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Allianz Gi, gli italiani hanno fame di gestione attiva

Il report dal titolo "Staying Active: how to regain trust in active management" è stato condotto su un campione di 500 investitori istituzionali di tutto il mondo. Il 90% degli italiani dichiara che i gestori attivi sono nella posizione migliore nel mercato attuale

Allianz Gi: gli italiani hanno fame di gestione attiva

Andreas Utermann, ceo di Allianz Global Investors

La gestione attiva si conferma una delle strategie più adatte ad affrontare le incertezze attuali dei mercati. Lo dice anche il report pubblicato da Allianz Global Investors.

Lo studio dal titolo Staying Active: how to regain trust in active management (Restare attivi: come riconquistare la fiducia nella gestione attiva), condotto su un campione di 500 investitori istituzionali di tutto il mondo (di cui 30 italiani) con un patrimonio gestito di Usd 15.000 miliardi, evidenzia come i gestori attivi si trovino nella posizione migliore per aiutare gli investitori a superare le sfide giudicate importanti, ma godano di scarsa fiducia.
 
Meno di un quarto del campione globale (23%) ritiene che i portafogli gestiti attivamente giustifichino i costi; in Italia la percentuale scende addirittura al 13%. Tuttavia, il 73% degli intervistati italiani è convinto che i gestori abili siano in grado di ottenere una performance superiore, rispetto al 50% degli intervistati a livello globale.

Il 71% del campione mondiale e addirittura il 90% di quello italiano dichiarano, invece, che i gestori attivi sono nella posizione migliore per sfruttare appieno le opportunità di investimento offerte dalla trasformazione digitale.
 
Dalla ricerca emerge anche che la performance, per quanto importante, non rappresenta l’unico fattore su cui si basa la scelta del gestore da parte dell’investitore: per il 48% dei partecipanti è uno dei primi 3 criteri di selezione.

Gli intervistati hanno inoltre espresso una chiara preferenza per le relazioni di lungo periodo e ad ampio spettro con le società di gestione in grado di comprendere i propri obiettivi finanziari e le criticità (41%). Al gestore si chiede inoltre la capacità di evolvere in linea con le esigenze del cliente, con possibili vantaggi per entrambe le parti (40%).

Lo studio di Allianz Gi individua cinque aree chiave in cui gli asset manager dovrebbero migliorare il servizio per riconquistare la fiducia degli investitori e creare relazioni di lungo periodo: offrire approcci al rischio innovativi (meno di metà degli intervistati ritiene di disporre di soluzioni e strumenti adeguati per far fronte al tail risk); promuovere gli investimenti Esg (il 61% del campione riconosce ai gestori attivi una funzione di stewardship maggiore rispetto ai gestori passivi – sotto questo aspetto l’Italia spicca con una percentuale del 93%).
 
Riguardo al capitolo “sostenibilità", il report rivela anche che il 72% dei soggetti istituzionali intende gestire l’intero patrimonio nel rispetto dei principi Esg entro il 2030, e quasi 2 su 5 (38%) entro il 2025. Anche in questo caso l’Italia si distingue per percentuali decisamente più alte, rispettivamente l’80% e il 53%.
 
Proseguiamo con la terza area chiave individuata dalla società di investimenti: fornire maggiori informazioni sulle soluzioni di investimento alternative (il 45% degli intervistati è disorientato dall’ingente offerta di nuovi prodotti e il 61%, il 77% in Italia, afferma che allocherebbe maggiori risorse alle strategie alternative se fossero più chiare).

Il quarto intervento consigliato sui servizi agli asset manager è fare leva sulla tecnologia per offrire un risultato migliore al cliente (il 61% degli investitori istituzionali ritiene che i gestori attivi siano maggiormente in grado di cogliere le opportunità di mercato sfruttando intelligenza artificiale e big data). Infine, gli operatori dovrebbero promuovere modelli innovativi sulle commissioni (il 68% chiede strutture commissionali legate alla performance).
 
Per Andreas Utermann, ceo di Allianz Global Investors, ha dichiarato “questo report dovrebbe rappresentare uno stimolo importante per quanti nel nostro settore devono ancora comprendere i profondi mutamenti in atto. Solo un approccio attivo consente di offrire soluzioni personalizzate in grado di rispondere alle esigenze individuate dal nostro studio in tema di tecnologie disruptive, modelli commissionali innovativi e principi Esg”.
 
“È molto importante la capacità di capire e ascoltare il cliente”, aggiunge Tobias Pross, global head of distribution. "Noi di Allianz gi siamo fortemente impegnati nei confronti dei nostri clienti, e continuiamo ad affinare la nostra value proposition in risposta ai nuovi trend individuati dallo studio, che modificano le esigenze e gli obiettivi degli investitori”. 
 
La ricerca ha sondato anche i principali timori degli investitori per il 2019: l’80% del campione è preoccupato soprattutto della volatilità del mercato (in Italia l’87%) e il 79% della politica monetaria (in Italia l’83%). Gli investitori istituzionali italiani sono inoltre più spaventati dall’inflazione (87%) rispetto al campione globale (75%). Quasi 9 intervistati su 10 (87%) ritengono che nei dieci anni trascorsi dalla crisi finanziaria gli investitori abbiano abbassato troppo la guardia.

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