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Antitrust Ue, Unicredit rischia sanzione pari al 10% del fatturato

In una nota il gruppo definisce realistico il rischio. La notizia arriva il giorno di approvazione del bilancio di esercizio 2019. Dall'assemblea dei soci, Saccomanni: "Abbiamo preservato la solidità patrimoniale e accelerato il processo di derisking"

Antitrust Ue, Unicredit rischia sanzione pari al 10% del fatturato

Unicredit rischia una multa pari al 10% del proprio fatturato. L’ipotesi di questa pesante sanzione (nel 2018 i ricavi dell'istituto ammontavano a 19,723 miliardi di euro) da parte dell’Antitrust europeo arriva a tre mesi di distanza dalla notizia del procedimento avviato dalla Commissione Europea contro l’istituto bancario milanese e altre sette banche, tutti sospettati di aver fatto cartello violando la concorrenza nel mercato dei titoli di Stato europei. Il reato risalirebbe al periodo 2007-2012.

Il rischio sanzione è stato reso noto da Unicredit con una nota nella quale annuncia, si legge sull’Ansa, di aver inviato "una richiesta di supplemento al proprio documento di registrazione e al prospetto di base relativo al programma di emissione di certificati di investimento", approvato da Consob.
 
Il supplemento richiesto contiene le informazioni relative ai rischi connessi al procedimento. Il gruppo "non considera più remoto ma possibile, sebbene non probabile, un esborso di cassa volto al pagamento di una potenziale sanzione". Sulla base delle "informazioni attualmente a disposizione, non risulta possibile quantificare in maniera attendibile l'importo" di una eventuale sanzione" che potrebbe arrivare ad "un ammontare massimo del 10% del fatturato annuo mondiale della società".
 
"La scadenza per la presentazione da parte di UniCredit di una risposta alle obiezioni sollevate" dall'Ue "è fissata al 29 aprile, salvo possibili proroghe la cui concessione rimane a discrezione della Commissione", prosegue la nota.
 
"In seguito alla risposta allo Statement of Objections, la Commissione Europea potrà concedere alle parti un'apposita audizione". La banca sottolinea inoltre che "allo stato attuale non è possibile stabilire se e quando avrà luogo un'audizione. Non esistono”, aggiunge l'istituto”, termini legali che impongano alla Commissione di concludere le indagini antitrust entro scadenze prestabilite". Unicredit ha avuto accesso a tutto il fascicolo della Commissione a partire dal 15 febbraio.
   
A gennaio l'Antitrust comunitario aveva espresso il timore che gli operatori finanziari addetti alla compravendita di strumenti e prodotti, attraverso chat online, si fossero scambiati informazioni sensibili al fine di pianificare strategie di vendita concordate.

La notizia arriva come un macigno nel giorno dell’assemblea degli azionisti Unicredit in sessione ordinaria e in unica convocazione. Il presidente dell'istituto, Fabrizio Saccomanni, in apertura dei lavori, ha rilasciato una dichiarazione per tranquillizzare gli shareholders: "Siamo in anticipo sugli obiettivi del piano transform 2019. Abbiamo preservato la solidità patrimoniale e accelerato il processo di derisking e percorreremo l'ultimo tratto con il medesimo impegno".

E ancora: "Un'enorme potenzialità, grazie a un posizionamento unico in Europa. Unicredit ha continuato a crescere, per confermarsi come banca paneuropea in un contesto difficile e con quadro normativo in continua evoluzione. Il nostro obiettivo è di rafforzare la leadership nei Paesi in cui operiamo".

L’assemblea di oggi 11 aprile è chiamata ad approvare il bilancio dell'esercizio 2019 e a nominare il collegio sindacale. Sono presenti in Piazza Affari soci in rappresentanza del 61,24% del capitale sociale della banca. Dalla lettura del libro soci non sono emerse novità: Aabar Luxembourg detiene il  5,021% e Dodge & Cox il 5,002%. Fra gli altri punti all'ordine del giorno della parte ordinaria dell'assemblea anche la determinazione del compenso spettante al collegio sindacale, l'integrazione del consiglio di amministrazione, il sistema incentivante per il 2019 e l'autorizzazione all'acquisto di azioni propria. Nella parte straordinaria è prevista la delega al cda per l'aumento di capitale per i sistemi incentivanti per il 2018 e il 2019.

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