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Gros-Pietro, Intesa Sanpaolo: "Fusioni? La normativa Ue non aiuta"

Il presidente dell'istituto ha escluso davanti alla platea di Save, possibili aggregazioni bancarie, né in Italia né in Europa, perché "l'incompleta unione bancaria fa sì che non si possano sviluppare sinergie cross border, a causa dei regimi fiscali e finanziari differenti"

Gros-Pietro, Intesa Sanpaolo: "Fusioni? La normativa Ce non aiuta"

Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo

Con che occhio Intesa Sanpaolo si affaccia al mondo delle aggregazioni bancarie? Da tempo, l'amministratore delegato della banca, Carlo Messina esclude tale ipotesi. Fin dallo scorso gennaio quando l'ad smentì l’ipotesi di una operazione di questo genere con Credit Agricole.
 
Oggi 11 aprile, è il presidente dell'istituto di credito, Gian Maria Gros-Pietro, a tornare sull’argomento a margine del convegno organizzato a conclusione di Save (l’iniziativa itinerante sull'educazione finanziaria, ideata dal Museo del Risparmio, Bei e Scania che ha toccato 22 città e coinvolto 10mila studenti coinvolti).
 
Nessuna aggregazione bancaria all'orizzonte per Intesa Sanpaolo, né in Italia né in Europa, anche perché Sanpaolo "due anni fa ha acquisito le banche venete. Un'altra operazione solleverebbe problemi con l'Antitrust". In ogni caso, "l'incompleta unione bancaria fa sì che non si possano sviluppare sinergie cross border in grado di rendere una fusione conveniente, a causa dei regimi fiscali e finanziari differenti".

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