bergamo spa. nonché Banca Nazionale del Lavoro spa., Astrance Capital sas, Gb Holding srl e Gianluigi Buffon.
Con due distinte operazioni, la società Dea Capital Alternative Founds Sgr spa ha acquisito pro soluto da Banca Intesa spa., Banca Nazionale del Lavoro spa., UniCredit spa e Ubi Banca spa i crediti ed i relativi diritti per 21,321 milioni di euro. Quest’ultimi fanno parte dei 30 milioni di euro allocati nell’accordo di ristrutturazione alla voce “debito trasferito”. 
L’accordo di ristrutturazione del debito bancario prevede, tra l’altro, il rilascio, da parte della Vincenzo Zucchi spa, di alcune dichiarazioni e garanzie ed il rispetto da parte della stessa di alcuni parametri finanziari (patrimonio netto, che non dovrà essere inferiore ad euro 5 milioni, ed indebitamento finanziario consentito, il quale non dovrà essere superiore ad Euro 42,5 milioni) e di obblighi di fare e non fare tipici per operazioni di ristrutturazione del debito. 

I suddetti obblighi resteranno efficaci sino alla successiva tra (i) la data di sostituzione delle linee di credito auto liquidanti ed il rimborso di ogni somma dovuta a titolo di anticipazione dei crediti commerciali effettuata ai sensi dell’accordo di ristrutturazione e (ii) il 31 dicembre 2017, salvo per alcuni parametri che resteranno efficaci sino alla scadenza dell’accordo di ristrutturazione, ossia la data che cade il giorno successivo al 6° mese all’ultimo pagamento dovuto in base all’accordo stesso ed il 31 dicembre 2020. 

L’accordo in oggetto scadrà in data 31 dicembre 2020. 

Le previsioni dell’accordo di ristrutturazione, ad eccezione di quelle relative alla concessione delle linee di credito auto liquidanti, si applicheranno, ai sensi dell’articolo 182-septies della legge fallimentare, anche a Banco Popolare S.C.. 

Il rispetto dei parametri finanziari è soggetto a verifica, come previsto dall’accordo di ristrutturazione, con riferimento a ciascun bilancio annuale approvato a partire dall’esercizio 2016. 

Con riferimento ai parametri finanziari previsti alla data di verifica del 31 dicembre 2018 (il cui mancato rispetto costituisce condizioni risolutiva) si segnala quanto segue: 

il patrimonio netto della capogruppo ammonta ad un valore negativo pari ad 25.460 euro che rettificato della remissione del debito, qualora fosse stata contabilizzata alla data di efficacia dell’accordo, determinerebbe un Patrimonio Netto positivo pari a 23.774 euro e, pertanto, congruo con i valori di cui all’accordo.

Il valore dell’indebitamento finanziario ammonta a 86.066 euro che rettificato della remissione del debito, qualora fosse stata contabilizzata alla data di efficacia, e del debito trasferito, qualora fosse già stato realizzato il conferimento del ramo di azienda in Spv o al Fondo Immobiliare, determinerebbero un Indebitamento Finanziario pari a 6.488 euro e, pertanto, anch’esso congruo.
Per quanto sopra esposto, i Parametri Finanziari risultano rispettati.
Non esistono altri contratti che prevedano il rispetto di eventuali covenants, negative pledge e di ogni altra clausola dell’indebitamento.

b. l’approvazione e/o stato di avanzamento del piano di ristrutturazione del debito finanziario del gruppo Zucchi 

Il 17 dicembre 2015 il consiglio di amministrazione della Vincenzo Zucchi spa ha approvato un nuovo piano industriale propedeutico alla ristrutturazione dell’indebitamento, da espletarsi mediante la manovra finanziaria che, unitamente all’individuazione di nuove linee strategiche sotto il profilo industriale, salvaguardi la continuità aziendale (diretta o, quantomeno, indiretta), la quale costituisce la migliore tutela dell’integrità e del valore del patrimonio sociale e, pertanto, sia pure in via mediata, delle aspettative di soddisfacimento del ceto creditorio. 

Il piano industriale (relativo al periodo 2015-2020), finalizzato ad enucleare un percorso di ristrutturazione e rilancio della società, è teso a recuperare redditività e capacità di generare cassa con la gestione operativa, nonché a migliorare la gestione finanziaria. 

In particolare, il menzionato piano prevede una nuova proposizione commerciale (“power of one”), da realizzarsi mediante la razionalizzazione dell’offerta, il riposizionamento dei marchi in ottica di maggiore complementarietà e la conversione in doppia - insegna (“Zucchi” e “Bassetti”) dei punti vendita. 

Il percorso si sviluppa in due fasi successive, con l’obiettivo di ottimizzare il trade-off tra una sufficiente generazione di cassa nell’orizzonte considerato e il riposizionamento dei marchi al fine di garantire la continuità aziendale nel lungo termine. 

La prima fase, relativa al periodo compreso tra il 2015 e il 2017, può definirsi di “turnaround” ed è caratterizzata dalla semplificazione dell’offerta, dalla razionalizzazione dei punti vendita (attraverso la chiusura di quelli che si trovano in una situazione di perdita strutturale), da iniziative volte alla stabile riduzione del costo del venduto (nobilitazione e confezionamento) e dei costi operativi (anche con revisione dell’organico). 

La seconda fase (2017-2020) è invece di “sviluppo” ed è destinata a tradursi nella maggiore complementarietà dei marchi (grazie all’eliminazione delle sovrapposizioni sui posizionamenti di prezzo), il tutto in un contesto di crescita sui mercati esteri (anche grazie alla prevista accelerazione di quello cinese), che potrà essere sfruttata mediante l’instaurazione di adeguati rapporti negoziali con distributori locali e con lo sviluppo del business delle licenze attive. 

c. lo stato di implementazione del piano industriale di Zucchi, con l’evidenziazione degli eventuali scostamenti dei dati consuntivati rispetto a quelli previsti. 

La società ha lavorato per il miglioramento dei margini stimati anche se il confronto tra l’esercizio 2018 verso l’esercizio 2017 evidenzia una riduzione nella marginalità in termini percentuali, spiegabile con un forte ordine di materiale “promozionale” che storicamente presenta marginalità basse rispetto ad altri canali. Tuttavia, l’incremento 

delle vendite ha generato un incremento in termine assoluto del margine industriale rispetto all’esercizio precedente. 

I risultati conseguiti consentono di ritenere che il gruppo abbia correttamente intrapreso misure idonee ad avviare il percorso di turnaround previsto nel piano industriale, attivandosi con la massima tempestività al fine di individuare (e, successivamente, di implementare) le misure industriali più acconce allo scopo. 

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